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Giovedì 25 Giugno 2026 13:06

Gaza: il rapporto Onu, «punto di svolta per la tutela dei bambini palestinesi»



Save the Children interviene dopo le conclusioni della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite secondo cui i piccoli sono stati deliberatamente presi di mira dalle forze di sicurezza israeliane

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Diffuso il 23 giugno il rapporto della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite che riconosce che i bambini di Gaza e della Cisgiordania sono stati deliberatamente presi di mira dalle autorità e dalle forze di sicurezza israeliane. Per Save the Children, si tratta di «un punto di svolta: la comunità internazionale non può più ignorare le sofferenze dei bambini palestinesi e deve garantire che i responsabili ne rispondano», scrivono in una nota.

Stando al rapporto, evidenziano dall’organizzazione internazionale, «le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, risultando responsabili di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, oltre che di crimini di guerra in Cisgiordania. È solo la seconda volta nella storia di una Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite che un rapporto è dedicato specificamente alle violazioni commesse nei confronti dei minori – rimarcano -: la sua pubblicazione testimonia la portata e la gravità senza precedenti delle violazioni perpetrate contro i bambini nel Territorio palestinese occupato».

Il direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale Ahmad Alhendawi definisce «sconvolgenti» le conclusioni della Commissione d’inchiesta. «L’entità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane documentate dalla Commissione hanno provocato un numero senza precedenti di morti e feriti, oltre a traumi psicologici tra i bambini di Gaza e della Cisgiordania. Dall’inizio della guerra a Gaza, secondo le informazioni disponibili – aggiunge -, oltre 20mila bambini palestinesi sono stati uccisi e più di 44mila sono rimasti feriti. Il rapporto mostra chiaramente la portata delle sofferenze subite dai bambini palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Il mondo non può più voltarsi dall’altra parte. Nessun bambino dovrebbe mai essere un bersaglio».

Save the Children, da parte sua, «attraverso il lavoro sul campo assiste ogni giorno a ciò che questi dati raccontano – sono ancora le parole di Alhendawi -. Nei nostri programmi a Gaza sosteniamo bambini malnutriti a causa di una politica di fame deliberatamente imposta, bambini segnati psicologicamente dagli orrori della guerra, bambini feriti da proiettili, bombe o schegge. In Cisgiordania garantiamo servizi di recupero scolastico ai bambini che hanno subito continui attacchi alle loro scuole, così come offriamo servizi di salute mentale ai minori precedentemente detenuti e a quelli colpiti da incursioni militari, violenze dei coloni e sfollamento forzato. Gli Stati membri dell’Onu – conclude – devono inoltre adempiere ai propri obblighi per garantire che i bambini palestinesi, come tutti gli altri bambini, siano protetti e che si ponga fine all’impunità».

25 giugno2026

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