Giovedì 18 Giugno 2026 12:06
Educatore sportivo, presentata a Roma la proposta di legge
Lo sport come strumento di inclusione e crescita sociale Da Palazzo Valentini parte il progetto per riportare famiglie e giovani negli stadi e promuovere una nuova cultura sportiva Lo sport come luogo di educazione, inclusione e partecipazione. È questo il messaggio lanciato da “Il Calcio che Vogliamo”, la conferenza nazionale presentata nella prestigiosa cornice di [...]
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Da Palazzo Valentini parte il progetto per riportare famiglie e giovani negli stadi e promuovere una nuova cultura sportiva
Lo sport come luogo di educazione, inclusione e partecipazione. È questo il messaggio lanciato da “Il Calcio che Vogliamo”, la conferenza nazionale presentata nella prestigiosa cornice di Palazzo Valentini a Roma e promossa dalle associazioni ASTIFOSIROMA e ROMA CLUB PALAZZO MADAMA.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere i valori autentici dello sport e contrastare ogni forma di violenza negli stadi e nei luoghi di aggregazione sportiva, riportando al centro il ruolo sociale del calcio e delle attività sportive.
Tra i temi principali affrontati durante l’incontro, la presentazione della proposta inviata al Parlamento per l’istituzione della figura dell’educatore sportivo.
L’iniziativa punta a introdurre una figura professionale dedicata ad accompagnare il percorso di crescita dei giovani attraverso i valori dello sport, contribuendo alla diffusione di principi come rispetto, responsabilità, inclusione e fair play.
Secondo i promotori, l’educatore sportivo potrebbe rappresentare un importante punto di riferimento per atleti, famiglie e società sportive, favorendo un clima positivo negli impianti e contribuendo alla formazione delle nuove generazioni.
Al centro della conferenza anche una riflessione sul futuro degli stadi italiani e sulla necessità di renderli luoghi sempre più sicuri e accoglienti.
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di favorire il ritorno di famiglie, bambini e giovani sugli spalti, restituendo agli impianti sportivi il loro significato originario di spazi dedicati alla condivisione, alla socializzazione e alla partecipazione.
Un percorso che passa attraverso il contrasto alla violenza e la promozione di una cultura sportiva fondata sul rispetto reciproco.
Durante l’incontro è intervenuto Michele Grillo, Consigliere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente di ASTIFOSI ROMA.
“Abbiamo già inviato la proposta della figura dell’educatore sportivo. Andare allo stadio non deve essere un pretesto per scontri e divisioni, ma un’occasione per vivere la passione sportiva, promuovere l’inclusione e costruire comunità”, ha dichiarato.
Parole che sintetizzano la filosofia dell’iniziativa e la volontà di costruire un modello sportivo sempre più orientato all’educazione e alla partecipazione.
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo dello sport, delle istituzioni e del calcio.
Tra gli intervenuti figurano:
- Rosella Sensi, già presidente dell’AS Roma;
- Vincent Candela, campione del mondo con la Nazionale francese;
- Michele Grillo, Presidente di ASTIFOSI ROMA;
insieme ad altri ospiti che hanno portato il proprio contributo al dibattito sui valori dello sport e sul ruolo educativo delle attività sportive.
Nel corso della giornata è stata inoltre annunciata una nuova iniziativa territoriale in programma il 3 luglio a Tor Bella Monaca.
L’evento, promosso da ASTIFOSI ROMA in collaborazione con la Fondazione Saint Michel, sarà dedicato ai giovani, alle famiglie e a tutti coloro che credono in una tifoseria responsabile e in uno sport capace di generare inclusione e crescita sociale.
L’obiettivo è promuovere una passione sportiva vissuta in modo positivo e rafforzare il ruolo educativo dello sport all’interno delle comunità.
La manifestazione del 3 luglio vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo del calcio e di grandi protagonisti dello sport, uniti da un messaggio comune.
Un invito a dire no alla violenza e a sostenere uno sport che sappia educare, unire e includere, valorizzando il rispetto delle regole, il dialogo e la partecipazione.
Una sfida che guarda al futuro e che punta a restituire allo sport il suo ruolo più importante: quello di strumento di crescita personale e collettiva.
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