Mercoledì 1 Luglio 2026 17:07
La ASL RM5 comunica l’attivazione di 14 Case e 2 Ospedali di Comunità: “Per una Sanità sempre più vicina ai territori”
Il rilancio della Sanità di prossimità fa un altro passo in avanti. Da oggi mercoledì 1° luglio, la ASL RM5 ha attivato 14 Case della Comunità e 2 Ospedali di Comunità, distribuiti tra i Monti Prenestini, la Valle dell’Aniene e l’area tiburtina. Un investimento che porta la firma del PNRR – Missione 6 Salute e che dà gambe al […]
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Il rilancio della Sanità di prossimità fa un altro passo in avanti. Da oggi mercoledì 1° luglio, la ASL RM5 ha attivato 14 Case della Comunità e 2 Ospedali di Comunità, distribuiti tra i Monti Prenestini, la Valle dell’Aniene e l’area tiburtina. Un investimento che porta la firma del PNRR – Missione 6 Salute e che dà gambe al nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal decreto ministeriale 77/2022. A darne comunicazione, i vertici dell’azienda sanitaria con una nota stampa.
Dove si trovano i nuovi presìdi
Le Case della Comunità aprono le porte a Carpineto Romano, Artena, Gorga, Valmontone, Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Cave, Genazzano, Palestrina, San Vito Romano, Arsoli, Bellegra, Castel Madama e Ciciliano. A Valmontone e Guidonia Montecelio raddoppiano anche con gli Ospedali di Comunità, strutture ponte tra l’assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero per chi ha bisogno di cure a bassa intensità. Non si parte da zero. Il tassello si incastra con le Case della Comunità già attive da mesi a Zagarolo, Palombara Sabina, Subiaco e Tivoli, e con l’Ospedale di Comunità di Zagarolo. La rete, promette la ASL, continuerà a infittirsi nelle prossime settimane con l’attivazione progressiva di nuovi servizi in tutte le sedi.
Le Case della Comunità aprono le porte a Carpineto Romano, Artena, Gorga, Valmontone, Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Cave, Genazzano, Palestrina, San Vito Romano, Arsoli, Bellegra, Castel Madama e Ciciliano. A Valmontone e Guidonia Montecelio raddoppiano anche con gli Ospedali di Comunità, strutture ponte tra l’assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero per chi ha bisogno di cure a bassa intensità. Non si parte da zero. Il tassello si incastra con le Case della Comunità già attive da mesi a Zagarolo, Palombara Sabina, Subiaco e Tivoli, e con l’Ospedale di Comunità di Zagarolo. La rete, promette la ASL, continuerà a infittirsi nelle prossime settimane con l’attivazione progressiva di nuovi servizi in tutte le sedi.
Cosa cambia per i cittadini
Le Case della Comunità sono pensate come “sportelli unici” della salute. In un solo luogo il cittadino troverà medici di famiglia e pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri di comunità, servizi di prevenzione, assistenza sociale e punti per sbrigare pratiche amministrative. L’idea è semplice: prendere in carico la persona a 360 gradi, evitando pellegrinaggi tra ambulatori e pronto soccorso per prestazioni che possono essere gestite sul territorio.
Le Case della Comunità sono pensate come “sportelli unici” della salute. In un solo luogo il cittadino troverà medici di famiglia e pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri di comunità, servizi di prevenzione, assistenza sociale e punti per sbrigare pratiche amministrative. L’idea è semplice: prendere in carico la persona a 360 gradi, evitando pellegrinaggi tra ambulatori e pronto soccorso per prestazioni che possono essere gestite sul territorio.
Gli Ospedali di Comunità, con i loro 15-20 posti letto, ospiteranno invece pazienti che non hanno bisogno dell’ospedale per acuti ma non possono ancora tornare a casa. Un filtro che alleggerisce i reparti e restituisce al cittadino un’assistenza più umana, vicino agli affetti.
La sfida: dalla carta ai servizi
La scommessa ora si gioca sui tempi di attivazione. I servizi partiranno in modo progressivo, sede per sede. La ASL invita a consultare la sezione “Strutture sanitarie” del proprio sito per conoscere in tempo reale orari, specialità disponibili e modalità di accesso. Dopo anni in cui la parola d’ordine era “accentrare”, il DM 77 ribalta il paradigma: la sanità torna nei paesi, nelle frazioni, nei quartieri. Quattordici Case e due Ospedali sono un segnale concreto. Ora la partita è farli vivere, con personale, tecnologie e, soprattutto, con la fiducia dei cittadini.
La scommessa ora si gioca sui tempi di attivazione. I servizi partiranno in modo progressivo, sede per sede. La ASL invita a consultare la sezione “Strutture sanitarie” del proprio sito per conoscere in tempo reale orari, specialità disponibili e modalità di accesso. Dopo anni in cui la parola d’ordine era “accentrare”, il DM 77 ribalta il paradigma: la sanità torna nei paesi, nelle frazioni, nei quartieri. Quattordici Case e due Ospedali sono un segnale concreto. Ora la partita è farli vivere, con personale, tecnologie e, soprattutto, con la fiducia dei cittadini.
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