Mercoledì 1 Luglio 2026 11:07
Il Quarticciolo, «territorio abbandonato, che non respira»


La denuncia di padre Canali, parroco dell'Ascensione: «È una realtà chiusa. Un tumore che manda metastasi nei quartieri vicini». Vuoti 172 appartamenti delle case popolari. Leppe: «Nessun lavoro previsto dal decreto Caivano bis è iniziato»
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Dopo blitz delle forze dell’ordine e accoltellamenti, dal quartiere del Quarticciolo arriva un nuovo drammatico appello. «C’è uno stallo, un blocco. Finché stai sotto i riflettori c’è attenzione, ma appena i riflettori si spostano l’abbandono regna sovrano. Ci vorrebbe una volontà politica forte nel dire “vogliamo fare questo di questo territorio”, qualunque essa sia. Invece non vediamo nulla. Ma se resta così, questo territorio è destinato a morire». La denuncia, l’ennesima che abbiamo raccolto, arriva da padre Daniele Canali, parroco dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo.
Nell’ultimo mese sono state ben sette le operazioni delle forze dell’ordine contro le piazze di droga, un ricco e fiorente affare che lo scorso 20 giugno ha portato al grave accoltellamento di un tunisino, molto probabilmente causato da una lotta tra gruppi criminali. «Non bastano i blitz – si sfoga il parroco -. Per tutelare la sicurezza ci voglio presidi fissi h24. In modo da scoraggiare la criminalità. Il commissariato è in un altro quartiere. Questa è una realtà chiusa, è un fortino. Il Quarticciolo deve respirare verso gli altri quartieri, invece è un tumore e manda metastasi nei quartieri vicini. Siamo pieni di tossicodipendenti che girano, una zombieland, la gente non esce di casa. Anche perché non ci sono negozi. Chi può pensare di aprire un negozio qui? Ma più il quartiere non è vissuto e più è insicuro».
Il “decreto Caivano bis” aveva previsto ben 15 interventi con un finanziamento di 30 milioni: asili nido, scuole, aree verdi, videosorveglianza, sportello socioassistenziale, iniziative di sviluppo economico locale. I lavori dovevano iniziare a settembre 2025 per terminare a settembre 2027, ma non si vede nulla, nessun cantiere. «Certo ci vogliono cantieri, che però ancora non vediamo, ma non bastano le opere, anche le migliori, perché la gente non viene a vivere qui oppure scappa». Il quadro descritto dal parroco è davvero drammatico. «Tantissimi sono andati via. Le famiglie giovani appena possono vanno via. Lasciano le case popolari. Abbiamo pochissime famiglie giovani. Tranne quelle che vivono ai margini della legalità, preferiscono andare in un altro quartiere, affrontare un mutuo con tutta la fatica che conosciamo, ma non rimanere qui. Non possono far crescere i figli qui, per quanto vogliano bene alla parrocchia e apprezzino le nostre attività. Così oggi Quarticciolo è fatto di anziani, tante case vuote e un forte stato di abbandono. Già la mattina giri e non trovi nessuno. E di questo se ne avvantaggiano le attività criminali. La popolazione in gran parte anziana che battaglie può fare? Abbiamo un livello culturale molto basso e assoggettato».
Padre Daniele non si limita alla denuncia e fa una proposta, anche a fronte dei 172 appartamenti delle case popolari vuoti, degradati, dove non vuole andare nessuno. «Si può decidere di vendere alcuni lotti, così si rivalorizzano e entra gente nuova. Altrimenti mantenendo il quartiere così, è destinato a morire. Le istituzioni non sono più in grado di gestirlo». Quattro mesi fa, in occasione della visita di Papa Leone XIV, denunciammo il grave degrado di alcune scale delle case popolari. «Ma nulla è cambiato e le famiglie se ne vanno. La politica è bloccata, perché sembra che non convenga a nessuno intervenire in modo forte. Aspettano che muoiano tutti gli anziani, le case si chiudono, nessuna nuova famiglia arriva…». Tranne gli immigrati. «All’oratorio estivo ho 50 bambini, tra 6 e 12 anni. Dieci provengono da famiglie peruviane che sono venute ad abitare nel quartiere. Anche nella prima classe del catechismo su 10 bambini 5 sono peruviani. Al Quarticciolo non ci sono famiglie giovani, non ci sono più bambini, il territorio non respira, è abbandonato. Dicono che Roma non è solo il Quarticciolo. È vero ma è un neo pesante».
Lo conferma anche Daniele Leppe, avvocato, che ogni settimana apre uno sportello di ascolto per i diritti dei cittadini. «Nessun lavoro previsto dal decreto Caivano bis è iniziato. Un motivo ufficiale non esiste. Adducono sempre problemi burocratici. Continuano a raccogliere il mare con un cucchiaino. Uniche presenze sul territorio sono la parrocchia e la rete delle realtà sociali, dal Comitato di quartiere alle varie associazioni, davvero un cantiere di idee e realizzazioni. Ma non può bastare».
1° luglio 2026
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