Venerdì 26 Giugno 2026 11:06
I consigli degli esperti contro le “isole di calore urbano”


I dati dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che mete in guardia sui rischi per i bambini e fornisce 10 indicazioni per proteggerli. «In estate 1 accesso su 4 al Pronto soccorso è legato al caldo»
L'articolo
I consigli degli esperti contro le “isole di calore urbano”
proviene da RomaSette
.
#famiglia #in città #salute #alberto villani #isole di calore urbano #ospedale pediatrico bambino gesù sebastian cristaldi #vetrina
leggi la notizia su RomaSette


Asfalto, edifici e superfici impermeabili, scarsa presenza di alberi e aree verdi. In estate le città si trasformano in vere e proprie «isole di calore urbano», con temperature superiori rispetto alle aree rurali o costiere circostanti. In concreto, durante il giorno si accumula energia che poi viene rilasciata lentamente nelle ore serali. E gli effetti di sommano a quelli del cambiamento climatico. Il risultato è che «nelle giornate estive l’asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 °C, contribuendo ad aumentare il disagio termico e i rischi per la salute delle persone più fragili, a partire dai bambini».
L’allarme arriva dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, dove in estate circa 1 accesso su 4 al Pronto soccorso è direttamente o indirettamente correlato alle temperature elevate, che favoriscono in particolare la comparsa e il peggioramento della disidratazione nei più piccoli. «I bambini non sono piccoli adulti – rimarca Alberto Villani, responsabile dell’Uoc di Pediatria generale, malattie infettive e Dea di II livello del Bambino Gesù -: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali».
Dagli specialisti dell’Ospedale pediatrico arrivano quindi dieci consigli da seguire tutta l’estate – soprattutto quando si vive o si trascorrono molte ore in città – per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione. Il primo è proprio «offrire spesso acqua ai bambini, anche se non manifestano sete, aumentando l’apporto di liquidi nelle giornate più calde». Ancora, «evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 17, preferendo luoghi ombreggiati e ben ventilati; vestirli con abiti leggeri, chiari e traspiranti, preferibilmente in cotone o lino; mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati, usando ventilatori o condizionatori ed evitando bruschi sbalzi di temperatura».
Per quanto riguarda l’alimentazione, si suggerisce di «preferire pasti leggeri e un’alimentazione ricca di frutta e verdura, utili per reintegrare liquidi e sali minerali»; capo e pelle invece vanno protetti con «cappellino, zone d’ombra e creme solari ad alta protezione». Attenzione particolare va dedicata poi ai lattanti e ai bambini con malattie croniche, più vulnerabili agli effetti del caldo. «Nei neonati è importante controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente, perché una riduzione della diuresi può essere il primo segnale di disidratazione», è l’avvertimento. In generale, si invita a «riconoscere precocemente i campanelli d’allarme, come bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o svenimenti. In caso di colpo di calore, portare subito il bambino in un luogo fresco, rinfrescarlo e fargli bere piccoli sorsi d’acqua». Da ultimo, si consiglia di «rivolgersi tempestivamente al pediatra se il bambino presenta febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuta di bere, manifesta segni di disidratazione o peggiora una patologia cronica. Recarsi invece subito al Pronto soccorso in caso di alterazione dello stato di coscienza, grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo».
Si tratta di «semplici accordamenti», sufficienti a evitare «molte delle situazioni che osserviamo in Pronto soccorso – rileva Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù -. Nei bambini il caldo non va mai sottovalutato. Intervenire tempestivamente significa, nella maggior parte dei casi, evitare che un malessere si trasformi in un’emergenza».
26 giugno 2026
L'articolo
I consigli degli esperti contro le “isole di calore urbano”
proviene da RomaSette
.