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Martedì 23 Giugno 2026 18:06

Roma, oltre mille bambini operati con il microbisturi al Bambino Gesù

Roma – La chirurgia percutanea fibrotomica riduce di oltre il 60% i tempi operatori. La tecnica, nata per la spasticità, […]

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Roma – La chirurgia percutanea fibrotomica riduce di oltre il 60% i tempi operatori. La tecnica, nata per la spasticità, è oggi utilizzata anche in altre patologie muscolo-scheletriche e neuromotorie.

Oltre 1.000 bambini e ragazzi operati in poco più di 7 anni con una tecnica mini-invasiva che riduce di oltre il 60% i tempi operatori, limita l’esposizione all’anestesia, abbassa il rischio di infezioni e consente un avvio più rapido della riabilitazione. È il traguardo raggiunto dall’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con la chirurgia percutanea fibrotomica, una metodica eseguita attraverso un microbisturi di appena un millimetro che permette di intervenire sulle strutture muscolo-tendinee mediante microincisioni senza punti di sutura.

Sviluppata inizialmente per il trattamento della spasticità nei bambini con paralisi cerebrale infantile, oggi la tecnica viene impiegata anche in altre patologie caratterizzate da rigidità muscolare, retrazioni tendinee e limitazioni funzionali. L’esperienza maturata si inserisce nel più ampio impegno del Bambino Gesù per promuovere procedure sempre meno invasive e una gestione sempre più efficace del dolore, in linea con il progetto “Ospedale Senza Dolore”.

Questo percorso di innovazione sarà al centro anche del Meeting della Rete IRCCS Apparato Muscoloscheletrico (RAMS), in programma il 30 giugno all’Auditorium Valerio Nobili della sede di San Paolo, dove specialisti, ricercatori e giovani professionisti si confronteranno su prevenzione, tecnologie avanzate e ortopedia pediatrica.

DALLA SPASTICITÀ AD ALTRE PATOLOGIE NEUROMOTORIE

La chirurgia percutanea fibrotomica è stata introdotta al Bambino Gesù per il trattamento della spasticità associata alla paralisi cerebrale infantile, una condizione neurologica caratterizzata da un aumento anomalo del tono muscolare che può provocare rigidità, retrazioni muscolo-tendinee e limitazioni dei movimenti. Grazie ai risultati ottenuti in oltre 7 anni di attività, le indicazioni della tecnica sono state progressivamente ampliate. Oggi viene utilizzata anche in pazienti con distrofia muscolare di Duchenne, negli esiti ortopedici conseguenti a tumori cerebrali, in diverse malattie rare con interessamento neuromotorio e muscolo-scheletrico e, in casi selezionati, nei disturbi della deambulazione in punta.

LA CHIRURGIA PERCUTANEA FIBROTOMICA

La tecnica, sviluppata dall’équipe di Ortopedia e Traumatologia del Bambino Gesù sulla base di un metodo originariamente introdotto in Russia, utilizza un microbisturi con cui il chirurgo interviene progressivamente sulle fasce e sulle fibre muscolo-tendinee retratte attraverso microincisioni di circa un millimetro. Le incisioni non richiedono punti di sutura e possono essere eseguite contemporaneamente in più sedi, consentendo di correggere le retrazioni con un approccio conservativo e mini-invasivo. Rispetto alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”, la metodica permette una riduzione dei tempi operatori superiore al 60%, una minore esposizione all’anestesia, un ridotto rischio di infezioni e un recupero funzionale più rapido grazie all’avvio precoce della riabilitazione.

«Per i pazienti candidabili a questo tipo di intervento – sottolinea Pier Francesco Costici, responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Bambino Gesù – i vantaggi sono molteplici: risultati funzionali sovrapponibili alla chirurgia tradizionale, significativa riduzione del dolore post-operatorio, minore ricorso ai farmaci analgesici, mobilizzazione precoce e tempi di degenza più contenuti. Anche l’impatto estetico è minimo, perché le microincisioni non lasciano le ampie cicatrici tipiche della chirurgia tradizionale, contribuendo a rendere meno traumatico il percorso di cura per il bambino e più semplice la gestione post-operatoria per la famiglia».
 
L’OSPEDALE SENZA DOLORE

L’esperienza accumulata in questi primi 7 anni di attività conferma come la mini-invasività rappresenti un elemento fondamentale della qualità delle cure in età pediatrica. L’attività dell’Unità di Ortopedia e Traumatologia si inserisce infatti nel progetto “Ospedale Senza Dolore” del Bambino Gesù, che promuove la valutazione e il trattamento sistematico del dolore e l’impiego delle procedure meno invasive possibili in tutte le fasi dell’assistenza.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il dolore è un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno tissutale potenziale o in atto. Ridurne l’intensità significa non solo migliorare il recupero clinico, ma anche limitare l’impatto fisico ed emotivo dell’ospedalizzazione sul bambino e sulla sua famiglia. In quest’ottica, la chirurgia percutanea fibrotomica rappresenta un esempio concreto di innovazione tecnologica al servizio di una medicina pediatrica sempre più attenta al benessere globale del piccolo paziente.

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