Servizi > Feed-O-Matic > 732883 🔗

Martedì 7 Luglio 2026 09:07

Partecipazione e corresponsabilità, per “Ridare voce alla democrazia”



Associazioni e movimenti ecclesiali si sono ritrovati all'Istituto Sturzo per una riflessione che ha interpellato anche il mondo della politica. Il messaggio del presidente Cei Zuppi: «Nessuno è un'isola. Lo spirito costituente, metodo per i grandi temi»

L'articolo
Partecipazione e corresponsabilità, per “Ridare voce alla democrazia”
proviene da
RomaSette
.

#apertura #in città #in italia #adriano roccucci #argia albanese #elly schlein #emiliano manfredonia #focus #giorgio vittadini #giuseppe conte #giuseppe notarstefano #matteo zuppi #patrizia giunti #ridare voce alla democrazia
leggi la notizia su RomaSette





I movimenti ecclesiali hanno opinioni divergenti sui temi caldi dell’agenda politica, uno su tutti la proposta di legge elettorale in discussione. Sono però compatti nel temere per il futuro della democrazia, uniti nel proporre soluzioni concrete affinché la politica torni a essere uno spazio di partecipazione e scelta condivisa, concordi nel ritenere che i cosiddetti “corpi intermedi” siano importanti per il bene comune e per sostenere i più vulnerabili. Lo hanno detto chiaramente ieri sera, lunedì 6 luglio, durante il convegno “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni”, svoltosi nella Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo, al quale sono intervenuti i vertici dell’Azione cattolica, delle Acli, della Comunità di Sant’Egidio, dell’Agesci, della Comunità Papa Giovanni XXIII, per citare alcune realtà dell’associazionismo cattolico che hanno preso la parola. Hanno chiesto un confronto con la politica estendendo «l’invito a tutti», ha detto più volte il vicepresidente dell’istituto Agostino Giovagnoli. Ad accoglierlo, la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte, i parlamentari Paolo Ciani, Toni Ricciardi, Graziano Delrio, Enrico Borghi.

Una riflessione voluta a due anni esatti dalla 50° Settimana sociale di Trieste che ha ispirato una rete di amministratori locali e realtà civiche improntate ai valori cristiani. Un network importante perché, ha avvertito il presidente della Cei il cardinale Matteo Zuppi, «quando si parla di democrazia oggi si rischia solo di criticarla e di arrivare a giustificare una visione solo negativa. Questa è la nostra responsabilità e indica la necessità di dare vita a laboratori di cultura democratica piuttosto che mostrarne solo i limiti e fermarsi al giudizio. Dobbiamo collocare al centro di ogni riflessione e decisione la persona, dialogare, cercare soluzioni a partire da un serio ascolto e confronto». In un messaggio inviato ai partecipanti, il porporato ha richiamato l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ampliato lo sguardo sull’attuale crisi globale ed etica e affrontato la minaccia della frammentazione, della polarizzazione e della chiusura al dialogo in politica, «un male che può ripresentarsi».

Per Zuppi «nessuno è un’isola e la democrazia è proprio quella comunità di destino che aiuta a pensarci insieme e a trovare le risposte necessarie al bene di tutti. Lo spirito costituente – ha aggiunto – ci indica un metodo indispensabile per affrontare i grandi temi sottraendosi, arrivando a decisioni condivise, liberandosi dalla pericolosa polarizzazione, agonistica ma non costruttiva, povera di cultura e di visione». Ha chiesto di non dimenticare «mai» l’Europa, descritta come un’indispensabile «architettura di pace e di regole comuni», oggi chiamata a difendere il mondo non solo dall’intelligenza artificiale «ma anche dalla logica del più forte». Ha infine esortato a superare la «cecità spirituale e culturale» per tornare a garantire la «magnifica humanitas che è ogni persona».

Un richiamo colto da Schlein, per la quale «le forze politiche da sole non bastano e devono avere l’umiltà dell’ascolto, la volontà ferrea di costruire ogni giorno ponti. La politica – ha detto – rischia di diventare asfittica se non si rivolge a ciò che si sta già muovendo nella società, a quella voglia di partecipazione e di buona politica». La leader del Pd giudica importante «cercare un rapporto con la rappresentanza, costruire insieme quel ponte. Perché altrimenti le giuste istanze che porta avanti nel lavoro sociale, educativo ogni giorno, rischiano di non arrivare nelle stanze dove si decide». Secondo Conte «la democrazia oggi può vincere se propone un’alleanza per la pace. E quindi un’Italia di pace, un’Europa superpotenza di pace». Per il leader del Movimento 5 Stelle, il Vecchio Continente deve ritrovare le sue radici più profonde e se da un lato il Manifesto di Ventotene resta la base della nostra storia recente, dall’altro «è san Francesco d’Assisi il vero fondatore di una comunità più ampia europea e potrebbe diventarne un vero segno di inclusione».

Al microfono si sono alternati i rappresentanti dei movimenti ecclesiali che «fanno aggregazione politica», come ha detto Sebastiano Nerozzi, segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. La presidente della Fondazione Giorgio La Pira Patrizia Giunti, ricordando un concetto caro al “sindaco santo”, ha esortato a «leggere i segni dei tempi» per «comprendere quali sono le ragioni che rendono inaccettabile la messa in discussione del modello democratico». Il vero problema, per Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà, è «il venir meno dell’universalismo su cui è stata costruita la Repubblica». Compito dei credenti, per il presidente dell’Azione cattolica italiana Giuseppe Notarstefano, è quello di «offrire una testimonianza concreta» di unità, dialogo e confronto, «convinti che la democrazia cresca soltanto quando cresce la corresponsabilità dei cittadini». Emiliano Manfredonia, presidente delle Acli, si è detto preoccupato per il «diffondersi di forme di individualismo che alimentano il populismo ma non costruiscono un popolo», mentre Adriano Roccucci, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato che «oggi la democrazia deve essere capace anche di inclusione perché il problema non è solo dei cittadini italiani ma anche dei residenti stranieri». Oggi i cittadini hanno «fame di politica autentica, eticamente ispirata» e il risultato della sua assenza è «la disaffezione, il non voto», ha riflettuto Argia Albanese, presidente del Movimento politico per l’Unità d’Italia.

7 luglio 2026

L'articolo
Partecipazione e corresponsabilità, per “Ridare voce alla democrazia”
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI