Mercoledì 17 Giugno 2026 10:06
Moretti: «Ruini per me è stato padre, maestro e amico»


Il ricordo dell’arcivescovo che ha condiviso tanti anni di lavoro a Roma,« impegni, gioie e problemi» con il porporato scomparso. «Gli sono stato accanto negli ultimi giorni»
L'articolo
Moretti: «Ruini per me è stato padre, maestro e amico»
proviene da RomaSette
.
#apertura #in diocesi #camillo ruini #giovanni paolo ii #luiogi moretti
leggi la notizia su RomaSette


Si erano salutati e «ringraziati reciprocamente» per gli anni condivisi nella diocesi di Roma e per l’affetto che li legava da decenni. L’ultimo incontro tra il cardinale Camillo Ruini, scomparso ieri, 16 giugno, e monsignor Luigi Moretti, arcivescovo emerito di Salerno-Campagna-Acerno, risale alla scorsa settimana. «Gli sono stato accanto negli ultimi giorni – racconta il presule –. Ho celebrato la Messa con lui, poi ci siamo salutati. Per me è stato padre, maestro e amico. Mi ha coinvolto in maniera straordinaria nell’avventura vissuta insieme nella diocesi di Roma».
Moretti ha trascorso in Vicariato quasi trent’anni del suo ministero ricoprendo vari ruoli, da addetto all’Ufficio amministrativo fino alla nomina a vicegerente. Per ben 17 anni è stato al fianco di Ruini, vicario di Roma dal 1° luglio 1991 al 27 giugno 2008, portando avanti un intenso lavoro pastorale e amministrativo, segnato da tappe fondamentali come la realizzazione delle nuove chiese capitoline per il Grande Giubileo del 2000. «Mi ha sempre reso partecipe del lavoro, fin dall’inizio – prosegue –. Per anni abbiamo condiviso scelte, impegni, gioie e problemi. Tutto».
Tra i momenti più significativi e «impressi nella memoria», l’arcivescovo emerito ricorda in particolare la propria ordinazione episcopale, avvenuta il 12 settembre 1998, proprio per l’imposizione delle mani di Ruini. Al di là della collaborazione pastorale, Moretti restituisce l’immagine di una persona «dalla limpidezza di rapporto unica». Il porporato era un uomo che «pensava quello che diceva e diceva quello che pensava – rimarca –. Con grande libertà, ma anche con grande attenzione. Basti pensare che negli ultimi tempi era lui a telefonarmi, per farmi gli auguri o per chiedermi come stavo.
Un rapporto che andava ben oltre la semplice collaborazione». Da Ruini ha imparato in modo particolare «la fedeltà, la linearità, la coerenza». Un altro aspetto sul quale Moretti si sofferma è la vicinanza umana del porporato, specialmente verso i collaboratori e il clero. Sembrava una persona molto austera, ma nel rapporto personale era invece straordinario – riflette –. Ricordo l’attenzione per i sacerdoti in difficoltà, verso i quali si poneva con grande paternità».
Rievocare gli anni di Ruini come vicario della diocesi di Roma significa ricordare inevitabilmente parte del pontificato di Giovanni Paolo II. Moretti non esita a definire quel periodo come un momento «di grande grazia». Wojtyla, sottolinea, «è stato veramente il vescovo di Roma. Il rapporto con lui è stato estremamente fruttuoso sia a livello pastorale, sia a livello di animazione». Un legame, quello con il Papa polacco e il cardinale vicario, che si è impresso anche in un momento doloroso della vita privata di Moretti. «Eravamo a pranzo insieme quando arrivò la notizia della morte di mia madre».
17 giugno 2026
L'articolo
Moretti: «Ruini per me è stato padre, maestro e amico»
proviene da RomaSette
.