Lunedì 6 Luglio 2026 18:07
Artena, processo “Feudo”, tutti assolti. Si chiude dopo quasi sei anni l’inchiesta che sconvolse la vita amministrativa
Cade l’impianto accusatorio: il Tribunale assolve tutti gli imputati. Determinante la perizia sul bilancio comunale 2018-2020, che ha escluso il falso contestato dalla Procura. Si...
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Artena, processo “Feudo”, tutti assolti. Si chiude dopo quasi sei anni l’inchiesta che sconvolse la vita amministrativa
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Cade l’impianto accusatorio: il Tribunale assolve tutti gli imputati. Determinante la perizia sul bilancio comunale 2018-2020, che ha escluso il falso contestato dalla Procura.
Si è concluso nel pomeriggio di oggi, davanti al Tribunale collegiale di Velletri, il processo nato dall’operazione “Feudo”, l’inchiesta che nell’autunno del 2020 aveva profondamente segnato la vita politica e amministrativa del Comune di Artena nel sud della provincia di Roma ed in particolare dell’allora Sindaco Felicetto Angelini e dell’assessore Domenico Pecorari.
Il giudica Campoli, (Pm Travaglini), hanno pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di tutti gli imputati con la motivazione del fatto che non sussiste, mettendo la parola fine a uno dei procedimenti giudiziari più complessi e discussi degli ultimi anni nel territorio dei Castelli Romani.
La decisione arriva al termine di un lungo iter processuale caratterizzato da decine di udienze, testimonianze, consulenze tecniche e da un importante colpo di scena verificatosi negli ultimi mesi, destinato a modificare radicalmente il quadro accusatorio.
La perizia che ha cambiato il processo
La svolta è arrivata quando il collegio giudicante ha deciso di nominare un consulente tecnico indipendente per verificare uno dei punti centrali dell’inchiesta: la presunta falsità del bilancio di previsione del Comune di Artena relativo al triennio 2018-2020.
Secondo la tesi originaria della Procura, quel documento contabile sarebbe stato redatto in modo non conforme alla realtà finanziaria dell’ente e avrebbe nascosto una situazione di pre-dissesto. Proprio da questa presunta falsità derivavano le accuse più gravi, tra cui concussione, tentata concussione e falso.
L’esito della perizia, però, ha completamente ribaltato l’impostazione accusatoria. Il consulente nominato dal Tribunale ha infatti concluso che il bilancio era stato predisposto nel rispetto della normativa vigente e che il Comune non si trovava nelle condizioni tali da imporre l’adozione di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Una conclusione che ha trovato riscontro anche nelle valutazioni espresse in passato dalla Corte dei Conti, che già nel 2020 aveva rilevato il superamento delle criticità finanziarie dell’ente.
La Procura aveva rivisto le proprie richieste
Alla luce delle risultanze della perizia, durante la fase finale del dibattimento la stessa Procura aveva preso atto del mutato quadro probatorio chiedendo l’assoluzione degli imputati per le contestazioni principali relative a concussione, tentata concussione e falso in bilancio. Una richiesta che aveva rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intero procedimento.
L’attenzione si era quindi spostata sugli altri capi d’imputazione, tra cui alcune ipotesi di corruzione, falso e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente relativamente a procedure concorsuali e amministrative. Anche su questi aspetti, tuttavia, il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione.
L’inchiesta che aveva sconvolto Artena
L’operazione “Feudo”, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e coordinata dalla Procura di Velletri, aveva avuto un enorme impatto sul territorio.
Nell’ottobre del 2020 le misure cautelari portarono agli arresti domiciliari del sindaco di Artena Felicetto Angelini, dell’assessore ai Lavori Pubblici Domenico Pecorari, dell’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico e del presidente di una cooperativa incaricata di seguire pratiche urbanistiche. Contestualmente erano stati sospesi anche altri funzionari pubblici. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, comprendevano concussione, tentata concussione, corruzione, falso, turbativa nelle procedure amministrative e abuso d’ufficio.
Negli anni successivi, tuttavia, il quadro processuale aveva subito una progressiva evoluzione. Già in sede di udienza preliminare erano cadute alcune contestazioni, tra cui diverse ipotesi di abuso d’ufficio, successivamente rese ancora meno rilevanti dall’intervento legislativo che ha abolito tale reato. Anche alcune questioni processuali riguardanti l’utilizzabilità delle intercettazioni sono state affrontate nel corso del dibattimento, con il Tribunale che ne aveva confermato la validità probatoria.
Il nodo del bilancio comunale
Il cuore dell’intera vicenda giudiziaria ruotava attorno alla diversa interpretazione della situazione economico-finanziaria del Comune.
L’ex responsabile del servizio finanziario riteneva che l’ente fosse ormai in una situazione di pre-dissesto e sosteneva la necessità di predisporre un piano di riequilibrio. Gli amministratori comunali, invece, contestavano quella ricostruzione, sostenendo che il bilancio fosse perfettamente regolare e che non vi fossero i presupposti previsti dalla legge per dichiarare il pre-dissesto.
Proprio su questo punto si è concentrata la consulenza tecnica disposta dal Tribunale, che ha finito per dare ragione alla ricostruzione sostenuta dalle difese.
Una vicenda che ha segnato la politica locale
Al di là dell’esito processuale, l’operazione “Feudo” ha rappresentato uno spartiacque nella storia amministrativa di Artena.
Le misure cautelari adottate nel 2020 provocarono infatti un forte rallentamento dell’attività amministrativa e determinarono profonde conseguenze sul piano politico e istituzionale. Per mesi il Comune dovette affrontare una fase di particolare difficoltà, mentre il procedimento giudiziario continuava a occupare il dibattito pubblico.
Con la sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Velletri si chiude definitivamente un processo durato quasi sei anni e che, fin dall’inizio, aveva attirato grande attenzione non solo ad Artena ma in tutto il territorio della provincia di Roma.
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