Venerdì 3 Luglio 2026 19:07
Venezuela: Nei consolati arriva anche il terremoto tariffario
Dal 1° luglio i Consolati italiani in Venezuela hanno eliminato il cambio agevolato per i servizi consolari. Il rapporto passa da 70 a 600 bolivar per euro: un incremento superiore all’857% -
#italiani nel mondo
leggi la notizia su RomaDailyNews
Ci sono decisioni che sembrano uscite da un manuale titolato su come scegliere il momento peggiore possibile. E questa in Venezuela rischia seriamente di conquistarne la copertina. Dal 1° luglio i Consolati italiani in Venezuela hanno archiviato il cambio agevolato che consentiva ai connazionali di pagare i diritti consolari con un rapporto di 70 bolivar per ogni euro. Al suo posto arriva un nuovo parametro: 600 bolivar per euro. Un balzo che supera l’857 per cento. Non un ritocco. Non un aggiornamento. Un autentico salto con l’asta.
Fin qui qualcuno potrebbe obiettare che ogni amministrazione può rivedere le proprie tariffe. Peccato che la matematica abbia il brutto vizio di non fare sconti e il calendario ancora meno. Perché tutto questo avviene mentre il Venezuela è alle prese con una delle emergenze più drammatiche degli ultimi tempi, con popolazioni colpite dal terremoto, famiglie in difficoltà e un clima di profonda incertezza. In circostanze simili ci si aspetterebbe una mano tesa, qualche facilitazione, magari una proroga o un sostegno temporaneo. Invece è arrivata una tabella nuova di zecca che rischia di trasformare ogni pratica consolare in una prova di resistenza economica.
Il paradosso è tutto qui. Mentre la terra trema, c’è chi riesce a far tremare anche il portafoglio. E non servono particolari effetti speciali. Basta leggere le cifre. Per anni il cambio agevolato aveva rappresentato un piccolo ma concreto aiuto per una Comunità italiana che continua a mantenere vivi i rapporti con il proprio Paese. Oggi quello stesso aiuto scompare con un colpo di penna e viene sostituito da un aumento che appare difficilmente conciliabile con il principio di vicinanza ai cittadini.
Naturalmente ogni decisione amministrativa può avere motivazioni tecniche, contabili o finanziarie. Ma quando la tecnica incontra la realtà dovrebbe almeno fermarsi un istante a guardare cosa succede fuori dagli uffici. Perché i numeri non vivono da soli. Vivono nelle tasche delle persone. La domanda che molti italiani residenti in Venezuela si pongono è semplice: era davvero questo il momento giusto? Era proprio necessario intervenire adesso con un incremento di queste dimensioni? Oppure sarebbe stato più ragionevole attendere che l’emergenza rientrasse?
Il rischio è che il messaggio percepito dalla collettività sia esattamente l’opposto di quello che uno Stato dovrebbe trasmettere ai propri cittadini all’estero. Nel momento del bisogno ci si aspetta vicinanza. Non una fattura più pesante. Forse qualcuno, nei corridoi ministeriali, avrà pensato che si trattasse soltanto di aggiornare una tabella. Peccato che dall’altra parte della scrivania quella tabella abbia il volto di pensionati, famiglie, lavoratori e giovani italiani che già convivono con enormi difficoltà quotidiane. E così il proverbio andrebbe aggiornato. Non basta che piova sul bagnato. Ora può anche arrivare il bollettino consolare.
Perché il terremoto naturale nessuno può impedirlo. Quello delle tariffe, invece, qualcuno lo ha deciso. (Pier Francesco Corso)
Perché il terremoto naturale nessuno può impedirlo. Quello delle tariffe, invece, qualcuno lo ha deciso. (Pier Francesco Corso)
