Mercoledì 8 Luglio 2026 09:07
In Sudan oltre 5.500 bambini sfollati nelle ultime 2 settimane


La denuncia di Save the Children, dopo l'escalation di violenza a El Obeid. È l'ultima di una serie di ondate di sfollamento in oltre 3 anni di conflitto. Preoccupazione per l'impatto sui bambini
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Sale l’allarme per il Sudan, dove tra le 11mila persone sfollate in seguito all’escalation di violenza nella città di El Obeid e nelle aree circostanti, nel Kordofan settentrionale, ci sono più di 5.500 bambine e bambini, mentre altre migliaia di minori sono a rischio. A puntare i riflettori sulla loro situazione è Save the Children. Si tratta, evidenziano, dell’ultima di una serie di ondate di sfollamento che, in oltre tre anni di conflitto, hanno travolto il Sudan e che oggi si aggravano con l’intensificarsi delle ostilità attorno a El Obeid.
Stando ai dati delle Nazioni Unite, fino a 500mila civili rischiano di diventare bersaglio di atrocità su larga scala e potrebbero essere costretti ad abbandonare le proprie case se la situazione dovesse aggravarsi. Nelle ultime settimane l’aumento degli attacchi con droni ha provocato vittime civili e la distruzione di infrastrutture essenziali, causando gravi carenze di carburante e acqua. Al momento, migliaia di persone sono intrappolate e prive di accesso ai servizi di base. E l’accesso umanitario a El Obeid, importante snodo commerciale e umanitario per la regione, sta diventando sempre più limitato, con le principali vie di accesso alla città interrotte o chiuse.
Ad aggravare la situazione, l’inizio della stagione delle piogge e l’attuale epidemia di colera nel Kordofan, con oltre 300 casi confermati dal ministero della Salute, che stanno creando ulteriori rischi per i bambini che non riescono ad accedere all’assistenza sanitaria. Molte famiglie hanno difficoltà a trovare a un riparo adeguato, acqua potabile, assistenza sanitaria e servizi educativi mentre il sovraffollamento dei campi sta provocando un’ulteriore pressione su risorse già limitate.
In questo contesto, Save the Children esprime «forte preoccupazione per il crescente impatto psicologico sui bambini: molti hanno assistito a episodi di violenza, perso persone care o sono stati costretti a fuggire più volte negli ultimi tre anni». Il Paese infatti è teatro della più grande crisi di sfollamento al mondo, con circa 14 milioni di persone, ovvero un quarto della popolazione. «Per i bambini e le bambine, lo sfollamento significa molto di più della semplice perdita di una casa. Spesso comporta l’interruzione dell’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile e alle reti di sostegno che contribuiscono a garantire loro protezione e sicurezza», osserva Francesco Lanino, vicedirettore di Save the Children in Sudan. Attualmente, evidenziano dall’organizzazione, i minori di 18 anni costituiscono circa il 55% della popolazione sfollata del Paese.
8 luglio 2026
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