Servizi > Feed-O-Matic > 729894 🔗

Lunedì 22 Giugno 2026 13:06

Leone al Wfp: «Nessuna persona venga dimenticata»



Il Papa in visita alla sede romana del Programma alimentare mondiale (World food programme). Oggi «i conflitti vengono “nutriti” più facilmente di quanto non vengano sfamate le persone». Ma «un percorso rinnovato è possibile»

L'articolo
Leone al Wfp: «Nessuna persona venga dimenticata»
proviene da
RomaSette
.

#apertura #papa #papa leone xiv #programma alimentare mondiale #world food programme
leggi la notizia su RomaSette





La fame nel mondo è figlia di un paradosso. Basti pensare che oggi «i conflitti vengono “nutriti” più facilmente di quanto non vengano sfamate le persone». Viviamo in un mondo in cui «una capacità produttiva globale senza precedenti coesiste con l’espansione di zone di estrema vulnerabilità». Incoerenze denunciate da Papa Leone XIV che questa mattina, lunedì 22 giugno, si è recato in visita nella sede romana del Programma alimentare mondiale (Pam), in zona Parco de’ Medici, dove ha incontrato i partecipanti alla sessione annuale del Consiglio di amministrazione dell’organismo delle Nazioni Unite e i dipendenti con le loro famiglie.

Al suo arrivo il Papa è stato accolto dall’ex direttrice esecutiva del Pam Cindy McCain, che lo ha invitato, dalla presidente del comitato esecutivo Carla Barroso Carneiro e da Carl Skau, direttore esecutivo ad interim. Nel suo discorso, pronunciato in inglese, ha subito lodato l’impegno dell’organizzazione umanitaria, che «risuona profondamente con la missione della Chiesa» con la quale condivide «il compito urgente di affrontare la fame e la malnutrizione, affrontando al contempo le cause strutturali sottostanti che le alimentano». Da qui l’appello a «esaminare le sfide che ci attendono, le loro cause profonde e le vie verso soluzioni durature».

Il pontefice ha quindi rilevato nella burocrazia un’altra contraddizione perché appesantisce e rallenta la macchina degli aiuti, delineando una «silenziosa mercificazione della vita umana». A questo si aggiunge la logica distorta secondo cui il profitto deve prevalere su tutto, per cui «l’accesso ai beni essenziali, compreso il cibo, è troppo spesso influenzato da considerazioni economiche o strategiche. Di conseguenza, coloro che non generano un valore quantificabile rischiano di diventare invisibili». Ma i bisogni umani primari «non possono essere subordinati a considerazioni di mercato o a interessi geopolitici», ha chiosato.

Citando uno stralcio del discorso tenuto da Papa Francesco nel 2016 ai membri del Cda del Pam, Leone ha spiegato che gli squilibri «nelle priorità politiche e morali» non colpiscono solo gli angoli più vulnerabili del pianeta, ma a cascata influenzano tutto il mondo. L’esclusione dall’accesso ai beni primari, infatti, «erode la coesione sociale – le parole di Prevost -, aumenta il rischio di conflitti e alimenta la migrazione forzata. Inoltre, mina la capacità degli Stati e delle società di costruire istituzioni resilienti, fornire un’istruzione efficace e promuovere uno sviluppo economico sostenibile. In tal modo, perpetua cicli di fragilità che alla fine colpiscono la più ampia comunità internazionale». In questo scenario è urgente ricollocare l’uomo «al centro dell’azione internazionale».

Come già fatto in passato Leone ha reiterato l’invito alla comunità internazionale a «un rinnovato impegno per la cooperazione multilaterale», per affrontare insieme le sfide globali. «Una pace duratura e uno sviluppo umano integrale e sostenibile – ha affermato – sono possibili solo attraverso la partecipazione di tutti, favorita da un autentico dialogo internazionale e da una cooperazione orientata al bene comune. Un tale approccio richiede una ferma volontà politica capace di trascendere le prospettive a breve termine e di investire nei beni pubblici globali».

Il pontefice si è poi rivolto direttamente ai governi e ai popoli del mondo «affinché rinnovino e rafforzino il loro impegno, aumentino le risorse dedicate a combattere la fame e le sue cause profonde e rimuovano gli ostacoli che impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno». L’impegno portato avanti dal Pam nel mondo «dimostra che un percorso rinnovato è possibile» ma serve ulteriore «determinazione di semplificare ciò che è diventato eccessivamente complesso, di dare priorità a ciò che è essenziale e di garantire che nessuna persona venga dimenticata». Prendendo spunto da quanto scritto nella sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, ha rimarcato che «ogni persona umana possiede una dignità intrinseca e inalienabile». È proprio «nella nostra fedeltà a questa verità che si misura l’umanità della nostra politica e, con essa, il futuro della comunità internazionale», ha concluso il Papa.

Prima di recarsi in auditorium Leone ha visitato l’installazione “Un posto a tavola”, allestita in occasione della visita, composta da ciotole e piatti raccolti dalle comunità di tutto il mondo in cui il Programma opera. Ogni pezzo racchiude la memoria, la tradizione e l’identità delle persone che lo usano quotidianamente, trasformando un oggetto di sopravvivenza di uso comune in un simbolo della crisi globale della fame.

Presenti in auditorium i vertici della segreteria di Stato vaticana: il cardinale Pietro Parolin, gli arcivescovi Paolo Rudelli e Paul Richard Gallagher. Con loro anche l’arcivescovo Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso Fao, Ifad e Wfp. In videocollegamento il Papa ha poi salutato un gruppo di persone che opera in prima linea in alcuni dei 120 Paesi in cui è presente il Programma, che nel 2025 ha fornito assistenza a 121 milioni di persone.

22 giugno 2026

L'articolo
Leone al Wfp: «Nessuna persona venga dimenticata»
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI