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Giovedì 18 Giugno 2026 00:06

Sgomberato il Bencivenga. Marchionne si dissocia ma nelle strade del Tufello restano protagonisti i simboli anarchici

Nel centro sociale azioni eversive. Eppure nessuno vedeva i muri della zona usati per veicolare messaggi degli antagonisti. Una distrazione sospetta

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Sgomberato il Bencivenga. Marchionne si dissocia ma nelle strade del Tufello restano protagonisti i simboli anarchici
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Leggiamo con un certo sconcerto la notizia relativa all’arresto dei 7 militanti anarchici legato allo sgombero del centro sociale “Bencivenga Occupato” avvenuto il 16 giugno, eseguito per le seguenti accuse: associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico – attentato alla sicurezza dei trasporti e sabotaggio. Lo storico stabile occupato di via Bencivenga (di fianco all’edificio in rovina dell’ex centro culturale La Maggiolina) era considerato dagli inquirenti della Digos e della Procura di Roma il quartier generale utilizzato per pianificare le azioni eversive. L’operazione ha portato a 5 custodie cautelari in carcere e due persone agli arresti domiciliari, oltre al definitivo sgombero e sequestro dell’immobile dopo 25 anni di occupazione. Fin qui i fatti.



 

Di solito non ci occupiamo di “pubblica sicurezza” e non inizieremo certo adesso!

Il nostro focus unisce inchiesta giornalistica e attivismo civico: il racconto e la denuncia del degrado urbano tramite foto, segnalazioni e articoli. “Prima e dopo” di aree ripulite o rimaste nel totale abbandono. Monitoraggio e denuncia partecipata per geolocalizzare il degrado con inchieste-reportage ed esposti/segnalazioni ai portali istituzionali.

Vi starete chiedendo “perché ci raccontano ‘sta storia degli anarchici” (che al pari dei fascisti hanno tanti simpatizzanti che li vedono come “alleati” delle lotte sociali contro il “Sistema”), arrestati per sabotaggi e terrorismo?

Il motivo è presto detto: le tristi vicende dei personaggi (la cellula sgominata nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma, le relazioni pericolose tra enti territoriali e protagonisti di questa vicenda) si intrecciano col degrado di cui ci siamo occupati più di una volta.

Breve riassunto: il Tufello e Montesacro convivono da oltre un decennio con una situazione di degrado legata al vandalismo politico e alle scritte vandaliche sulle facciate degli istituti scolastici e degli asili. Come denunciato più volte da Diarioromano, gli edifici sono spesso usati come bacheche per messaggi abusivi e slogan politici nella totale indifferenza istituzionale.

 



Le zone più colpite: Via delle Isole Curzolane, storica arteria del Tufello da anni trasformata in una vera e propria “strada scolastica” tappezzata di scritte e manifesti. Licei Bramante e Giordano Bruno: nel tempo, i muri degli istituti sono stati coperti da scritte e striscioni polemici, con alcuni cartelli rimasti in bella vista per mesi senza alcuna rimozione. Il vandalismo non risparmia neppure le strutture dedicate all’infanzia, come l’asilo Arcobaleno, ricoperto di frasi cariche d’odio sulle recinzioni e sui cancelli.

 


Imbrattati i muri del Nido Arcobaleno con scritte e simboli anarchici e delle BR


Le nostre denunce evidenziano come questa piaga urbana sia figlia di un’assuefazione generale: la rassegnazione dei residenti, l’inerzia dell’amministrazione municipale e, in alcuni casi, una presunta tolleranza da parte di ambienti scolastici e politici locali, rendono difficile arginare il fenomeno, lasciando i residenti ostaggio dei vandali.

La prima denuncia risale al 2018: nell’arco di quasi dieci anni non è stato fatto nulla non solo in termini di pulizia ma soprattutto di riqualificazione delle scuole, trasformate in lavagne dagli anarchici-writers, e di “moral suasion” delle giunte succedutesi negli anni per placare la furia distruttiva dei militanti dei centri sociali di zona, ormai una vera e propria holding dell’antagonismo che conta almeno tre edifici occupati con attività che vanno dal ricreativo al culturale, alla propaganda e reclutamento nelle scuole.

 



 



Ripercorrendo le denunce di Diarioromano: il primo articolo del ’18 era incentrato sulla
“grande bellezza” rovinata da scritte e striscioni abusivi.
Ne seguirono altri sulla
stazione Jonio
che ha subito un lento ma inesorabile degrado (provocato da scritte e manifesti riconducibili ai centri sociali col contorno di tags dei graffitari). Ed infine le recenti denunce dei
primi mesi del 2026
, sul perdurante degrado di Via delle Isole Curzolane (e strade limitrofe):
le facciate delle scuole (tra cui il Liceo Giordano Bruno e l’Aristofane)
e i palazzi sono costantemente tappezzati da scritte e manifesti.

 




 

 



 



 



 

BADATE BENE: NON PARLIAMO DI MURALES ARTISTICI AUTORIZZATI. Quelli si contano sulle dita di una mano: il murale per Valerio Verbano sulla facciata del liceo Bramante, quello dedicato a Gigi Proietti sulla palazzina di via Tonale, più vari altri interventi di Lucamaleonte ed altri street artist sui muri dei centri sociali. TUTTO IL RESTO E’ VANDALISMO: QUI PARLIAMO DI SCRITTE POLITICHE E ANTAGONISTE CHE HANNO INVASO CASE, ASILI E LICEI DETURPANDO IL DECORO URBANO (e offendendo la dignità di chi li abita/frequenta).

