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Mercoledì 8 Luglio 2026 11:07

Leone a pranzo con 200 persone vulnerabili di Roma



Appuntamento a Borgo Laudato si' l'11 luglio: una giornata di fraternità promossa dal Centro di alta formazione con il dicastero per il Servizio della carità e la diocesi. Reina: «L'incontro con il Papa restituisce centralità a chi troppo spesso rimane ai margini»

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Sono circa 200 le persone in condizione di vulnerabilità sociale che da tutta la diocesi di Roma sono attese sabato prossimo, 11 luglio, ” A pranzo con il Papa”. Si intitola così infatti la giornata di accoglienza e fraternità in programma a Borgo Laudato si’, nei Giardini di Castel Gandolgo, che prevede la celebrazione eucaristica con la Liturgia della custodia della creazione, una visita guidata a Borgo Laudato si’ e infine, appunto, il pranzo condiviso con Leone XIV.

L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, nasce dall’esperienza del 17 agosto scorso, quando il pontefice pranzò con persone in povertà della diocesi di Albano, e diventa da quest’anno un appuntamento annuale promosso dal Centro di alta formazione Laudato si’ con il dicastero per il Servizio della carità e, per questa edizione, la diocesi di Roma. Ogni anno infatti una diocesi diversa sarà invitata a coinvolgere persone che vivono in situazioni di povertà o di fragilità sociali, rifugiati e migranti, offrendo loro una giornata immersa nella bellezza del creato, insieme all’opportunità di incontrare il Santo Padre.

Nelle parole del direttore generale del Centro il cardinale Fabio Baggio, «Borgo Laudato si’ nasce per mostrare che la custodia del creato e la cura della persona sono un’unica missione. Dopo Lampedusa – aggiunge -, questa giornata rappresenta una nuova tappa del cammino di Papa Leone XIV verso le periferie sociali del nostro tempo». A Borgo Laudato si’ «il Santo Padre incontra persone che vivono situazioni di vulnerabilità, riaffermando che la Chiesa è chiamata ad abitare i luoghi dove la dignità umana chiede ascolto, prossimità e speranza».

Per il prefetto del dicastero per il Servizio della carità Luis Marín de San Martín, «la scelta del Santo Padre conferma che la carità consiste nella vicinanza, nell’incontro e nella condivisione. Quando la Chiesa mette al centro le persone più vulnerabili, rende visibile il Vangelo e testimonia che nessuno è ai margini nel cuore di Dio», evidenzia. Per questa ragione, conclude il cardinale vicario per la diocesi di Roma Baldo Reina, «abbiamo voluto che i protagonisti fossero persone accompagnate dalle parrocchie, dalla Caritas e dalle numerose realtà ecclesiali e associative della diocesi. L’incontro con il Santo Padre restituisce centralità a chi troppo spesso rimane ai margini e richiama tutta la comunità cristiana alla responsabilità dell’accoglienza».

8 luglio 2026

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