Giovedì 9 Luglio 2026 13:07
Regione e Unindustria proiettate nel futuro, mentre il Lazio corre: +2% di Pil e un nuovo Piano per trattenere i talenti
Un +2% di Pil (Prodotto interno lordo) che vale il primato nazionale. È il dato su cui Regione Lazio e Unindustria hanno basato l’aggiornamento del Piano Industriale, presentato mercoledì 8 luglio nella Sala Tevere alla Pisana. A un anno dal lancio, la strategia condivisa tra istituzioni e imprese conferma la rotta e invidua quattro priorità, […]
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Un +2% di Pil (Prodotto interno lordo) che vale il primato nazionale. È il dato su cui Regione Lazio e Unindustria hanno basato l’aggiornamento del Piano Industriale, presentato mercoledì 8 luglio nella Sala Tevere alla Pisana. A un anno dal lancio, la strategia condivisa tra istituzioni e imprese conferma la rotta e invidua quattro priorità, per un Lazio che cresce più della media nazionale. All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione Roberta Angelilli e il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo. A moderare i lavori è stato Fabio Carducci, capo della redazione di Roma de Il Sole 24 Ore.
I numeri
Nel 2024 il Lazio è cresciuto dell’1,2% contro lo 0,7% italiano. Le stime Svimez per il 2025 indicano un +2% su base annua: la regione è prima in Italia. L’export segna +9,7% e sale la propensione agli investimenti. La manifattura viene indicata come l’asse che ha riequilibrato il rapporto con i servizi avanzati.
Nel 2024 il Lazio è cresciuto dell’1,2% contro lo 0,7% italiano. Le stime Svimez per il 2025 indicano un +2% su base annua: la regione è prima in Italia. L’export segna +9,7% e sale la propensione agli investimenti. La manifattura viene indicata come l’asse che ha riequilibrato il rapporto con i servizi avanzati.
Cosa è stato messo in campo
Nell’ultimo anno la Regione Lazio ha impegnato circa 500 milioni di euro. Tra gli strumenti utilizzati, l’istituzione della Zona Logistica Semplificata (ZLS), una nuova legge sul Consorzio Industriale del Lazio, misure per tecnologie critiche e venture capital. Con Invest in Lazio sono partite le azioni per trattenere le multinazionali già insediate e attrarne di nuove.
Nell’ultimo anno la Regione Lazio ha impegnato circa 500 milioni di euro. Tra gli strumenti utilizzati, l’istituzione della Zona Logistica Semplificata (ZLS), una nuova legge sul Consorzio Industriale del Lazio, misure per tecnologie critiche e venture capital. Con Invest in Lazio sono partite le azioni per trattenere le multinazionali già insediate e attrarne di nuove.
Le quattro direttrici per i prossimi 12 mesi
I territori. Nel 2026 ci saranno gli Stati Generali della Logistica, con focus su digitalizzazione e governance. Parte, quindi, l’operatività del Consorzio Industriale del Lazio, che dovrà definire piano attività, investimenti ed estensione alle aree industriali.
L’attrattività. Si tratta di una agenda regionale basata sulle semplificazioni che darà piena operatività alla ZLS e al rilancio di Invest in Lazio.
Le risorse. La previsione è quella del rifinanziamento di basket bond e strumenti per la patrimonializzazione delle imprese, in vista della programmazione europea del quinquennio 2028-2034.
Le competenze. Reskilling e upskilling, diffusione dell’intelligenza artificiale nei comparti produttivi e una nuova strategia per il Rome Technopole. L’obiettivo è quello di rendere operativo al Tecnopolo Tiburtino il Polo di supercalcolo HPC della rete Cineca.
Le infrastrutture
Confermati come strategici l’ampliamento dello scalo di Fiumicino, il completamento delle grandi opere viarie e i collegamenti ferroviari e stradali del basso Lazio. Sul tavolo anche il futuro dell’area di Civitavecchia e il rilancio dell’automotive nel Cassinate.
Confermati come strategici l’ampliamento dello scalo di Fiumicino, il completamento delle grandi opere viarie e i collegamenti ferroviari e stradali del basso Lazio. Sul tavolo anche il futuro dell’area di Civitavecchia e il rilancio dell’automotive nel Cassinate.
I vincoli
Energia, quadro geopolitico e fine della spinta del PNRR restano, per i relatori, i fattori di rischio. Da qui la scelta di ridurre il numero di obiettivi e concentrare le risorse. L’altro nodo è il capitale umano. La necessità emersa è quella di trattenere i laureati e le alte specializzazioni.
Energia, quadro geopolitico e fine della spinta del PNRR restano, per i relatori, i fattori di rischio. Da qui la scelta di ridurre il numero di obiettivi e concentrare le risorse. L’altro nodo è il capitale umano. La necessità emersa è quella di trattenere i laureati e le alte specializzazioni.
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