Mercoledì 1 Luglio 2026 19:07
Villini storici nella Carta per la Qualità: si conferma, nelle modifiche alle Norme Tecniche, la possibilità di demolizione e ricostruzione
(anche dopo l’esame delle osservazioni e le controdeduzioni) Nonostante le osservazioni, gli appelli, le polemiche,
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Nonostante le osservazioni, gli appelli, le polemiche, la maggioranza capitolina persiste nella volontà di introdurre nelle Norme Tecniche del Piano Regolatore la possibilità di demolizione e ricostruzione degli edifici censiti nella Carta per la Qualità (sebbene subordinata al parere di Sovrintendenza e Dipartimento Urbanistica). Ci chiediamo ancora una volta perchè, se un edificio merita la demolizione, non si possa semplicemente stralciarlo dalla Carta. Ma soprattutto chiediamo alle consigliere e ai consiglieri capitolini e municipali che hanno a cuore la storia, la memoria e l’identità della nostra città, di cancellare quella sciagurata previsione che può sfigurare per sempre il nostro patrimonio collettivo.
A Roma i siti archeologici, i palazzi, le ville storiche, si sono conservati grazie all’impegno e alla lungimiranza di chi ci ha preceduto e ai vincoli che man mano sono stati decisi dalle Soprintendenze statali.

dal sito https://sitap.cultura.gov.it/
Ma c’è una parte del patrimonio storico della Capitale che pur non avendo le tutele dei Beni culturali è stato dichiarato di particolare interesse dal Piano Regolatore Generale approvato nel 2008, un patrimonio inserito in una “Carta per la Qualità” che ha censito, e continua a censire, edifici e spazi che devono essere trattati con riguardo.
Una mappa che riporta gli elementi più importanti della “Città storica”, il centro di Roma compreso all’interno delle Mura Aureliane, ma anche i quartieri costruiti dopo l’unità d’Italia, e nel ‘900, fino a includere importanti realizzazioni dell’architettura contemporanea.

Carta per la Qualità – Elaborato G1 -b
La catalogazione della mappa, elaborato G1, è legata alla “Guida per la Qualità degli interventi”, elaborato G2. La Guida contiene schede che descrivono le caratteristiche delle varie tipologie di edificazioni e di spazi aperti che si sono susseguite nel tempo, le cosiddette “Morfologie degli impianti urbani”. Le schede individuano i “Tessuti” della Città storica, cioè gli ambiti uniformi e caratteristici delle varie epoche.

L’obiettivo è definire le regole progettuali per il recupero degli edifici inseriti nella Carta per la Qualità e le condizioni per gli interventi edilizi che vi si possono effettuare, dal restauro alle trasformazioni che non ne modifichino le caratteristiche.
La conservazione di questo importantissimo patrimonio collettivo è affidata alla Sovrintendenza capitolina, chiamata a valutare i progetti che riguardano gli edifici censiti e a suggerire modalità d’intervento compatibili con le caratteristiche per cui un edificio è stato inserito nella Carta.

Le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore tuttora vigente disciplinano le trasformazioni del territorio, definendo i diritti e i doveri dei proprietari di immobili e le regole per gli interventi edilizi.
Dividono la Città Storica in Tessuti, secondo l’epoca di appartenenza, e prevedono per ogni tessuto la categoria di intervento che si può effettuare, nell’ambito di categorie che vanno dalla manutenzione, al restauro, alla Ristrutturazione edilizia, fino alla Demolizione e ricostruzione e alla nuova costruzione.
Nelle attuali Norme Tecniche, si specifica che “Gli interventi ammessi nella Città storica devono tendere alla conservazione dei caratteri peculiari e agli obiettivi specifici dei diversi Tessuti, come descritti nella Guida per la qualità degli interventi”. La demolizione e ricostruzione è ammessa nei Tessuti di espansione otto-novecentesca – ad isolato e a lottizzazione edilizia puntiforme – e nei Tessuti di espansione novecentesca, a fronti continue e di edilizia puntiforme.
Ma questo vale per gli edifici che non sono censiti nella Carta per la Qualità. Infatti le Norme precisano che gli interventi “devono effettuarsi nel rispetto di quanto previsto dall’elaborato G2, “Guida per la qualità degli interventi”. E nella Guida G2, naturalmente, non è prevista la demolizione e ricostruzione per gli edifici storici che sono stati inseriti nella Carta, e sono previste regole precise anche per quanto riguarda le modifiche di sagoma, dell’area di sedime – l’area su cui poggiano le fondamenta – o delle facciate, tutte modifiche che possono sfigurare il Paesaggio e i luoghi della città storica.
Purtroppo nel dicembre 2024 l’ Assemblea capitolina ha adottato – non ancora approvato definitivamente – alcune modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore che rischiano di cancellare ogni tutela per gli edifici inseriti nella Carta per la Qualità.
Tali modifiche prevedono sì “la conservazione e valorizzazione degli elementi censiti nella Carta nel rispetto delle indicazioni della “Guida per la qualità degli interventi”, ma aggiungono che “Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”.

