Lunedì 13 Luglio 2026 13:07
Terremoto in Venezuela: i morti saliti a 4.490


Allestiti dalle autorità 108 centri d’accoglienza per gli sfollati. Distribuite 9.995 tonnellate di alimenti e 18,5 milioni di litri d’acqua. Nell'arcidiocesi di Caracas, danni considerevoli in 25 chiese
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Le autorità venezuelane aggiornano il bilancio dei terremoti che hanno colpito il Paese il 24 giugno scorso. La conta dei morti, stando ai dati forniti ieri, 12 luglio, sale a 4.490. I feriti restano 16.740. Le famiglie assistite fino a questo momento sono 120.794, informa il presidente dell’Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, aggiungendo che 19.583 persone rimangono alloggiate in 108 centri di accoglienza transitori, installati principalmente in scuole di Caracas, Miranda e La Guaira.
Le autorità hanno distribuito 9.995 tonnellate di alimenti e 18,5 milioni di litri d’acqua tra la popolazione colpita. All’operazione si sono uniti 30.535 volontari registrati e 31.837 funzionari di diversi organismi dispiegati sul territorio nazionale, dove si sono contate 1.222 repliche dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 del 24 giugno. Il numero delle persone rimaste senza casa, anch’esso destinato ad aumentare, è di 17.907.
Danneggiati anche i luoghi di culto. Nell’arcidiocesi di Caracas si registrano danni considerevoli in almeno 25 chiese, vale a dire un quarto delle parrocchie che compongono la regione della Capital, riferisce il portale cattolico
envigilia.info
.I danni naturalmente variano a seconda della zona colpita, precisa il vicario generale dell’arcidiocesi padre Neptalí Balza, segnalando che quelle più antiche hanno subito danni di maggiore entità. «Nella gran parte di queste 25 chiese la Messa non viene celebrata all’interno, ma all’aperto, per ragioni di sicurezza», riferisce. Intanto si valutano i danni, per elaborare poi un progetto per ciascuna delle chiese colpite, a seconda delle necessità e dei finanziamenti corrispondenti.Nel frattempo, i sacerdoti dell’arcidiocesi si sino ritrovati per discutere di una risposta pastorale all’emergenza. Di fronte alla realtà dei centri di accoglienza e all’impossibilità di sostenere la donazione continua di pasti da parte dei ristoranti disponibili, hanno riflettuto su una transizione verso un modello di autogestione comunitaria. In alleanza con la Caritas, si suggerisce che le parrocchie aiutino con la fornitura di fornelli da campo, bombole del gas e tendoni, affinché le stesse famiglie organizzate nei rifugi possano preparare i propri alimenti con dignità e autonomia.
Con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e rendere efficiente l’aiuto umanitario, l’arcidiocesi procederà all’attivazione di altre due importanti iniziative: una Banca arcidiocesana dei medicinali, con personale infermieristico qualificato e un’applicazione mobile, destinata a centralizzare le informazioni sulle risorse disponibili nelle parrocchie e nei centri di raccolta.
Con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e rendere efficiente l’aiuto umanitario, l’arcidiocesi procederà all’attivazione di altre due importanti iniziative: una Banca arcidiocesana dei medicinali, con personale infermieristico qualificato e un’applicazione mobile, destinata a centralizzare le informazioni sulle risorse disponibili nelle parrocchie e nei centri di raccolta.
13 luglio 2026
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