Giovedì 9 Luglio 2026 11:07
Riaffermato l’impegno della Nato per la difesa collettiva


«Un attacco a uno è un attacco a tutti». Lo ribadiscono i capi di Stato e di governo dell'Alleanza Atlantica, nella dichiarazione finale del vertice di Ankara. Sostegno all'Ucraina
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Riafferma anzitutto l’«incrollabile impegno per la difesa collettiva» la dichiarazione finale firmata dai capi di Stato e di governo dell’Alleanza Atlantica riuniti al vertice di Ankara il 7 e 8 luglio. «Un attacco a uno di noi è un attacco a tutti», affermano, citando l’articolo 5 del Trattato di Washington e il «legame transatlantico». Un testo breve, quello della “Dichiarazione di Ankara”, in cui si ribadisce che «la nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa».
Ancora, «per contrastare la minaccia a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica e la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati stanno rispettando l’impegno di difesa assunto all’Aia – si legge nel testo -. Nel 2025, gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti per la difesa di oltre 139 miliardi di dollari. I nostri investimenti ci stanno fornendo le capacità di cui abbiamo bisogno, rafforzando al contempo la nostra base industriale e la nostra resilienza». In questa direzione, i capi di Stato e di governo confermano «nuovi appalti per oltre 50 miliardi di dollari», impegnandosi ad «ampliare la capacità produttiva collettiva» di armi.
Guardando al futuro, i leader parlano di «un’Europa più forte in una Nato più forte. Gli Alleati europei e il Canada, in collaborazione con gli Stati Uniti, si stanno assumendo maggiori responsabilità per la difesa dell’Alleanza. La deterrenza e la difesa della Nato si basano su un mix appropriato di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da risorse spaziali e cibernetiche», affermano. Per questo, «stiamo investendo nella nostra capacità di schierare, potenziare e sostenere le nostre forze armate e di raggiungere i nostri obiettivi in tutti i domini – sono ancora le parole della Dichiarazione -, compresi gli attacchi di precisione in profondità, la difesa aerea e missilistica integrata, i sistemi senza equipaggio, le tecnologie all’avanguardia e le capacità di intelligence. Stiamo sviluppando una rete transatlantica interoperabile per le operazioni belliche e adottando potenti modelli di intelligenza artificiale».
Inevitabile il riferimento a Kiev. «L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale», la rassicurazione che arriva dal vertice di Ankara. «Per il 2026, gli Alleati si impegnano a fornire all’Ucraina 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e riaffermano il loro impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027. A tal fine – rimarcano i leader -, accogliamo con favore la decisione dell’Unione europea di fornire finanziamenti pluriennali all’Ucraina attraverso il prestito di sostegno all’Ucraina».
Da ultimo, nel documento conclusivo si ribadisce che «l’Alleanza continua a rispondere e ad adattarsi alla competizione strategica, all’instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che caratterizzano il nostro più ampio contesto di sicurezza» e che «l’Iran non dovrà mai possedere un’arma nucleare», mentre al contempo viene invitato a «rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».
9 luglio 2026
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