Martedì 7 Luglio 2026 12:07
Roma ha fatto le sue Olimpiadi. Senza ospitare le Olimpiadi
Quando si parla di Olimpiadi, immaginiamo sempre la stessa scena. Una città che si ferma, milioni di persone che arrivano da tutto il mondo, gli alberghi pieni, i ristoranti dove non si trova un tavolo neanche prenotando mesi prima, i taxi che non si fermano un secondo e, per due settimane, gli occhi del pianeta […]
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Quando si parla di Olimpiadi, immaginiamo sempre la stessa scena. Una città che si ferma, milioni di persone che arrivano da tutto il mondo, gli alberghi pieni, i ristoranti dove non si trova un tavolo neanche prenotando mesi prima, i taxi che non si fermano un secondo e, per due settimane, gli occhi del pianeta puntati su un’unica città. Poi la festa finisce e si fanno i conti. Poi, quando la festa finisce, si fanno i conti. Roma quella festa non l’ha mai avuta, o almeno così pensiamo.
Perché se invece di guardare un unico evento guardassimo tutto quello che è successo negli ultimi quattro anni, scopriremmo una cosa piuttosto sorprendente: Roma ha prodotto un impatto economico paragonabile a quellodei Giochi Olimpici.
Secondo una ricerca realizzata da Il Sole 24 Ore – Ricerca e Studi per Roma Capitale, i grandi eventi sportivi ospitati tra il 2023 e il 2026 hanno generato oltre 7,5 miliardi di euro di ricadute economiche sul territorio. Una cifra talmente grande che è difficile perfino immaginarla. Per questo vale la pena confrontarla con qualcosa che tutti conosciamo. Se vi dicessimo che le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono stimate intorno ai 6,6 miliardi di euro? E che le Olimpiadi di Parigi 2024 intorno ai 9 miliardi? Ecco, senza aver organizzato né le une né le altre, Roma ha fatto meglio di Milano e quasi come Parigi.
Naturalmente il paragone va contestualizzato. Le Olimpiadi concentrano tutto in poche settimane, mentre Roma questi numeri li ha costruiti un evento alla volta. Nel quadriennio 2023-2026, con l’Assessorato ai Grandi Eventi guidato da Alessandro Onorato, a Roma sono stati infatti organizzati 12 grandi eventi sportivi, per un totale di 39 manifestazioni e oltre 220 giornate di gara distribuite lungo quattro anni.
Ma che cosa significa davvero un impatto economico di 7,5 miliardi?
Secondo lo studio, circa 3,5 miliardi derivano dalla spesa diretta legata agli eventi; 2,5 miliardi arrivano dagli effetti indiretti sulle imprese coinvolte, mentre oltre 1,5 miliardi rappresentano l’effetto indotto, cioè la ricchezza che continua a circolare nell’economia grazie a quella spesa iniziale. Praticamente ogni euro speso da uno spettatore o da un organizzatore genera un effetto moltiplicatore pari a 2,2 euro sull’economia del territorio.
In parole povere, chi arriva in città per un evento non compra solo un biglietto. Dorme in albergo, prende un taxi, fa colazione al bar, pranza in trattoria, visita un museo, magari si concede una carbonara e un gelato prima di ripartire. E ognuna di queste spese diventa lavoro e reddito per qualcun altro, economia che gira, posti di lavoro e via dicendo.
Per anni abbiamo pensato che per ottenere benefici di questa portata fosse necessario inseguire il “grande evento della vita”: le Olimpiadi, un Expo, un Mondiale. Questi numeri raccontano una strategia diversa: non una città che si accende per quindici giorni e poi torna alla normalità come se nulla fosse, ma una città che costruisce un calendario continuo di appuntamenti, capace di attirare visitatori tutto l’anno e di alimentare un’economia che non vive soltanto di turismo tradizionale ma di turismo esperienziale. E allora, ce la state servendo su un piatto d’argento: Los Angeles 2028, Brisbane 2032… che ne dite di Roma 2036?
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