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Mercoledì 24 Giugno 2026 11:06

Da battaglia culturale a istituzione: il fenomeno de Il Cinema in Piazza

C’è stato un momento in cui Il Cinema in Piazza era soprattutto una battaglia. La battaglia di un gruppo di ragazzi appassionati che si oppose alla chiusura del Cinema America e rivendicò l’idea del cinema come bene comune. Oggi, a distanza di oltre dieci anni, quella battaglia non solo è stata ampiamente vinta, ma si […]

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C’è stato un momento in cui Il Cinema in Piazza era soprattutto una battaglia. La battaglia di un gruppo di ragazzi appassionati che si oppose alla chiusura del Cinema America e rivendicò l’idea del cinema come bene comune. Oggi, a distanza di oltre dieci anni, quella battaglia non solo è stata ampiamente vinta, ma si è trasformata in qualcosa che probabilmente travalica anche i migliori auspici. Il Cinema in Piazza, oggi, non è più soltanto una manifestazione estiva ma è diventato uno degli appuntamenti culturali più importanti della stagione.

Quando nacque a San Cosimato, nell’estate del 2014, si chiamava Festival Trastevere Rione de Il Cinema in piazza San Cosimato e a riempire le prime proiezioni erano soprattutto studenti, attivisti e giovani che avevano sostenuto l’esperienza del Cinema America, trasformando la difesa di una sala storica in una riflessione più ampia sul diritto alla cultura e sugli spazi pubblici. Ma quella che alle origini pareva relegata nel perimetro di una manifestazione identitaria e di nicchia, è cresciuta rapidamente, attirando prima gli appassionati di cinema e poi un pubblico sempre più vasto e trasversale.

Le due tappe decisive che hanno dato vita a questa storia ultradecennale, sono state, l’occupazione del Cinema America nel novembre 2012 e poi, un anno e mezzo dopo, la prima edizione nell’estate del 2014 in piazza di San Cosimato, con la proiezione del film “Uomini contro” (1970) di Francesco Rosi, che ottenne il plauso dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Da quell’inizio brillante, la manifestazione è cresciuta a dismisura ogni anno e visto passare grandissimi nomi come Damien Chazelle, Isabella Rossellini, Wes Anderson, Mark Ruffalo, Edward Nortone tanti altri.

L’edizione 2026 rappresenta il punto più alto di questo percorso. Non solo per i numeri ma per la capacità di attrarre figure che appartengono all’élite mondiale del cinema e della cultura contemporanea. Fino al 12 luglio arrivano a Roma personalità come Hideo Kojima, Dario Argento, Léa Seydoux, Thom Yorke, Nicolas Winding Refn, Olivier Assayas, Matteo Garrone e Carlo Verdone. Nomi nei quali, se sei fortunato, puoi imbatterti una volta nella vita, sui red carpet di Cannes o Venezia, e che scelgono di confrontarsi con il pubblico di una piazza romana, gratuitamente.

Ma forse il successo della manifestazione non si misura nemmeno dagli ospiti. Si misura dalle persone. Dalle migliaia di spettatori che ogni sera riempiono Piazza San Cosimato, il Parco della Cervelletta e Monte Ciocci. Dai bambini che scoprono Miyazaki seduti accanto ai genitori. Dagli studenti che guardano un film d’autore per la prima volta. Dai turisti che finiscono per caso davanti a uno schermo all’aperto e si ritrovano immersi in una delle esperienze più autentiche della città.

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