Lunedì 29 Giugno 2026 10:06
Sulle tracce dei Neanderthal: il laboratorio multimediale del Museo delle Civiltà
Sulle tracce dei Neanderthal: il laboratorio multimediale del Museo delle Civiltà
Tra le esperienze più interessanti della mia visita al MUCIV-Museo delle Civiltà nel Palazzo delle Scienze a Roma nel quartiere EUR c’è stata sicuramente la sala-laboratorio dedicata ai Neanderthal, uno spazio multimediale che racconta una delle più importanti scoperte paleoantropologiche italiane: la Grotta Guattari. Il percorso riesce a coniugare rigore scientifico e divulgazione, accompagnando il […]
Sulle tracce dei Neanderthal: il laboratorio multimediale del Museo delle Civiltà
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Sulle tracce dei Neanderthal: il laboratorio multimediale del Museo delle Civiltà
Tra le esperienze più interessanti della mia visita al MUCIV-Museo delle Civiltà nel Palazzo delle Scienze a Roma nel quartiere EUR c’è stata sicuramente la sala-laboratorio dedicata ai Neanderthal, uno spazio multimediale che racconta una delle più importanti scoperte paleoantropologiche italiane: la Grotta Guattari.
Il percorso riesce a coniugare rigore scientifico e divulgazione, accompagnando il visitatore in un viaggio che parte dalla preistoria e arriva fino alle più recenti ricerche archeologiche.
La Grotta Guattari, situata sul promontorio del Circeo, fu scoperta il 24 febbraio 1939. L’aspetto straordinario di questo ritrovamento è che il suo contenuto era rimasto praticamente intatto per decine di migliaia di anni. La scoperta avvenne quasi per caso. Alcuni operai, incaricati dal proprietario terriero Alessandro Guattari di estrarre delle pietre, riportarono alla luce l’ingresso della cavità, rimasto sigillato da un’antica frana. Dell’episodio ci restano le testimonianze dello stesso Guattari e del paleoantropologo Alberto Carlo Blanc.
![Museo delle Civiltà - MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_5891.jpg)
Museo delle Civiltà – MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]Tra i reperti rinvenuti vi era un cranio di Neanderthal, collocato al centro di un cerchio di pietre. Blanc interpretò questo ritrovamento come la prova di un rituale cannibalistico, che definì “cerebrofagia rituale”. La sua teoria si basava su diversi elementi, tra i quali la bassa volta della grotta poco adatta a una frequentazione abituale, la mutilazione osservata alla base del cranio e il cerchio di pietre che lo circondava. Tutti questi elementi vennero messi in relazione con pratiche di cannibalismo documentate presso alcune popolazioni moderne, come quelle della Papua Nuova Guinea. Oggi questa interpretazione è considerata superata. Le ricerche degli ultimi decenni hanno infatti restituito una lettura completamente diversa del sito.
![Museo delle Civiltà - MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_5895.jpg)
Museo delle Civiltà – MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]Gli studi hanno dimostrato che la Grotta Guattari era principalmente una tana di iene e non un luogo destinato a rituali umani. L’enorme accumulo di ossa animali sarebbe il risultato dell’attività di questi grandi carnivori, mentre le alterazioni osservate sul cranio sarebbero compatibili con la loro azione.
Gli scavi hanno restituito un patrimonio fossilifero davvero eccezionale. Sono stati rinvenuti resti di cervi, uri (grandi bovini selvatici), cavalli, megaceri (giganteschi cervi dalle enormi corna), leoni delle caverne, ippopotami – testimonianza di un clima molto diverso da quello attuale – e naturalmente iene, vere protagoniste della storia della grotta. Si trattava di iene più grandi e robuste dell’attuale iena maculata africana, predatrici fameliche che, dopo aver ucciso la preda, ne trasportavano i resti nella tana.
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Museo delle Civiltà – MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]Oltre ai resti animali sono emersi anche numerosi strumenti in pietra realizzati su piccoli ciottoli di spiaggia. Si tratta della cosiddetta “industria pontiniana”, una tradizione litica tipica della fascia costiera compresa tra Toscana e Campania, alcuni dei quali sono esposti in una vetrina in sala.
Un importante capitolo della storia della grotta si è aggiunto con gli scavi avviati nel 2019, i cui risultati sono stati resi noti nel 2021. Sommando le scoperte storiche e quelle più recenti, sono stati identificati i resti di almeno undici individui di Neanderthal, vissuti tra i 100.000 e i 50.000 anni fa. Gli studiosi ritengono oggi che gli strati più superficiali della grotta documentino soprattutto la presenza delle iene, mentre quelli più profondi testimoniano frequentazioni occasionali da parte dei Neanderthal, che certamente frequentavano anche le zone circostanti.