 



 

 



Il nostro blog denuncia la totale disattenzione da parte del III Municipio, lasciando la strada in uno stato di abbandono che dura da anni.

A questo punto ci corre l’obbligo di sgombrare il campo da ogni dubbio: Diarioromano esprime una condanna netta e trasversale contro ogni forma di vandalismo e degrado urbano. La linea editoriale rifiuta qualsiasi estremismo, sia esso di destra o di sinistra, sottolineando che i graffiti, le scritte e le devastazioni sono strumenti usati per diffondere intolleranza e deturpare il patrimonio pubblico.

Nessun doppio standard: il degrado e gli atti vandalici vanno condannati a prescindere dall’orientamento politico di chi li compie (come nel caso del
blitz fascista al Liceo Righi
o le
scritte contro il presidente Laddaga
) e vanno distinti dalla street art legittima e “partecipata”.

Ma Diarioromano respinge l’equiparazione tra street art autorizzata e graffitismo vandalico. Secondo noi, questa sovrapposizione viene utilizzata per mascherare una vera e propria lotta per la conquista dei muri della città dietro il presunto “diritto di imbrattare” teorizzato da pensatori radicali come Christian Raimo e Tomaso Montanari. No signori, come ci siamo sempre opposti a qualsiasi forma di vandalismo, inclusi gli imbrattamenti, le scritte e i raid di matrice fascista, siamo qui a ripetere che LE SCRITTE DEGLI ANARCHICI non ricercano l’espressione artistica ma l’affermazione di un potere territoriale. Si tratta di una occupazione abusiva di spazi pubblici per imporre la propria influenza e indottrinare gli studenti dei licei di via Isole Curzolane.



 




 

Chiusa anche questa parentesi, torniamo al degrado del Tufello e le prese di distanza del presidente Marchionne dagli anarchici arrestati. “Non hanno rapporti con il Municipio, né con il territorio”. Non vi è ragione di dubitare della buona fede di Marchionne, ma ci giungono voci contrastanti circa la deleteria influenza degli ambienti anarchici su un assessore della sua giunta, che preferiamo non nominare per ragioni di opportunità e rispetto. Ma alcuni nostri lettori ci hanno segnalato la presunta vicinanza dell’assessore al patrimonio della Giunta Marchionne agli ambienti antagonisti che imbrattano i muri del Tufello. Il paradosso di un amministratore pubblico che anziché condannare gli atti vandalici sembra giustificare o dialogare o addirittura favorire chi imbratta i beni comuni è una gaffe difficilmente giustificabile che getterebbe un’ombra sinistra sulla giunta del Municipio III.

 



Sull’articolo pubblicato ieri dal Messaggero si legge che gli anarchici si fanno vedere solo attraverso le scritte sui muri “come è accaduto alla scuola Don Bosco” dov’è apparsa una scritta violenta. Preso atto dell’accaduto, facciamo notare che lo stesso accade da 10 anni nel silenzio e l’indifferenza generale a via delle Isole Curzolane, la vera strada scolastica da non confondersi con la stradina parallela via Monte Ruggero, da tempo al centro di un importante progetto di riqualificazione urbana e sociale: l’intervento di pedonalizzazione, l’opera di asphalt art e la prossima riapertura del centro sportivo Detroit (ieri la presentazione con l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia).

Ma questo non cancella quello che abbiamo denunciato dal 2018 fino all’ultimo reportage dell’11 aprile: il degrado su via delle Isole Curzolane (vera via scolastica del Tufello) infestata da graffiti vandalici, scritte politiche estreme e manifesti abusivi. Questo degrado colpisce direttamente ben quattro strutture: il liceo Giordano Bruno, succursali dell’Aristofane, l’IIS Donato Bramante e l’asilo nido Arcobaleno. Più tutte le case e i lotti del vicinato.

A distanza di mesi dalla segnalazione alla Amministrazione capitolina (assessorato alla scuola, al patrimonio e all’urbanistica), il problema evidenziato non è stato ancora risolto. Nessuna risposta dall’ufficio coordinamento decoro urbano. Ancora presenti  scritte e striscioni vandalici riconducibili ad anarchici e gruppi antagonisti. Imbrattamenti con slogan contro lo Stato, le istituzioni e il regime carcerario (es. 41 bis). Scritte e striscioni che inneggiano alla Russia, associati anche a slogan pro Hamas e contro Israele, a detrimento di case, lotti ed edifici pubblici.

La selezione di immagini di questa fotogalleria – che ritraggono gli effetti del vandalismo su beni pubblici e scuole – si riferiscono all’ultimo sopralluogo. Temiamo che nulla sia cambiato. Eppure si continuano a organizzare eventi pubblici comunali alla presenza del minisindaco Marchionne e dell’assessore capitolino all’urbanistica Veloccia.

 



 

Il degrado del patrimonio pubblico non sembra quindi valere per via Isole Curzolane abbandonata dal Municipio III, sotto attacco di ambienti anarchici che, secondo il presidente Marchionne, non avrebbero rapporti con il municipio e col territorio. Secondo noi, invece, le istituzioni locali mostrano una “distrazione strategica” e una totale inerzia nel ripulire o riqualificare la zona.

 

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