Domenica 28 Giugno 2026 10:06
Favola della domenica – La fantasia
C’era una volta una ragazzina di nome Margherita che amava molto il teatro. Faceva parte...
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C’era una volta una ragazzina di nome Margherita che amava molto il teatro.
Faceva parte di una piccola Compagnia che si era formata all’interno della sua scuola. Era diretta da Gemma, diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica.
“Come si chiamerà il nostro primo spettacolo, Gemma?” domandò Margherita impaziente di iniziare l’avventura teatrale.
Si trovavano in una stanza adibita a laboratorio per le varie attività extrascolastiche. Avevano davanti a sé un copione e, con una matita, apponevano degli appunti.
“Si chiama ‘Il Clown’, l’ho scritta io e tu ne sarai la protagonista. Sei contenta?”
Margherita non era in sé dalla gioia. Sperava soltanto di fare bella figura.
“Il clown” spiegò Gemma “porterà una maschera e parlerà con i ragazzi che incontreremo di volta in volta”.
“Sarà divertente. E’ un bel personaggio. Anche tu reciterai?”
“Io sarò la Fata Fantasia. Parlerò di come nella realtà ci sia, oltre alla gioia, anche la tristezza”.
“I miei genitori dicono che i ragazzi come me hanno fantasia da vendere”.
“E’ vero, però, crescendo, la perdono facilmente. Vorrei incoraggiare il pubblico giovane ad apprezzare doti quali l’immaginazione, l’inventiva, la creatività”.
Margherita smise di prendere appunti. Le venne in mente una domanda: “Come clown, dovrò fare scherzi e dispetti a chi è venuto ad assistere al nostro spettacolo?”
“Solo all’inizio. Poi, farai loro delle domande e io, come fata saggia, commenterò le loro risposte”.
Margherita si riteneva molto fortunata a recitare con una regista così intelligente. Oltre ad aver seguito le sue lezioni di dizione e di interpretazione, ora poteva dimostrare di aver appreso l’arte a cui teneva tanto. Scrisse qualcosa sul suo taccuino per ricordare le indicazioni dell’insegnante e si apprestò a leggere le sue battute. Prima però le chiese: “Scusa, se io sono un clown allegro e tu sei la fata saggia, chi impersona la tristezza?”
Gemma sorrise: “E’ una maschera chiamata Pierrot. La conosci?”
“Ne ho sentito parlare”.
“Il Pierrot della tradizione è malinconico, romantico e molto poetico. Gli farò declamare una poesia. Come vedi, qualsiasi protagonista di questo lavoro esprime fantasia nel suo particolare ambito. Conoscerai presto tutti gli altri attori, tra cui il Pierrot che è interpretato da una ragazzina molto simpatica”.
“Spero di essere brava”.
“Sarai brava sicuramente e, proprio per questo, ora iniziamo con le nostre prove…”
Le due amiche si immersero nei dialoghi del lavoro teatrale. Lessero alcune pagine e poi Margherita cercò di mandarle a memoria.
Quando lo spettacolo fu completato, diversi attori emozionati ed entusiasti si presentarono al pubblico composto da ragazzi come loro. Ebbero molto successo. La regista ne fu felice e il lavoro venne recensito da importanti riviste del settore.
Margherita era sicura di aver trovato un’amica oltre che un’insegnante. “Saremo amiche per sempre” si disse convinta. “E non perderò mai la mia fantasia. La svilupperò in attività artistiche e nella creatività”.
Maria Rosaria Fortini
