Giovedì 18 Giugno 2026 11:06
La presidenza Cei: Ruini, «testimone fedele del Vangelo»


Il messaggio di cordoglio per il cardinale morto il 16 giugno all'età di 95 anni. «Per lunghi anni ha servito la Chiesa in Italia con intelligenza vivace, vigore pastorale e profonda dedizione»
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«In queste ore di commozione e di preghiera, interpretando i sentimenti dell’episcopato italiano e dell’intera comunità ecclesiale del nostro Paese, rendiamo grazie al Signore per il cardinale Camillo Ruini, affidandolo alla sua misericordia». Inizia con queste parole il messaggio di cordoglio della presidenza Cei per la morte del cardinale Camillo Ruini, martedì 16 giugno, all’età di 95 anni. «Per lunghi anni ha servito la Chiesa in Italia con intelligenza vivace, vigore pastorale e profonda dedizione. Esprimiamo, dunque, gratitudine per il servizio che ha reso alla Chiesa e per l’impegno con cui ha accompagnato un tratto importante della vita ecclesiale italiana», si legge ancora nel testo, approvato al termine della riunione di ieri, 17 giugno, quando l’intera presidenza si è recata nella camera ardente allestita nella cappella della Madonna della Perseveranza del Seminario Minore, per rendergli omaggio.
Ruini viene ricordato come «testimone fedele del Vangelo, attento alla comunione e al rapporto tra fede, cultura e vita, nella Chiesa e nel Paese. Il suo pensiero offre idee preziose per il nostro cammino, in un contesto sociale in rapido cambiamento». Tra gli aspetti più significativi, «resta centrale il richiamo al primato dell’evangelizzazione e della testimonianza – si legge ancora nel testo -. Come più volte da lui sottolineato, la missione della Chiesa è annunciare Cristo e rendere visibile la sua presenza nella vita delle comunità cristiane e nella storia degli uomini. Di fronte alle fatiche quotidiane e al rischio di vivere come se Dio non fosse decisivo per l’esistenza, rimane valido il suo invito a riconoscere in Cristo la luce che illumina la verità dell’uomo». Il cardinale Ruini «ha richiamato con forza la necessità di non separare la fede dalla vita, l’annuncio dalla cultura, la verità dalla libertà, nella convinzione che solo l’incontro con il Signore apre pienamente l’uomo alla propria dignità e alla propria vocazione». Un «primato spirituale» che si è tradotto anche «in una forte attenzione alla persona umana e alla sua dignità inviolabile».
Nelle parole della presidenza Cei anche il riferimento al tempo presente, «segnato da visioni frammentate dell’uomo», nel quale l’insegnamento di Ruini «ricorda l’importanza di custodire una concezione integrale della persona, radicata nell’antropologia cristiana e orientata alla ragione, alla responsabilità e al bene comune. Con altrettanta chiarezza – proseguono -, il cardinale Ruini ha compreso l’importanza della cultura come luogo nel quale la fede è chiamata a incarnarsi e a dialogare con le domande reali dell’uomo contemporaneo. È questa la via per annunciare il Vangelo dentro le trasformazioni della storia, con fiducia nella forza della verità cristiana e nella capacità della ragione di aprirsi a Dio».
In questa prospettiva si colloca anche «il suo costante richiamo alla comunione ecclesiale e alla carità come dimensioni essenziali della missione. I Convegni ecclesiali nazionali di Palermo (1995) e Verona (2006) hanno espresso pienamente questo orizzonte, che unisce fede, comunione e servizio alla società. Il Vangelo della carità, non come semplice assistenza, ma come criterio di rinnovamento ecclesiale e civile, risuona quale appello per la vita del Paese».
18 giugno 2026
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