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Giovedì 2 Luglio 2026 09:07

“Leone a Roma”: in un film, gli anni di Prevost nella Città Eterna



Dopo "León de Perù" e "Leo from Chicago", si completa la trilogia dei media vaticani per approfondire la figura e la vita del pontefice. Ruffini (dicastero Comunicazione): «Ci aiutano a farlo diventare come uno che conosciamo quasi da bambino»

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Dagli anni come studente al Collegio internazionale S. Monica nel 1981 all’esperienza pastorale nella chiesa di S. Giovanni Battista a Cesano; dalle visite al santuario della Madonna del Buon consiglio di Genazzano a quelle a Pavia o nei monasteri di Montefalco e Cascia; dagli anni come priore generale degli Agostiniani fino alla nomina episcopale e poi alla guida del dicastero dei Vescovi e alla nomina cardinalizia. C’è tutto il percorso italiano, accompagnato da testimonianze dirette di confratelli, amici e persone che lo hanno conosciuto (compreso il personal trainer), di Robert Francis Prevost nell’ultimo documentario prodotto dalla Direzione editoriale del dicastero per la Comunicazione, dedicato agli anni trascorsi a Roma dall’attuale pontefice.

Dopo “León de Perù” e “Leo from Chicago”, Radio Vaticana – Vatican News ha pubblicato ieri, mercoledì 1° luglio, “Leone a Roma”, il nuovo film che ripercorre gli anni trascorsi da Prevost nella Città Eterna prima dell’elezione al soglio pontificio. Un arco di tempo di circa vent’anni che racconta studi, amicizie, viaggi, gite, incontri, riunioni, pellegrinaggi, lavoro, anche con immagini e filmati inediti. Il film competa dunque la “trilogia” dei media vaticani per approfondire la figura e la vita del pontefice. Nelle parole di Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la Comunicazione, «sono tre documentari che ci hanno aiutato a conoscere Papa Leone e a farlo diventare come uno che conosciamo quasi da bambino».

Il documentario dedicato agli anni “romani” è stato realizzato dai giornalisti Felipe Herrera-Espaliat, Salvatore Cernuzio, Tiziana Campisi, con il montaggio di Jaime Vizcaíno Haro e Stefano Anella. «”Leon de Perù” è stata una sorpresa anzitutto per noi perché a 20 giorni dall’elezione del Papa abbiamo deciso di entrare proprio in quel cuore del suo ministero che era stata la missione in Perù – spiega Cernuzio -. Poi ci siamo accorti che mancava un po’ il prequel: cosa l’ha portato ad andare in Sud America, qual è stata la sua vocazione. Ora ci siamo resi conto che serviva anche dare voce al suo grande viaggio in Italia. Quindi abbiamo trovato un “Leone italiano”, nel senso che si è immerso subito in questa cultura, nell’arte, nella bellezza, anche un po’ nella cucina, insomma, in tutte quelle che sono le abitudini, gli usi, i costumi di noi italiani, anche grazie a questa famiglia agostiniana di confratelli che lo ha subito accolto».

Tra le cose che più lo hanno colpito di questo lavoro, Cernuzio cita «la conferma di un Papa sempre alla ricerca di un ambiente comunitario, di legami stabili, che ha mantenuto anche cambiando ruolo. E soprattutto – aggiunge – considerare che è un Papa molto aperto a conoscere e scoprire. Un altro aspetto che mi è caro di questo documentario è vedere come Prevost, in questi anni di tanti impegni, si sia sempre ritagliato un suo angolo spirituale, attraverso luoghi come Cascia, Genazzano o Pavia, dove ogni tanto scappava, si rifugiava magari ai piedi della Madonna per pregare e per sentirsi un po’ anche rinfrancato».

 Il documentario è disponibile sul canale
YouTube
di Vatican News, al momento in inglese, italiano e spagnolo.

2 luglio 2026

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