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Venerdì 3 Luglio 2026 09:07

Roma è la prima città d’Italia a dotarsi di un Piano caldo



Il documento presentato in Campidoglio. L'obiettivo è definire una linea d'azione per ridurre l'impatto delle ondate di calore. La rete dei rifugi climatici e la depavimentazione. Gualtieri: «Vogliamo che la città sia un laboratorio di adattamento climatico»

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Il Comune di Roma si dota di un “Piano caldo”, documento programmatico che definisce una linea d’azione per ridurre l’impatto delle ondate di calore nei quartieri della città. Tra le novità più importanti figura la creazione della prima rete di rifugi climatici. L’obiettivo è che ogni cittadino abbia accesso a un rifugio climatico raggiungibile a piedi in non più di 15 minuti, con una soglia calibrata sulla velocità di spostamento delle persone anziane. A oggi sono già mappati 178 rifugi al chiuso, tra centri anziani, biblioteche comunali, aule studio e musei gratuiti per i residenti, e 482 rifugi all’aperto, compresi parchi pubblici, parchi di affaccio sul Tevere e spiagge libere. Per conoscere la posizione dei rifugi, delle strutture dedicate alle persone senza dimora e delle infrastrutture rinfrescanti, come fontanelle e casette dell’acqua, è possibile consultare il sito
romaperilclima.it
e l’app GeoRoma.

Se ne è parlato ieri mattina, 2 luglio, durante la presentazione del “Piano caldo” svoltasi nella sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio. Dieci le linee di azione, accompagnate da 30 misure. Tra queste, l’implementazione dei sistemi di allerta e di supporto domiciliare alle persone fragili durante le ondate di calore e la definizione dei protocolli per il lavoro all’aperto. Il Piano propone di investire 50 milioni di euro in cinque anni per rafforzare gli interventi su verde, depavimentazione, acqua, ombreggiamento e rifugi climatici. Roma è «la prima città in Italia e tra le prime al mondo a dotarsi di uno strumento di questo tipo», ha detto il sindaco Roberto Gualtieri intervenuto in video collegamento.

Il piano, con orizzonte nel 2035, si è reso necessario considerati gli evidenti cambiamenti climatici. Il primo cittadino ha ricordato che il 2025 è stato per Roma il terzo anno più caldo dal 1951. Sono stati registrati 40 giorni torridi con temperature superiori a 35 gradi e 101 notti tropicali, cioè notti in cui la temperatura minima non è scesa sotto i 20 gradi. Le aree identificate come a maggior rischio sono nel quadrante di Roma est e precisamente nei municipi IV, V e VIII. Per il primo cittadino, «ridurre il caldo nelle città è possibile. Nelle strade o piazze oggi asfaltate si possono ridurre le temperature percepite anche di 10 gradi con interventi di depavimentazione, messa a dimora di alberi e creazione di spazi ombreggiati e irrigati». L’obiettivo è la piantumazione di un milione di alberi entro il 2026. Per ridurre l’effetto “isola di calore” sono invece già stati effettuati 40 interventi di depavimentazione, per un totale di 44.500 metri quadri di suolo restituiti alla permeabilità.

«Vogliamo che Roma sia un vero e proprio laboratorio di adattamento climatico – ha concluso Gualtieri -, flessibilità e sicurezza urbana, capace di vincere la sfida del caldo estremo e di correre verso l’obiettivo delle zero emissioni di Co2». Tra le altre misure, il potenziamento della rete idrica (a oggi ci sono già 3.294 “nasoni” e 59 case dell’acqua) e l’utilizzo delle acque reflue depurate per l’irrigazione dei parchi e del verde pubblico, aumentando l’effetto di raffrescamento naturale del suolo ed evitando lo spreco di acqua potabile. A riguardo, l’assessore capitolino all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha spiegato che in collaborazione con l’Arpa è stato «effettuato un censimento di 150 pozzi dismessi distribuiti in tutta la città. Di questi, 86 sono attualmente oggetto di un appalto specifico per la loro manutenzione e riattivazione. L’acqua può essere tranquillamente utilizzata per irrigare le nostre ville e i nostri giardini, contribuendo così al raffrescamento urbano. Al momento sono già sette i pozzi riattivati».

Maurizio Veloccia, assessore capitolino all’Urbanistica, ha parlato dell’importanza di implementare il progetto delle mini foreste urbane, vale a dire piccole riserve naturali nei quartieri per aumentare la biodiversità, ridurre le isole di calore e coinvolgere le scuole. «È un progetto pedagogico», ha spiegato, riflettendo che bisogna anche cambiare la mentalità. «Trasformare un parcheggio in un’area verde solleva spesso accese proteste da parte di chi desidera il posto auto sotto casa – ha detto -. È necessario agevolare il cambiamento spiegandone le ragioni». Oltre al caldo bisogna contrastare anche la solitudine. Barbara Funari, assessore alla Politiche sociali del Campidoglio, ha ricordato che «per gli anziani sono state rafforzate le attività già esistenti: grazie a uno stanziamento di 30mila euro per ciascun municipio, sono stati riproposti i “punti blu” al mare. Inoltre, in collaborazione con l’assessorato allo Sport, offriamo 5mila posti gratuiti nelle piscine all’aperto degli impianti comunali che hanno dato la disponibilità ad accogliere gli anziani».

3 luglio 2026

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