Venerdì 3 Luglio 2026 12:07
Le associazioni cattoliche a confronto su partecipazione e bene comune


Appuntamento il 6 luglio all'Istituto Luigi Sturzo per un incontro sul tema "Ridare voce alla democrazia". «Siamo convinti che occorre affrontare le emergenze del Paese tutti insieme»
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“Ridare voce alla democrazia”. È la sfida lanciata da tante realtà dell’associazionismo cattolico italiano che dà il titolo all’incontro in programma per lunedì 6 luglio alle 17 all’Istituto Luigi Sturzo, in via delle Coppelle 35. «La democrazia è in crisi in Italia, come in tutto il mondo, e molte sono le spinte per indebolirla ulteriormente – osservano i referenti delle associazioni -. Ciò è motivo di grande preoccupazione per chi ha contribuito in passato ad alimentare il tessuto democratico del nostro Paese e continua a farlo ancora oggi. La nostra stessa ispirazione cristiana e la nostra natura di “corpi intermedi” ci impongono di interessarci delle sorti della democrazia, che vuol dire, in concreto, interessarci del bene comune di tanti uomini e di tante donne e in particolare delle condizioni dei più fragili».
Il punto di partenza è la riflessione avviata dalla Chiesa italiana due anni fa con la Settimana sociale di Trieste. Iniziando da qui, «abbiamo deciso di confrontarci su “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni” perché viviamo in una fase storica segnata da crescente astensionismo, disaffezione verso la politica e indebolimento dei processi partecipativi. La natura popolare delle nostre associazioni – rimarcano – ci rende pienamente consapevoli delle grandi emergenze del nostro Paese: povertà, lavoro povero, crisi demografica, disuguaglianze educative, fragilità dei territori, integrazione degli immigrati… Ma siamo convinti che occorre affrontare queste emergenze tutti insieme, seguendo ancora una volta la lettera e lo spirito di una Costituzione che per tanti anni ha guidato il popolo italiano in una via di progresso e di pace».
In particolare, «vogliamo affermare con forza che non può esserci democrazia solida senza partecipazione attiva dei cittadini, né futuro per le istituzioni senza un rinnovato protagonismo della società civile organizzata». Di qui anche l’importanza, per gli organizzatori dell’appuntamento del 6 luglio, della discussione in corso sulla legge elettorale, dato che «dal modo in cui viene condotta – opera di una sola parte o decisione comune? -, dagli obiettivi che si propone – ridare ai cittadini la scelta dei loro rappresentanti o sceglierli al posto loro? – e dai suoi scopi ultimi – imporre ai cittadini la volontà di una minoranza o fare del Parlamento il luogo di vera condivisione delle scelte più importanti? – dipenderà la qualità futura della nostra democrazia».
Aprirà l’incontro il vicepresidente dell’Istituto Sturzo Agostino Giovagnoli, che introdurrà e modererà il confronto. Seguiranno le relazioni di Sebastiano Nerozzi, segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici in Italia, Patrizia Giunti, Presidente della Fondazione Giorgio La Pira, e Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Quindi presenteranno proposte e svilupperanno analisi Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana; Emiliano Manfredonia, presidente nazionale Acli; Francesco Scoppola e Roberta Vinci, incaricati nazionali Agesci; Ernesto Preziosi, presidente di Argomenti 2000; Andrea Dellabianca, presidente della Compagnia delle Opere; Laila Simoncelli, responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII; Adriano Roccucci, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio; Luca Piras e Sara Mentzel, rappresentanti nazionali dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia; Piergiorgio Sciaqua, presidente nazionale del Mcl; Luigi D’Andrea, residente nazionale Meic; Argia Albanese, presidente del Movimento politico per l’Unità Italia.
3 luglio 2026
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