Giovedì 15 Ottobre 2020 21:10

Campidoglio, #micandidoanchio

Il 14 ottobre è iniziato ufficialmente il confronto nel centrosinistra sulle elezioni di primavera. "Tutti per Roma. Roma per tutti" incalza i partiti, chiedendo primarie e scelte chiare, "per una Capitale europea"

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Tutti per Roma. Roma per tutti, insieme a Cittadinanzattiva Lazio, alla fine di giugno 2020 ha lanciato una
lettera-appello alla città e alle forze politiche e sociali
, sottoscritto nei mesi successivi da centinaia e centinaia di cittadini, in cui si mettevano in evidenza alcuni aspetti cruciali della futura campagna elettorale per il Campidoglio.

Proprio pochi giorni fa, il testo, corredato dalle firme, è stato consegnato a tutti i segretari dei partiti dell’area cosiddetta larga, quella, per intenderci, antifascista e non grillina. Cosa dice l’appello? Che “esistono diversi modi di preparare e condurre una campagna elettorale. Ecco, noi vorremmo soffermarci su questo processo, che potrebbe rivelarsi una formidabile occasione per fare cose ‘inaudite’ che, come fossero un sogno realizzabile, elenchiamo di seguito. Mettendoci nei nostri panni, quelli cioè di cittadini impegnati nell’ambiente civico, indipendenti ed autonomi da partiti ed organizzazioni tradizionali, profondamente innamorati della città, e molto preoccupati per il futuro, ecco quello che vediamo, ecco quello che vorremmo, ecco quello che chiediamo a tutti coloro che in un modo o nell’altro si stanno domandando come rompere la paralisi di idee, di prospettive, di fatti, che ormai da troppi anni schiaccia Roma sempre più verso la mediocrità”.


Foto di Jacques Lebleu diffusa su Flickr.com con licenza creative commons
Ecco i titoli dei 5 punti, poi argomentati nel testo dell’appello:

  1. radicale discontinuità con i decenni passati;
  2. apertura della città e rinnovamento della classe dirigente;
  3. percorso strutturato di ascolto della città reale;
  4. programma chiaro e veritiero;
  5. candidatura unitaria a sindaco/a e definizione della squadra di governo.
Pur se con un ritardo enorme sulle aspettative e sulle richieste dei cittadini, la riunione che si è svolta il 14 ottobre, con la presenza di tutti i partiti di area e dei presidenti dei municipi di opposizione, può essere accolta positivamente, come l’avvio di un percorso che dovrebbe portare, finalmente e con la rapidità e l’energia che il tempo residuo richiede, alle decisioni che ci aspettiamo.

Ieri, infatti, per la prima volta è stata formalizzata l’adesione di tutti i convocati ad un’unica visione, ad un unico processo propositivo che consentirebbe, prima di tutto, di colmare il divario che si è andato creando tra elettori e partiti o, per meglio dire, di sanare il debito accumulato dalle forze politiche nei confronti della città, ma anche di cominciare a parlare del programma e delle proposte concrete con cui Roma possa diventare una “città moderna, efficiente, accogliente, solidale. Una capitale all’altezza del suo compito verso il paese in linea con le altre capitali europee”, come dice l’appello.

Sappiamo che ci sono opinioni differenti sull’opportunità o meno di adottare le primarie per selezionare il candidato o la candidata. Ma queste restano, fino a prova contraria, uno strumento di partecipazione effettiva, che consentirebbe agli elettori del centro-sinistra di entrare anche nel merito delle scelte programmatiche, nonché di indicare i nomi dei candidati Presidenti dei 14 Municipi (questione da non sottovalutare).

Quanto poi alla pretestuosa contesa, montata ad arte da alcuni media, dei 7 nani contro uno, come anche il reclamare l’intervento delle segreterie nazionali per la scelta del candidato sindaco della Capitale, vorremmo sommessamente ricordare che, prima di tutto, sarebbe ora che Roma avesse un sindaco vero e capace, che metta in primo piano la città, di cui ci si ricorda solo quando si deve fare polemica; per il restante tempo, di solito, viene abbandonata a sé stessa.

Del resto, si suppone che le segreterie romane e quelle nazionali siano già in contatto costante. Infine, si confida nella capacità di scelta degli elettori romani. I quali sanno benissimo chi merita e chi no, chi si è guadagnato fiducia e rispetto sul campo, chi saprebbe governare la complessità alla quale è chiamato il futuro sindaco/a e chi vuole bene alla città in quanto tale, e nonostante tutto il carico di problemi, inefficienze, disuguaglianze, sofferenze che si troverà ad ereditare. Scegliamola bene, questa candidatura, allora.

Abbiamo certezza, del resto, che alla riunione del 14 ottobre, giustamente e legittimamente svolta nel perimetro dei partiti, seguiranno rapidamente incontri aperti alla città e alle realtà civiche, ai quali siamo più che pronti a dare il nostro contributo di idee, competenze e proposte. Tra queste, il contenuto del nostro primo
Quaderno sulla gestione dei rifiuti. Viaggio guidato tra Roma Capitale e Regione Lazio
.  Dove non facciamo sconti a nessuno, e rappresentiamo la questione a tutto tondo.



Infine, proprio due giorni fa, sconsolati dal carosello delle candidature improbabili, che davvero abbassano il livello della discussione pubblica, fino a far diventare le elezioni romane una macchietta, per giunta senza il conforto di uno straccio di programma, specialmente da parte della destra, affezionata ai soliti slogan ad effetto, abbiamo lanciato una pacifica quanto ironica campagna sui social,
#micandidoanchio
. Siamo già in centinaia ad aver cambiato la nostra immagine di copertina nei social. Ci arrivano telefonate da oltre Oceano. Qualche familiare si è seriamente preoccupato e qualche amico ha pensato che facessimo sul serio, garantendo il suo voto spassionato. No, state tranquilli, si tratta di una provocazione, non ci saranno centinaia di candidati, ma migliaia e migliaia di cittadini sono pronti a fare la loro parte, nel solco dell’interesse generale e della collettività. Perché l’esercizio della partecipazione politica e civica comincia ben prima del momento del voto e non si riduce solo a quello.

Emma Amiconi è la portavoce di “Tutti per Roma. Roma per tutti”

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