Mercoledì 17 Giugno 2026 12:06
Ruini, il ricordo di Trincia (Caritas) e Sant’Egidio


Il direttore dell’organismo diocesano: la sua testimonianza resta la bussola per il nostro lavoro quotidiano. La Comunità in una nota ne sottolinea «la grande passione per la Chiesa»
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«La scomparsa del cardinale Camillo Ruini, avvenuta nella tarda serata del 16 giugno a 95 anni, non è solo la perdita di una figura centrale della Chiesa italiana, ma il saluto a un pastore che ha guidato la Diocesi di Roma in stagioni cruciali, lasciando un segno indelebile anche nel cuore della nostra Caritas». Così lo ricorda il direttore della Caritas diocesana, Giustino Trincia.
Proprio in occasione del 25° anniversario di fondazione della Caritas diocesana, il 10 ottobre 2004, il Cardinale Ruini volle fissare in una lettera pastorale «i pilastri del nostro cammino, parole che oggi, nel momento del commiato, risuonano con una forza profetica ancora intatta», afferma Trincia. «Nel suo scritto, il cardinale ci ricordava che celebrare una ricorrenza non significa solo fare memoria dello sforzo prodotto o contare i numeri dell’assistenza, ma fare una “sosta per riprendere con maggiore vigore il cammino”. La sua visione non era mai meramente assistenziale: egli spronava la Caritas a non dimenticare la sua funzione pedagogica, esortando ogni comunità parrocchiale a farsi carico dei poveri, non come atto di facciata, ma come risposta all’amore di Dio».
«Il cardinale Ruini ha sempre compreso che la povertà non è solo uno status, ma un processo di “non integrazione”. Per questo, ci ha sempre invitato a una spiritualità della condivisione e dell’essenzialità. Non ci chiedeva di essere “eroi” o “benefattori”, ma uomini e donne capaci di costruire “ponti relazionali” con chi vive nell’abbandono. Per lui, il vero servizio consisteva nel saper ascoltare l’altro, ospitando non solo le parole, ma il mondo interiore di chi incontriamo. In quella preziosa lettera, tracciò le coordinate per il futuro, indicando nella famiglia, nei giovani e nell’impegno culturale le priorità per un’azione pastorale davvero feconda. Ci chiamò a essere “coscienza critica” di una società che cambia, restando fedeli al mandato evangelico: essere cittadini nel mondo, ma non del mondo. La sua testimonianza di amore per la Chiesa di Roma e per i suoi poveri resta la bussola per il nostro lavoro quotidiano».
La Comunità di Sant’Egidio si stringe attorno alla famiglia e agli amici più stretti del cardinale Camillo Ruini e in una nota lo ricorda «come un pastore che aveva una grande passione per la Chiesa e un senso alto del suo ruolo nella società. Presidente della Cei e vicario per la diocesi di Roma avviò un’importante missione cittadina richiamando tutte le componenti ecclesiali ad una sua nuova evangelizzazione e partecipando, a fianco di Giovanni Paolo II, all’organizzazione del grande Giubileo del Duemila. La nostra Comunità conserva una memoria affezionata dei numerosi incontri avuti con lui nel corso degli anni, dal centro storico della capitale fino alle sue periferie. Con lui scompare un protagonista della vita ecclesiale di Roma e dell’Italia del Novecento, che ha seguito da vicino, con interesse, anche le sfide complesse della Chiesa nel nuovo millennio».
17 giugno 2026
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