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Martedì 23 Giugno 2026 19:06

MUSTICK: Il MUseo virtuale dello STICKer

MUSTICK: Il MUseo virtuale dello STICKer


Le città parlano. A volte lo fanno attraverso i muri, i monumenti, i palazzi, le strade e le piazze. Altre volte attraverso segni più piccoli, discreti e spesso destinati a scomparire: gli sticker. Compaiono ovunque: sui cartelli stradali, sulle saracinesche, sui pali della luce e dei semafori, sulle cassette elettriche, alle fermate degli autobus. Piccoli […]

MUSTICK: Il MUseo virtuale dello STICKer


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MUSTICK: Il MUseo virtuale dello STICKer



Le città parlano. A volte lo fanno attraverso i muri, i monumenti, i palazzi, le strade e le piazze. Altre volte attraverso segni più piccoli, discreti e spesso destinati a scomparire: gli sticker.

Compaiono ovunque: sui cartelli stradali, sulle saracinesche, sui pali della luce e dei semafori, sulle cassette elettriche, alle fermate degli autobus. Piccoli messaggi lasciati nello spazio urbano che raccontano idee, passioni, proteste, eventi e frammenti di vita.

Nel corso degli anni abbiamo costruito un archivio di migliaia di adesivi fotografati durante passeggiate urbane, esplorazioni del territorio e attività di documentazione della città. Sticker artistici, politici, ironici, poetici, provocatori, sconci, pubblicitari, sportivi… Alcuni anonimi, altri riconducibili ad artisti e collettivi. Molti resistono per anni sui muri e sui pali della città, altri spariscono dopo pochi giorni, coperti da nuovi messaggi.

All’inizio li fotografamo, poi abbiamo iniziato a raccoglierli, a conservarli, a classificarli. Alcuni sono stati scelti per la qualità grafica, altri per il messaggio trasmesso, altri ancora semplicemente perché rappresentano una traccia significativa del loro tempo.

Una delle caratteristiche più interessanti degli sticker è la loro capacità di raccontare il presente. Sono testimonianze immediate della contemporaneità: riflettono fatti storici, come guerre e conflitti sociali; eventi che segnano la vita quotidiana, come la pandemia; oppure mode e fenomeni del momento. Oggi, ad esempio, non è raro imbattersi negli sticker di chi si sposa, si laurea o celebra un viaggio: una sorta di equivalente urbano di ciò che viene raccontato sui social network.


Da questo archivio nasce MuStick, il MUseo virtuale dello STICKer ospitato su APPasseggio Blog.

MuStick nasce da un archivio, ma vuole essere qualcosa di più. Un archivio conserva; un museo interpreta e racconta. Attraverso percorsi tematici e approfondimenti, gli sticker diventano così non solo immagini da collezionare, ma testimonianze di una cultura urbana in continua evoluzione.

Il nome nasce dall’incontro tra Museo e Sticker, ma contiene anche un piccolo gioco di parole. Pronunciato rapidamente richiama infatti moustique, la parola francese che significa “zanzara” e che, etimologicamente, proviene dallo spagnolo mosquito.

E in fondo gli sticker hanno qualcosa delle zanzare: si appiccicano dappertutto, compaiono nei luoghi più improbabili, sono faticosi da debellare, difficili da ignorare e qualche volta pungono.

Possono essere ironici, provocatori, politici, fastidiosi o semplicemente impossibili da non notare. Piccoli segni urbani che, proprio come una zanzara in una notte d’estate, riescono a farsi sentire nonostante le piccole dimensioni.

Non si tratta di una semplice raccolta di immagini. L’obiettivo è documentare e raccontare, attraverso percorsi tematici, una forma di espressione urbana spesso trascurata, ma capace di raccontare il territorio, i cambiamenti sociali, le passioni, le proteste e la creatività di chi vive le strade.

I post di MuStick presenteranno di volta in volta pannelli tematici, selezioni di sticker o approfondimenti dedicati a particolari autori, temi e fenomeni della comunicazione urbana.
Quando possibile, cercheremo di ricostruire le storie, i significati e i contesti degli sticker presentati.

Alcuni saranno opere d’arte in miniatura, altri documenti sociali, altri ancora semplici curiosità urbane. Tutti, però, contribuiranno a raccontare il nostro tempo attraverso uno dei linguaggi più spontanei e diffusi dello spazio pubblico.

MuStick è un museo senza pareti, costruito passeggiando, osservando e documentando.

Benvenuti in una collezione in continua crescita.

{Gabriela Hæbich e Maria Teresa Natale, 23 giugno 2026]

MUSTICK: Il MUseo virtuale dello STICKer


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