Venerdì 3 Luglio 2026 11:07
Casa San Giacomo, cantiere di carità ed evangelizzazione


Una palazzina della Caritas diocesana in via del Corso, grazie anche al sostegno dei fondi 8xmille, accoglie fino a sette famiglie con minori in situazioni di grave fragilità. Il coinvolgimento dei giovani
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In via del Corso 499, dietro a un portone verde smeraldo, è attivo da dieci anni un cantiere esperienziale di evangelizzazione. Una comunità fraterna che cresce nel silenzio tra il traffico del centro storico e le luci delle vetrine dei negozi sempre affollati di turisti. È “Casa San Giacomo”, palazzina di cinque piani della Caritas di Roma, che accoglie fino a sette famiglie con minori in situazioni di grave fragilità. Oggi ospita nuclei provenienti da Filippine, Camerun, Senegal, Tunisia, Cuba e Palestina, questi ultimi arrivati in Italia grazie ai corridoi umanitari. Ad accomunarli è un pesante bagaglio di sofferenza: bambini con ferite da bombardamenti o orfani di guerra o affetti da gravi patologie.
Le famiglie vivono al secondo piano della palazzina, inaugurata nel 2016 per intuizione dell’allora direttore della Caritas diocesana il cardinale Enrico Feroci. Un’accoglienza resa possibile anche grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Qui possono risiedere per un massimo di due anni, durante i quali sono accompagnate in un percorso verso l’autonomia. Ogni alloggio è indipendente, dotato di letti, piano cottura e bagno. Altri due monolocali sono riservati all’accoglienza temporanea di famiglie a Roma per le cure dei figli all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Dallo scorso anno, per rispondere alla crescente attenzione della Chiesa verso le nuove generazioni, l’ultimo piano è destinato a sei studenti universitari, alcuni dei quali privi delle risorse economiche per permettersi un alloggio a Roma. Anche per loro la permanenza massima è di due anni, per garantire il ricambio e offrire l’opportunità a più ragazzi. Come spiega Maria Francesca Posa, responsabile dell’Area minori e famiglie della Caritas diocesana, «era importante riservare ai giovani uno spazio di accoglienza e di formazione alla vita comunitaria, oltre che far vivere loro esperienze di carità» anche nella vicina parrocchia di San Giacomo in Augusta. «È un modo per coinvolgere i giovani che non hanno ancora un percorso di fede strutturato – prosegue -. Vorremmo gradualmente stimolare tutto il mondo giovanile che ruota intorno alla Caritas».
Attualmente risiedono nella struttura universitari provenienti da tutta Italia. Flavia ha 21 anni, è di Napoli, studia Giurisprudenza. Ritiene questa «una grande opportunità di formazione che risponde a tante domande sul senso della vita, su quello che si vuole creare in futuro». Con gli altri inquilini si impegna «per donare momenti di normalità ai bambini che vengono da contesti di guerra e favorire un clima di fiducia per essere adulti di riferimento». Sara, di Osimo, nelle Marche, è la più grande del gruppo. Ha 30 anni, è laureata in Medicina e per «questa nuova avventura» si è «totalmente affidata al Signore». Fin dal primo momento ha «percepito la struttura come una vera e propria casa. Le difficoltà non mancano – ammette -, siamo tutti diversi, ma anche le difficoltà fanno crescere». Per entrambe «è importante educare a stare insieme nella diversità» così come giudicano preziose le occasioni «per mettere da parte sé stessi e aprirsi all’altro, donare al prossimo il proprio tempo» perché quando si hanno delle difficoltà «la differenza sta tutta nell’affrontarle da soli o con qualcuno accanto».
Il loro tempo lo impiegano anche nella vicina parrocchia. «Da molti anni, dal martedì al sabato, prepariamo la prima colazione per i senza dimora della zona – spiega il parroco don Giuseppe Trappolini -. Abbiamo coinvolto anche i bar e i ristoratori della zona che ci regalano l’invenduto. Molti parrocchiani ci donano invece biscotti, latte, caffè. I ragazzi di Casa San Giacomo ci aiutano a riordinare gli scaffali, a ritirare i prodotti e a distribuirli la mattina nei locali della parrocchia. Sono inoltre un valido aiuto per il catechismo».
Nella palazzina c’è anche una cappellina, una ludoteca, spazi per momenti di condivisione con i giovani, aule per la scuola di italiano e un ampio terrazzo dove si cena insieme e si festeggiano i compleanni quando il tempo lo consente. A coordinare questo microcosmo c’è anche una famiglia missionaria spagnola della Comunità Adsis, associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio, il cui carisma si fonda proprio sull’evangelizzazione dei giovani e sul sostegno sociale agli emarginati. Si tratta di Lluis, docente di sociologia alla Sapienza, della moglie Margarita e dei figli Maria e Alessandro, di 18 e 20 anni. «È una bellissima esperienza di comunità – afferma il capofamiglia -. Le porte sono sempre aperte, le famiglie si sostengono reciprocamente. A prevalere è il linguaggio universale dell’amore».
È un “bed and breakfast solidale”, come lo ha soprannominato Margarita, dove ogni famiglia, «pur appartenendo a credi diversi, è una testimonianza di fede – dice Lluis -. Abbiamo conosciuto genitori di bambini con patologie gravissime che affrontano questi momenti difficili con tanta fede e amore». Due volte al mese si celebra la Messa e vengono organizzati vari momenti di confronto e di dialogo con i giovani. «Nei prossimi mesi – aggiunge Lluis – dovremmo accogliere studenti provenienti dalla Palestina in base al protocollo d’intesa siglato tra Sapienza, diocesi di Roma e Comunità di Sant’Egidio e ragazzi provenienti dal circuito di accoglienza della Caritas». Al terzo piano della palazzina vive invece Marisa, dell’Istituto secolare delle Piccole Apostole della Carità, per la quale Casa San Giacomo è «una testimonianza di rispetto, accoglienza, ascolto reciproco. È la prova che la convivenza tra persone provenienti da luoghi tanto diversi tra loro non è solo possibile ma è una grande ricchezza».
3 luglio 2026
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