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Mercoledì 17 Giugno 2026 08:06

Premio a Bennato per dare luce ai popoli “In cammino”



Riconoscimento al cantautore napoletano dalla cooperativa Medihospes, impegnata a «dare dignità e partecipazione a chi fugge dalle guerre». La consegna alla vigilia della Giornata del rifugiato

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Edoardo Bennato descrive la società moderna e, nello specifico, il fenomeno migratorio non solo attraverso i testi delle sue canzoni, come “Pronti a salpare”, che dà il titolo all’album del 2015, ma anche con la pittura. Il cantautore raffigura un’umanità “In cammino”, titolo scelto per la sua mostra personale allestita fino al 21 giugno nella Sala Fontana del Palazzo delle Esposizioni. Si tratta di opere dai colori vivaci dedicate ai venditori ambulanti, i cosiddetti “vu cumprà”, che percorrono le spiagge con il loro carico di borse, vestiti, occhiali, cappelli e materassini.

Attraverso di loro, Bennato ha voluto rappresentare il «cammino della famiglia umana», un movimento iniziato ormai «da decine di migliaia di anni». Per ringraziare il rocker napoletano «per dare luce e musica ai popoli “In cammino”», nella serata di ieri, martedì 16 giugno, Luigi Grimaldi, consigliere delegato della cooperativa sociale Medihospes, aderente al Consorzio La Cascina, gli ha consegnato una targa in segno di riconoscimento per l’impegno artistico e sociale profuso sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione. La cerimonia è stata organizzata in vista della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra ogni anno il 20 giugno.

Fin dagli esordi nel mondo della musica, Bennato ha sempre cercato un punto di contatto tra la produzione cantautorale e le arti visive, convinto della necessità di «rendere complementari i testi, i contenuti delle “canzonette”, con l’arte grafica». Un legame tra disegno e note stretto già nel 1976 con il quarto disco, “La torre di Babele”, «un concept album – spiega –, cioè una serie di canzoni legate dallo stesso tema». Per l’occasione dipinse su tela una torre formata da uomini che imbracciano armi. Queste «diventano sempre più sofisticate – specifica -. In basso a sinistra c’è un uomo della preistoria con la clava in mano e poi, man mano che si va verso la vetta, le armi diventano sempre più evolute. È un immaginario scatto fotografico dell’umanità che continua perversamente a fare la guerra».

La verve artistica del cantautore napoletano si manifesta in modo particolare durante la lavorazione del disco “Pronti a salpare” che non vuol essere «un invito ai disperati che attraversano il Mediterraneo fuggendo da una realtà che a volte non riusciamo neanche a immaginare – afferma -. “Pronti a salpare” è rivolta a noi, tutto sommato privilegiati, che viviamo in un’area latitudinalmente privilegiata del pianeta e che dovremmo renderci conto che il nostro benessere futuro, e anche dei nostri figli, non potrà in nessun modo prescindere dalla soluzione o comunque da eliminare questo divario enorme che c’è tra questa parte latitudinale privilegiata e quella invece svantaggiata». Dedicando il riconoscimento alla mamma e alla figlia Gaia, il rocker ha confessato di non amare molto i premi ma questa volta il riconoscimento arriva da un’organizzazione «operativa e propositiva».

Grimaldi ha spiegato che grazie a una «fitta e capillare rete di collaborazioni con le imprese su tutto il territorio nazionale, nel 2025 Medihospes ha attivato 348 tirocini formativi ed erogato 368 corsi di qualificazione professionale. Questo impegno ha permesso l’inserimento nel mondo del lavoro di 1.043 persone, la metà delle quali nel Lazio. È il modo con cui si intende creare una civiltà di integrazione. Il nostro impegno è massimo per accogliere, dare dignità e partecipazione a chi fugge dalle guerre». Susanna Migliarini, coordinatrice dell’area asilo e migrazione di Medihospes, ritiene «fondamentale l’idea dell’arte come ponte: un’opportunità per creare uno spazio comune di confronto capace di abbattere le barriere culturali e, soprattutto, di scardinare gli stereotipi».

17 giugno 2026

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