Questo significa che palazzi e villini privati che fanno parte del Paesaggio, della storia e dell’identità di Roma, se hanno la disgrazia di trovarsi in zone molto appetibili dal punto di vista immobiliare, rischiano la demolizione per permettere una ricostruzione con una maggiore provvista di cubature e una migliore distribuzione degli spazi.
Si salverebbero solo gli edifici vincolati dalla Soprintendenza statale, mentre la Carta per la Qualità diventerebbe carta straccia.
Dopo le obiezioni sollevate da associazioni e addetti ai lavori, la Giunta Gualtieri il 12 giugno scorso ha approvato la Delibera della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione che andrà al voto definitivo dell’Assemblea Capitolina, che introduce delle modifiche al testo adottato, anche all’art. 16, Beni segnalati in Carta per la qualità.
Ma anche questa ulteriore modifica mantiene esplicitamente la demolizione e ricostruzione.
Al comma 10 infatti si legge: “Gli interventi che prevedano demolizione ricostruzione, purché consentiti dalle norme di componente di riferimento, sono subordinati al parere di approvazione dei relativi progetti espresso da una commissione appositamente istituita tra l’Ufficio Piano Regolatore e la Sovrintendenza capitolina“

Quindi la demolizione ricostruzione rimane anche nelle Norme Tecniche modificate.
Non solo.
I villini storici sono vittime potenziali di un’altra modifica, questa volta direttamente dell’elaborato G2, Guida per la Qualità degli Interventi. Infatti, con un ulteriore provvedimento della Giunta Capitolina – anche questo non ancora approvato definitivamente dall’Assemblea – è stata inserita una nuova scheda dedicata proprio ai villini storici, nella quale si introduce per la prima volta la possibilità della Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna qualora consentiti dalla disciplina di Tessutoai sensi delle NTA vigenti.

Quindi ancora una volta si mettono sullo stesso piano gli edifici censiti nella Carta per la Qualità e tutti gli altri edifici, sottoponendoli al rischio di demolizione.
Si afferma che tale eventualità sarà “preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili”. Ma si tratta di analisi, verifiche, studi che sono da sempre alla base di qualunque inserimento o stralcio dalla Carta per la Qualità negli aggiornamenti periodici.
Quindi delle due l’una: se un immobile merita la conservazione, resta nella Carta per la qualità e può essere trasformato, ma in base ai criteri stabiliti dalla Guida e secondo il parere della Sovrintendenza. Se si ritiene che possa essere distrutto, allora lo si stralci dalla Carta per la Qualità.
Ma soprattutto: sel’obiettivo della Carta per la qualità è censire “gli elementi che presentano particolare valore urbanistico, architettonico, archeologico e monumentale, culturale, da conserva re e valorizzare”, cosa si conserva e si valorizza se gli immobili stessi vengono demoliti?
(AMBM)
Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
1 luglio 2026
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85a Proposta (D.G.C. n. 50 dell’11 giugno 2026) Controdeduzioni alle osservazioni presentate alla Deliberazione di A.C. n.169/2024 e contestuale approvazione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n.1150/42 e dell’art.9 comma 61- 62 della L.R. n.19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008
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1.1 Quadro riepilogativo osservazioni 1.2 Schede sintetiche delle osservazioni e delle controdeduzioni scarica
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