Domenica 28 Giugno 2026 19:06
Sette destre, zero spiegazioni. La politica in formato catalogo
Il centro studi serbatoio di pensiero del generale Vannacci e del suo nuovo partito Futuro Nazionale, promette di superare gli stereotipi della destra, ma finisce per crearne di nuovi -
#il pungiglione
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Esiste la destra sociale. Quella liberale. Quella libertaria. Quella sovranista. Quella liberista. Quella risorgimentale. E naturalmente quella federalista. Sette destre come i giorni della settimana, le note musicali o i nani di
Biancaneve. Manca solo la destra del lunedì mattina, quella che affronta le code agli sportelli pubblici.
L’articolo del Centro Studi Rinascimento Nazionale parte con un’ambizione titanica: superare gli stereotipi. L’intenzione è apprezzabile. Il risultato, un po’ meno.
Perché dopo aver annunciato la fine delle etichette, ecco comparire un catalogo ordinato di nuove etichette.
Il lettore scopre che le destre sono sette. Ma non sa perché siano proprio sette e non cinque, dieci o dodici.
Soprattutto non scopre che cosa distingua davvero una corrente dall’altra.
Sono definizioni? Scuole di pensiero?
Partiti? Tradizioni culturali? Il mistero resta fitto. Nessun esempio. Nessun riferimento storico. Nessun nome.
Un elenco presentato come fosse una tavola della legge.
Poi arrivano le parole solenni. “Laboratorio di idee”. “Rinascimento italiano”. “Sintesi politica”. “Visione”.
“Galassia di sensibilità”. “Casa comune”. Espressioni che suonano bene, ma che rischiano di lasciare il lettore con lo stesso dubbio di partenza: va bene, ma in pratica?
Quali proposte? Quali riforme? Quali priorità economiche? Quale idea di sanità, scuola, fisco, giustizia o pensioni?
La risposta non arriva.
Eppure sono questi i temi sui quali una forza politica misura la propria credibilità.
Si parla di merito, sicurezza, Made in Italy e interesse nazionale. Argomenti importanti. Ma restano titoli senza
capitoli, etichette senza contenuto, scatole senza oggetti.
Anche l’annunciato “interesse crescente dell’elettorato” compare senza numeri, sondaggi o dati a sostegno. Un dato di fatto o un auspicio?
Il lettore non ha strumenti per capirlo. Perché un conto è un manifesto politico, un altro è un articolo che pretende di descrivere una realtà.
Il lettore non ha strumenti per capirlo. Perché un conto è un manifesto politico, un altro è un articolo che pretende di descrivere una realtà.
La politica ha certamente bisogno di idee. Ma anche di precisione, chiarezza e qualche spiegazione in più. Altrimenti il rischio è confondere la profondità con la prolissità.
Forse il vero Rinascimento dovrebbe partire proprio da qui: meno parole in maiuscolo e qualche fatto in più. In fondo, anche le migliori idee hanno un piccolo difetto: per essere
credibili devono prima farsi capire. (Pier Francesco Corso)
