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Martedì 7 Luglio 2026 09:07

In arrivo il primo Festival della Divina Sapienza



Dal 2 all'8 novembre nella cappella della Sapienza, dialoghi, mostre, spettacoli e incontri sul tema "C'è ancora qualcosa per cui vivere?". Don Vecchione: «Esperienza di pensiero, bellezza e confronto»

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#cultura e società #in diocesi #baldo reina #festival della divina sapienza #gabriele vecchione #vetrina
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Dialoghi, mostre e installazioni artistiche, spettacoli e incontri pubblici scandiranno le giornate del Festival della Divina Sapienza, promosso dalla cappellania della Sapienza con il patrocinio della diocesi di Roma. Una settimana, dal 2 all’8 novembre, per confrontarsi attorno alla domanda “C’è ancora qualcosa per cui vivere?”. Manca ancora qualche mese, dunque, ma è bene segnare le date in agenda: le pagine social sono state aperte nei giorni scorsi ed è già on line pure il sito internet della manifestazione –
festivaldelladivinasapienza.it
-, da consultare per essere aggiornati sulle novità del programma.

Ideato dal cappellano don Gabriele Vecchione, che dal 1° settembre sarà anche parroco di San Tommaso Moro, il Festival si propone di «trasformare la cappella della Città Universitaria in uno spazio culturale vivo, inclusivo e interdisciplinare, capace di mettere in dialogo mondo accademico, ricerca spirituale, linguaggi artistici e impegno sociale – spiega il sacerdote -. L’iniziativa nasce per fare della cappella non soltanto un luogo confessionale ma un presidio culturale aperto, capace di parlare più linguaggi: arte, filosofia, cinema, teatro, musica, scienza, letteratura e testimonianza. L’obiettivo è offrire alla comunità universitaria e cittadina un’esperienza di pensiero, bellezza e confronto intorno a una domanda centrale del nostro tempo: “C’è ancora qualcosa per cui vivere?”». Il tema, prosegue don Vecchione, «nasce dalla percezione di un tempo segnato dalla dissoluzione dei riferimenti, dalla caduta delle istituzioni, dalla crisi dei miti collettivi e da una solitudine sempre più radicale dell’individuo. Non siamo più soltanto nell’epoca delle passioni tristi. Siamo forse nell’epoca senza passioni. Le stelle cadono dal cielo, le istituzioni si indeboliscono, e l’uomo resta solo davanti al proprio nulla. Il Festival nasce per avere il coraggio di guardare questo vuoto senza rimuoverlo, provando ad attraversarlo attraverso i linguaggi della cultura».

Ogni giornata sarà pensata come un percorso: al mattino le masterclass con gli studenti; nel pomeriggio le mostre permanenti e i dialoghi pubblici; la sera gli spettacoli, le proiezioni e gli appuntamenti artistici. Tante le collaborazioni di cui si avvale il Festival, come quelle con Accademia di Belle Arti, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e Conservatorio di Santa Cecilia. Senza dimenticare le realtà associative e solidali che, ogni giorno, avranno la possibilità di farsi conoscere dal pubblico: Caritas Art, Borgo Don Bosco, Comunità Cenacolo, Casa di Kim, Pastificio Futuro e Vidas. Tra gli ospiti già confermati che interverranno al Festival, ci sono il cardinale vicario Baldo Reina, don Fabio Rosini, Viola Ardone, Kim Rossi Stuart, Alessandro Zuccari, Tiziana Pascucci, Riccardo Faccini.

7 luglio 2026

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