Domenica 5 Luglio 2026 22:07
Le pillole di Polly: recensione di “Si è suicidato il Che” di Petros Markaris
Fin dall’inizio della sua carriera, il commissario Kostas Charìtos ne ha viste di tutti i...
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Fin dall’inizio della sua carriera, il commissario Kostas Charìtos ne ha viste di tutti i colori. All’epoca, in Grecia c’era ancora la Dittatura dei Colonnelli, e tanto per farlo cominciare in bellezza i suoi superiori l’hanno spedito subito a farsi le ossa assistendo alle torture inflitte in carcere ai detenuti politici. Lì, Charìtos ha pure trovato il modo di aiutare un prigioniero, Zisis; in seguito, i due sono rimasti in contatto, inaugurando così la strana amicizia tra un poliziotto e un comunista.
Poi, il nostro eroe ha rischiato in varie circostanze di rimanerci secco, il che, per un peso massimo come lui, è tutto dire. Ultimamente, se l’è vista davvero brutta: si è beccato un infarto in servizio e, poco dopo essere guarito, si è preso una pallottola in pieno petto nel tentativo di salvare una donna.
Eppure, a Kostas tutti i pericoli che ha affrontato in passato sembrano quisquillie rispetto al problema che sta vivendo nel presente. Sì, perché visto che la sua ferita al petto non è ancora guarita, gli tocca un periodo di convalescenza a casa. Questo, per Charìtos, significa sorbirsi gli ordini di sua moglie Adriana H24, con fine pena quando tornerà in servizio.
Ma la ruota gira, e accade un evento talmente drammatico che potrebbe dare la possibilità al commissario di tirarsi fuori dal suo calvario.
Favieros, un deputato molto potente, mette sotto choc tutta la Grecia suicidandosi durante un’intervista televisiva. Charìtos, che non si spiega il motivo di un gesto così plateale, inizia a sentire puzza di bruciato; quindi, dice lui, dovrà per forza rimettersi ad indagare, con buona pace della signora Adriana.
Favieros, un deputato molto potente, mette sotto choc tutta la Grecia suicidandosi durante un’intervista televisiva. Charìtos, che non si spiega il motivo di un gesto così plateale, inizia a sentire puzza di bruciato; quindi, dice lui, dovrà per forza rimettersi ad indagare, con buona pace della signora Adriana.
O quasi.
“Si è suicidato il Che” è il terzo romanzo di Petros Markaris con protagonista il commissario Kostas Charìtos.
Lo scrittore greco, anche stavolta, dimostra ai lettori di non aver perso un briciolo del suo smalto, regalando loro una storia brillante e divertente.
Il merito della riuscita dell’opera è sicuramente dello strepitoso Commissario Charìtos, un tipo burbero alla Rocco Schiavone, ma molto meno tormentato forse perchè, a differenza del vicequestore romano, può contare sull’affetto di una moglie ancora viva, anzi vivissima: la temibile Adriana.
Non che i due siano una coppia che va d’amore e d’accordo, questo proprio no; quando le cose non vanno come dice lei, la inflessibile signora Charìtos mette al marito un broncio senza fine, forse degno di miglior causa. Ma sono proprio i batibecchi e le spassose ripicche di Adriana verso il marito il piatto forte del romanzo, che da solo vale il prezzo del biglietto.
E poi, nel libro Markaris ha saputo descrivere la Grecia splendidamente, mettendoci tutto l’amore e l’insofferenza che nutre per il suo Paese, terra di contraddizioni.
Inoltre, ha costruito una trama elaborata e complessa, ma interessante.
Ecco perché Petros Markaris è un autore da leggere assolutamente, con l’unica avvertenza che può creare dipendenza. Per fortuna, ci si può consolare guardando Kostas, la serie televisiva tratta dai romanzi sul commissario Charìtos, con uno straripante Stefano Fresi nei panni del protagonista.
Federica Focà
