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Giovedì 25 Giugno 2026 12:06

Terremoto in Venezuela: Acs accanto alla Chiesa locale



Raccolta dall'associazione la voce dell'arcivescovo di Caracas: «Gravi danni strutturali in diverse parrocchie». Danni ingenti anche nella diocesi di La Guaira. Attivata la risposta all'emergenza

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Anche chiese, case parrocchiali e strutture ecclesiali nell’elenco dei danni causati dalle scosse di terremoto che nel tardo pomeriggio di ieri hanno devastato il Venezuela, provocando vittime, numerosi feriti e gravi danni. E il bilancio è in continuo aggiornamento. «Sono appena rientrato da un giro in diverse parrocchie. Molte di esse presentano gravi danni strutturali», riferisce alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) l’arcivescovo di Caracas Raúl Biord Castillo. Tra gli edifici colpiti infatti figurano la cattedrale della Capitale e circa una dozzina di parrocchie. «A Ñauralí – aggiunge il presule – è crollato il tetto della navata destra. La chiesa e la casa parrocchiale di Pagüita sono crollate. Il parroco si è salvato miracolosamente».

Ingenti i danni anche nella diocesi di La Guaira, dove il Seminario diocesano «ha riportato gravi danni», rende noto il vescovo Pablo Modesto González Pérez. «Siamo senza elettricità – racconta ad Acs – e siamo stati tutti colpiti. Nel seminario sono crollati molti muri. Ora ci troviamo nel parcheggio dello stadio sportivo, in attesa che i vigili del fuoco valutino l’edificio». Nella zona di Ciudad Chávez, nella parte centro-settentrionale del Paese, dove vivono circa 20mila persone, «la maggior parte dei blocchi abitativi ha subito gravi danni».

Non risultano vittime tra sacerdoti, religiosi e seminaristi, ma l’arcivescovo di Caracas conferma che vi sono stati morti tra la popolazione civile a causa dei crolli. «Grazie a Dio era un giorno festivo. Se fosse stato un giorno lavorativo, con scuole, uffici e negozi aperti, il numero delle vittime sarebbe stato molto più alto», osserva Biord Castillo. Intanto la Chiesa locale ha già attivato la risposta all’emergenza. «Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali», informa il presule, annunciando verifiche sugli edifici per valutarne l’agibilità.

La fondazione pontificia, da parte sua, assicura vicinanza e sostegno. «Il Venezuela è da molti anni un Paese prioritario per la nostra fondazione. La priorità ora sono le persone – afferma Marco Mencaglia, direttore dei progetti di Acs internazionale -. Non conosciamo ancora l’intera portata dei danni – aggiunge – ma, man mano che le comunicazioni saranno ripristinate, potremo comprendere meglio le necessità. Da parte di Acs, ci impegniamo a continuare ad accompagnare la Chiesa con il nostro aiuto e le nostre preghiere».

25 giugno 2026

 

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