Mercoledì 8 Luglio 2026 11:07
Varmondò, la magia dell’amicizia trionfa al Torneo dei Tronchi
Varmondò, la magia dell'amicizia trionfa al Torneo dei Tronchi
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Serrone — C’è una storia, dietro ogni vittoria, che vale più del tabellino. E quella dei ragazzi del Varmondò è di quelle che scaldano il cuore prima ancora di far esultare.
Otto amici di tredici anni, cresciuti insieme sui campi di Valmontone fin da quando ne avevano sei, si sono ritrovati questa estate per una sfida che sapeva più di rimpatriata che di competizione. Il palcoscenico: il celebre Torneo dei Tronchi di Serrone, categoria Esordienti 2013-2014. Il risultato: un cammino netto, cinque partite e cinque vittorie, chiuso con il gradino più alto del podio.

Partiamo dal nome, perché racconta tutto. Varmondò: un gioco ironico e affettuoso su Valmontone, la città che li ha visti muovere i primi calci al pallone. Non una squadra qualsiasi, ma la casacca di un gruppo che, pur avendo imboccato strade calcistiche diverse crescendo, non ha mai smesso di frequentarsi tra le vie della propria cittadina. Il calcio li ha divisi in società differenti; l’amicizia li ha tenuti insieme.
Il percorso non ha ammesso repliche. Cinque incontri, cinque successi, fino a una finale di altissimo livello contro un avversario altrettanto preparato e agguerrito, che ha reso il trionfo ancora più dolce. Perché vincere è bello, ma vincere contro chi ti costringe a tirare fuori il meglio è un’altra cosa.
Tra i pali, a blindare la porta, Gabriele Cretaro. Davanti a lui, la difesa, il centrocampo e l’attacco firmati Cristian Binaco, Leonardo Cerci (premiato come miglior giocatore del torneo), Sebastian Gonzales, Francesco Montanari, Giovanni Neglia, Francesco Saracini e Lorenzo Vitelli. Un organico che, al di là dei singoli ruoli, si è mosso come un corpo solo — perché quando ci si conosce da sette anni, certi automatismi non hanno bisogno di allenamenti.

Sulla panchina, l’esordio più bello che si potesse immaginare. Mister Toni Cretaro conquista il torneo al suo primo incarico ufficiale: un battesimo da incorniciare, guidando questo gruppo alla vittoria piena. Al suo fianco, nel ruolo di accompagnatore, un altro pezzo del clan storico: Federico Evangelisti, l’amichetto di sempre che ha voluto vivere l’avventura da dentro.
Al di là della coppa, resta la sostanza. Questi ragazzi rappresentano un patrimonio tecnico autentico per il panorama calcistico del territorio: talenti che le società della zona conoscono bene e su cui il calcio locale può continuare a costruire. Ma la vera lezione del Varmondò è un’altra: si può prendere strade diverse e restare squadra. Basta un’estate, un torneo e un pallone per ricordarlo.
Un pensiero doveroso allo sponsor Capital Car di Palestrina, rappresentato da Walter Santandrea, che ha creduto nel progetto e ha permesso a questi ragazzi di scendere in campo con i colori del proprio quartiere. Grazie a mister Toni Cretaro e a Federico Evangelisti per la dedizione, alle famiglie che hanno riempito le tribune, e naturalmente agli otto protagonisti: il futuro, a Valmontone, ha già un nome ed è quello del Varmondò.
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