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Martedì 14 Luglio 2026 14:07

Sanita’: Cattolica, prevenzione personalizzata, “Prophet” traccia la roadmap per il futuro europeo

Il progetto Prophet conclude a Bruxelles, con focus sulla prevenzione personalizzata nei sistemi sanitari europei.

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Il 9 luglio a Bruxelles si è tenuto l’evento conclusivo di Prophet (Personalized prevention roadmap for the future healthcare), un progetto di rilevanza internazionale coordinato dalla professoressa Stefania Boccia, ordinario di Igiene generale e applicata e direttrice del dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Durante l’incontro, sono stati riuniti rappresentanti della Commissione Europea, organizzazioni internazionali, stakeholder e alcuni Stati membri per discutere le azioni prioritarie necessarie per l’implementazione della prevenzione personalizzata nei sistemi sanitari europei. Questa informazione è stata diffusa tramite una nota dell’Università Cattolica di Roma. Il progetto, avviato nel 2022, ha come obiettivo principale quello di “contribuire alla definizione di una visione europea condivisa per l’implementazione della prevenzione personalizzata”, come precisato nella nota. Secondo la definizione elaborata dal consorzio Prophet, la prevenzione personalizzata si propone di prevenire l’insorgenza, la progressione e la ricorrenza delle malattie attraverso interventi mirati che considerano informazioni biologiche, come dati genetici, biomarcatori, caratteristiche demografiche e condizioni di salute, insieme a fattori ambientali, comportamentali e al contesto socioeconomico e culturale degli individui. Questo approccio deve essere tempestivo, efficace ed equo, con l’obiettivo di mantenere il miglior equilibrio possibile nella traiettoria di salute lungo tutto l’arco della vita.

La professoressa Boccia ha affermato: “Il progetto conferma la centralità della prevenzione come priorità per la sostenibilità della sanità europea e per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini. Propone un quadro strategico per favorire l’adozione di approcci personalizzati capaci di contribuire alla prevenzione delle malattie croniche e al miglioramento della salute lungo tutto l’arco della vita, con azioni concrete che andrebbero implementate quanto più rapidamente possibile”.

Nel corso del progetto, il consorzio Prophet ha prodotto due risultati strategici principali: la Prophet Strategic research and innovation agenda (Sria) e la Roadmap, che identificano le principali sfide scientifiche, organizzative, etiche, sociali e politiche per l’adozione della prevenzione personalizzata in Europa, traducendole in possibili azioni concrete a supporto dei decisori politici, delle istituzioni sanitarie e degli stakeholder coinvolti. Tra gli elementi innovativi, si è discusso dei Polygenic Risk Score (Prs), strumenti che permettono di identificare i soggetti a maggior rischio di sviluppare patologie come malattie cardiovascolari e cancro. Questi strumenti sono già in uso in alcuni Paesi, come Estonia e Finlandia, all’interno delle biobanche di popolazione, dove i soggetti a rischio hanno ricevuto raccomandazioni personalizzate sullo stile di vita o screening oncologici.

L’evento finale di Bruxelles ha rappresentato un importante momento di confronto sul futuro della prevenzione personalizzata delle malattie croniche in Europa. Hanno partecipato alla discussione Marco Marsella, direttore della Direzione “Digital, EU4Health and Health Systems Modernisation” presso Dg Sante, e Pilar Maria Aguar Fernandez, direttrice della Direzione “People: Health and Society” presso Dg Rtd della Commissione Europea. Entrambi hanno espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando come “Prophet abbia dato un contributo cruciale sul tema della Prevenzione Personalizzata, i cui risultati devono essere ancorati alle innovazioni che stanno trasformando i nostri sistemi sanitari affinché ci sia un impatto sulla vita dei cittadini europei”. Hanno inoltre affermato che “dietro ogni dato c’è una persona con la sua dignità i cui valori vanno rispettati, e ogni diversità può rappresentare un’occasione di personalizzazione nel rispetto del principio di equità”.

È stato trasmesso un videomessaggio di Natasha Azzopardi Muscat, direttrice della Division of country health policies and systems at Who regional office for Europe, che ha sottolineato come l’innovazione tecnologica, sia essa digitale o omica, non possa produrre cambiamenti reali se non accompagnata da politiche di prevenzione adeguate, trasversali ai vari settori che influenzano la salute dei cittadini. Il confronto è stato arricchito dal contributo di esperti e organizzazioni internazionali, tra cui l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che hanno fornito una prospettiva sulle priorità globali e sulle condizioni necessarie per rendere sostenibili, eque e integrate le strategie di prevenzione.

Una sessione specifica è stata dedicata al dialogo con rappresentanti di alcuni Stati membri, inclusi profili istituzionali provenienti da Ministeri della Salute, come il direttore generale della Prevenzione, dottor Sergio Iavicoli, istituti nazionali di sanità pubblica e organismi coinvolti nella programmazione e valutazione delle politiche sanitarie. Il loro contributo ha permesso di discutere le opportunità e le criticità legate alla traduzione della prevenzione personalizzata in programmi, percorsi e politiche concretamente applicabili nei diversi contesti nazionali. Al centro degli interventi vi sono state le principali sfide individuate dalla Sria di Prophet e le possibili azioni prioritarie illustrate nella Roadmap, tra cui il rafforzamento della governance, lo sviluppo di competenze dedicate, l’integrazione dei dati sanitari, inclusi quelli “omici” e dei device indossabili, con i dati ambientali e socio-economici, la valutazione dell’impatto sulla salute, l’equità di accesso, la sostenibilità economica e il coinvolgimento attivo di cittadini, pazienti, professionisti sanitari e decisori politici.

Durante l’evento è stato presentato un documento di policy per supportare il dibattito europeo sull’adozione della prevenzione personalizzata, con l’obiettivo di facilitare il passaggio dalla produzione di evidenze scientifiche alla loro implementazione nei sistemi sanitari. La professoressa Roberta Pastorino, associata di Statistica medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Partner di Prophet per la fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, ha concluso: “La principale sfida non è più solo la generazione di evidenze, ma la capacità di tradurre tali evidenze in servizi sostenibili, equi e ben governati”.

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