Giovedì 2 Luglio 2026 18:07
Polemica sul Sin Valle del Sacco: l’intervento dell’Associazione Medici Ambiente
Continuano le polemiche intorno alle ultime dichiarazioni sul Sin Valle del Sacco. Riportiamo di seguito il comunicato stampa dell’Associazione Medici […]
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Continuano le polemiche intorno alle ultime
dichiarazioni sul Sin Valle del Sacco
. Riportiamo di seguito il comunicato stampa dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente.La Redazione di Casilina News garantisce il diritto di replica a chiunque volesse controbattere.
La revisione di Giugno 2026 dello Studio Nazionale Sentieri ( Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio di Inquinamento), da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, riguardante il SIN Valle del Sacco, sintetizza:
- Eccesso di Malattie Cardiache Ischemiche (Infarti) riferite al Lindano;
- Eccesso di Scompenso Cardiaco e Eccesso di Tumori del Sistema Urinario (rene-vescica) riferiti sempre al Lindano e ai Metalli Pesanti così come le Malattie Non Tumorali dell’Apparato Digerente quali la Cirrosi Epatica;
- Eccesso lieve delle Malattie congenite e Anomalie dello sviluppo dei bambini con messa in studio dei Problemi dell’Accrescimento e Metabolici Endocrini dell’infanzia. Il Lindano, il cui derivato è il famigerato Betaesaclorocicloesano presente nel fiume Sacco, è interferente endocrino oltre che carcinogenetico, cioè inducente tumori. Si “sostituisce” agli ormoni del nostro organismo, causando gravi malattia tra cui diabete, obesità , dislipidemia, malattie tiroidee, ischemie , turbe della fertilità, fino alla sterilità: i giovani della Valle del Sacco hanno il liquido seminale più compromesso di quello dei coetanei del SIN di Brescia e della Terra dei Fuochi data la presenza di betaesacloro e metalli pesanti.
Lo Studio Regionale Indaco, di recente pubblicazione (giugno 2023) narra il pessimo stato sanitario del SIN Valle del Sacco con aumento delle cronicità e mortalità da solforati e la presenza del betaesaclorocicloesano nel sangue di tanti esaminati entro 1500 metri dal fiume. Betaesacloro, non biodegradabile, quindi statico nelle acque, di cui si chiede ancora, dal 2005, la messa in sicurezza.
- Anno 2012: lo Studio regionale ERAS raccomanda l’attenzionamento del sito SIN Valle del Sacco. Anno 2021 : la Regione pubblica lo studio che attesta un aumento del rischio di tumore al polmone del 34% per gli abitanti nel raggio di cinque km dalle discariche.
- Anno 2024: sul sito ufficiale Open Salute Regione Lazio, riguardo il comune di Anagni alla voce FREQUENZA MALATTIA si legge: Prevalenza dati non disponibile, Tumori Maligni dati non disponibili, Cause Morte dati non disponibili. Registro Tumori della Provincia di Frosinone mancato per decenni, per cui impossibilità a fornire i dati epidemiologi necessari per la giusta configurazione sanitaria del territorio.
Territorio SIN di 7.235 ettari a correre lungo il fiume Sacco ma di cui, in 20 lunghi anni, è stata effettuata la caratterizzazione di soli 711 ettari, si e no il 10%, con ridicola percentuale di bonifica dello 0,2%. La discarica di Frosinone Via Le Lame con 750.000 tonnellate di materiale ancora neppure caratterizzato, con formazione a tutt’oggi di percolato nelle falde ed emissione di fumi dai camini posti sulla discarica stessa. Depositi diffusi a cielo aperto dell’amianto.
Gravissimo il problema della polveri sottili che pare irrisolvibile. Delibere comunali che vietano ancora oggi, dopo decenni, la vendita e diffusione di prodotti di coltivazione e coltura in quegli stessi luoghi dove si cerca di restringere il SIN, se non di abolirlo.
Contraddizioni profonde, ossimori del potere.
Questi i veri innegabili markers di caratterizzazione del SIN, indicatori diretti del precario e difficile stato sanitario della valle, su cui c’è tanto da studiare, indagare, comprendere e almeno tentare un percorso di rientro in una condizione di vivibilità. E invece: con un furbo, ma non troppo, colpo di spugna, verosimilmente maturato negli ambienti industriali con la compiacenza di certa politica e di sodali che, dimentichi del rischio sanitario multisorgente evidenziato dagli epidemiologi e soprattutto dalla sofferenza e dai lutti delle famiglie, hanno traslato il SIN Valle del Sacco da bonificare nella Valle dei Metalli e Metalloidi del fondo naturale.
Trasformistico tentativo utilizzato per ridurre il SIN o meglio per eliminarlo, attribuendo alla presenza di tali elementi una caratterizzazione non inquinante il suolo perché NATURALI. Forzatura interpretativa contraria alle evidenze sanitarie. Naturali NON significa innocui, ma presenti per proprietà del territorio vulcanico cui apparteniamo, per tipologia geologica della nostra regione. Nulla di più. Dati peraltro già considerati da ISPRA nel 2006.
Privo di fondamento scientifico il significato dell’ assioma: naturale uguale normale, non pericoloso. La digitale, l’oppio, l’amanita sono erbe, fiori, ma estremamente pericolosi, tossici fino a determinare la morte, nonostante siano “ NATURALI”. Naturale non significa che non si produca o si possa produrre nocumento. Luoghi comuni, immaginario collettivo non applicabile a questo livello di discussione. Semmai, al contrario, un avvertimento della natura stessa, una prerogativa che ci deve spingere a non creare condizioni di ulteriore aggravio di concentrazione di tali elementi pericolosi, favorendo impianti di industrie insalubri proprio su quei terreni già “ naturalmente” sovraccarichi di loro.
Ma l’obiettivo evidente è escludere dal vincolo del SIN le aree risultate con metalli di origine puramente naturale, configurandole verosimilmente alla stregua di aree fascinosamente pulite, non da assoggettare alla bonifica da parte degli investitori. Aree libere con vincoli burocratici pressoché inesistenti a consentire investimenti che, con la salute della gente, nulla hanno a che fare.Nessuna considerazione sulla spesa sanitaria derivante dall’inquinamento e dalle malattie correlate.
Dimenticata, forse mai considerata ed oggi ancor di più, la pesante eredità chimica del passato, le emissioni, l’inquinamento dei suoli e lo stoccaggio fluviale degli inquinanti che determinò, nel 2005,emergenza sanitaria con costituzione del SIN in difesa esclusiva della salute e strumento imprescindibile di monitoraggio. La regia della riperimetrazione, ovvero la riduzione dell’estensione del SIN a favorire ulteriori insediamenti e a ripercorre gli errori del passato di cui paghiamo ancora alte le conseguenze, deve investire lo studio globale degli inquinanti, delle fonti e delle modalità di inquinamento, al fine di rivolgersi ad una vera bonifica di cui non si hanno tracce da mai. Paradossalmente mentre si amplifica la narrazione allarmistica, il negazionismo del disastro ecologico ambientale e degli studi epidemiologici concretizzatisi purtroppo in malattie e morti innegabili, mentre si urla contro un territorio avvelenato ideologicamente dagli ambientalisti, assistiamo alla nascita di nuove strutture oncologiche ed alla sempre maggiore considerazione dell’ emergenza cardiovascolare. La mancanza di pianificazione ecologica ha indotto la compromissione di acqua, suolo e catena alimentare la cui reversibilità non è dimostrata.
Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente
- Teresa Petricca – Responsabile Scientifica
- Giovambattista Martino – Coordinatore
Foto di repertorio