Il percorso espositivo è fortemente multimediale e, in diversi punti, anche interattivo. L’allestimento, progettato da Studio Azzurro, sfrutta efficacemente le tecnologie digitali per raccontare la storia della Grotta Guattari e della vita dei Neanderthal.
La visita si apre con un coinvolgente video introduttivo che mostra la localizzazione della grotta, ne ricostruisce la struttura e presenta le principali scoperte archeologiche.
Grandi vetrine espongono alcuni reperti originali, accompagnati da immagini che ben illustrano gli animali che popolavano quest’area durante il Paleolitico, permettendo di contestualizzare il paesaggio in cui vivevano i Neanderthal.
Particolarmente interessante è una parete animata, su cui scorrono alcuni personaggi. Toccando le diverse figure è possibile ascoltare le testimonianze di studiosi del Museo delle Civiltà, di università italiane e di altri specialisti coinvolti nelle ricerche o nell’allestimento.
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Museo delle Civiltà – MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Molto coinvolgente è anche il tavolo interattivo che riproduce virtualmente la superficie della grotta. Sfiorando alcuni sensori si attivano brevi filmati didattici che spiegano, ad esempio, come i Neanderthal indurissero il legno con il fuoco, come accendessero il fuoco stesso o come potessero realizzare le prime forme di espressione artistica.
![Museo delle Civiltà - MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_5907.jpg)
Museo delle Civiltà – MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Un’altra installazione permette invece di scegliere tra cinque tavolette trasparenti dotate di un sensore e collocarle su un apposito ripiano. Questo semplice gesto attiva approfondimenti dedicati agli animali, alle piante e agli ambienti del Paleolitico, attraverso immagini, ricostruzioni e spiegazioni scientifiche di facile comprensione.
![Museo delle Civiltà - MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_5905.jpg)
Museo delle Civiltà – MucIV, Laboratorio Neanderthal [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]È evidente come questo laboratorio rappresenti un investimento importante e sfrutti in modo esteso le nuove tecnologie.
Alcune soluzioni risultano davvero efficaci, in particolare il video introduttivo, il tavolo interattivo e il sistema che permette di esplorare i diversi temi del Paleolitico attraverso i simboli. Si tratta di strumenti che, ognuno con le proprie specificità, riescono a coinvolgere sia gli adulti sia i visitatori più giovani.
Meno convincente è invece la parete con le testimonianze degli studiosi. L’idea è ottima, ma il volume dell’audio è decisamente troppo basso. Per riuscire ad ascoltare gli interventi bisogna praticamente appoggiare l’orecchio alla parete, cosa che rende difficile seguire i contenuti, soprattutto quando la sala è affollata. Sarebbe probabilmente bastato prevedere delle cuffie oppure una piccola area con sedute e un sistema audio più efficace.
Nel complesso, il Laboratorio Neanderthal vale una visita (si preveda almeno un’ora). Il laboratorio riesce a raccontare in maniera coinvolgente una storia scientifica complessa, mostrando come la ricerca possa ribaltare interpretazioni che per decenni sono sembrate certe. La vicenda della Grotta Guattari dimostra infatti come nuove scoperte e nuove metodologie possano modificare profondamente la nostra conoscenza del passato.
L’allestimento multimediale rende accessibili argomenti non sempre semplici, alternando reperti originali, ricostruzioni, video e installazioni interattive che mantengono viva l’attenzione del visitatore.
Rimane qualche limite, soprattutto nella fruizione dei contenuti audio, ma nel complesso si tratta di uno spazio che consiglio di non perdere durante la visita al Museo delle Civiltà. È un percorso capace di raccontare non solo la vita dei Neanderthal, ma anche il lavoro di archeologi e paleoantropologi che, ancora oggi, continuano a riscrivere la storia delle nostre origini.
Con gli ultimi scavi, la Grotta Guattari è diventata uno dei più importanti siti neandertaliani d’Europa. I resti di almeno undici individui, insieme all’eccezionale quantità di reperti faunistici, stanno offrendo agli studiosi nuove informazioni sulla vita e sull’ambiente dei Neanderthal vissuti tra circa 100.000 e 50.000 anni fa.
È una scoperta che ricorda come la ricerca scientifica non sia mai definitiva. Quella che nel 1939 sembrava la prova di un rituale di cannibalismo è oggi interpretata in modo completamente diverso grazie a nuove campagne di scavo e a tecniche di analisi impensabili all’epoca. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’archeologia: ogni nuova scoperta può cambiare il racconto del nostro passato.
Sito web del MuCiv-Museo delle Civiltà
[Maria Teresa Natale, 28 giugno 2026]
Sulle tracce dei Neanderthal: il laboratorio multimediale del Museo delle Civiltà
