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Martedì 30 Giugno 2026 09:06

Caldo: Di Cola (Cgil Roma e Lazio), non si attendano morti sul lavoro, servono atti concreti

La Cgil di Roma e Lazio denuncia l'emergenza caldo e chiede interventi urgenti per la tutela dei lavoratori.

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“Non si può aspettare che qualcuno muoia di caldo sul lavoro nel nostro territorio prima di agire concretamente. A Roma e in molte città del Lazio oggi è il tredicesimo giorno consecutivo di rischio elevato per il caldo estremo. Questa condizione non solo persiste, ma aumenta ulteriormente i pericoli per la salute e la sicurezza di chi lavora, in particolare nei settori e nelle attività maggiormente esposte alle alte temperature, sia al chiuso che all’esterno. Si tratta di un’emergenza su cui il governo nazionale è rimasto immobile”. Così dichiara in una nota il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola.

“Il prossimo 2 luglio – spiega Di Cola – incontreremo la Regione Lazio per discutere le nostre proposte, tra cui l’introduzione di strumenti di sostegno al reddito, che siano in grado di rafforzare, ampliare e garantire la piena attuazione dell’ordinanza regionale, emanata oltre un mese fa. Troppe lavoratrici e troppi lavoratori sono ancora esclusi da tale ordinanza e molte aziende continuano a violarla, mettendo a rischio la vita delle persone. Da quando abbiamo attivato il numero verde, sono arrivate numerose richieste di assistenza, segnalazioni di mancato rispetto dell’ordinanza regionale e denunce di soprusi da parte di datori di lavoro nei confronti di lavoratrici e lavoratori che hanno chiesto il rispetto dell’ordinanza e della propria sicurezza”.

“Ci aspettiamo però che anche il Comune di Roma faccia la sua parte a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori, che pagano due volte il caldo, prima nei luoghi di lavoro e poi nelle case, in una città dove le isole di calore aumentano le temperature di oltre 3 gradi in interi quadranti della Capitale – sottolinea Di Cola -. Così come giustamente si pensa ai turisti, si deve agire anche per chi in questa città lavora e la fa funzionare, a partire da quanto è stato fatto lo scorso anno, quando una direttiva rafforzava le misure di prevenzione del rischio caldo e stanziava risorse adeguate per garantirne l’attuazione. Da quasi due settimane, a Roma, quasi mezzo milione di persone lavora in contesti nei quali il rischio da calore è elevato. Occorre fare presto. Le istituzioni del territorio e il sistema delle imprese devono fare la loro parte. Noi continueremo a contrattare luogo di lavoro per luogo di lavoro affinché siano garantite salute e sicurezza e siamo pronti, laddove necessario, a mobilitarci anche nei servizi essenziali, perché la salute delle persone viene prima di tutto”, conclude Di Cola.

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