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Mercoledì 15 Luglio 2026 19:07

“Wilde come se” di Roberto Ippolito evento speciale Estate al Maxxi L’Aquila sabato 18 luglio

Nella capitale della cultura 2026 l’ipocrisia e la presunta giustizia dell’era vittoriana: Oscar Wilde e il soldato...

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Nella capitale della cultura 2026 l’ipocrisia e la presunta giustizia dell’era vittoriana: Oscar Wilde e il soldato condannato a morte, detenuti insieme, protagonisti del romanzo Sem Feltrinelli. Conduce Valentina Notarberardino. Con il soprano Seungyeon Ko e il pianista Massimiliano Caporale

È molto di più di un omaggio al drammaturgo e poeta Oscar Wilde. È storia da scoprire: con un evento speciale, l’Estate al Maxxi L’Aquila trasporta nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. Sabato 18 luglio alle 21.00 Roberto Ippolito propone il suo romanzo “Wilde come se”, pubblicato da Sem Feltrinelli. Nell’ultima conversazione della stagione del museo, dialoga con Valentina Notarberardino, autrice e consulente di comunicazione culturale, nella Corte interna di Palazzo Ardinghelli, in Piazza Santa Maria Paganica 15, con ingresso libero.

La serata è arricchita dalla partecipazione del soprano Seungyeon Ko e del pianista Massimiliano Caporale con il contributo dei musicisti del Conservatorio di Musica A. Casella. Tra i brani eseguiti spicca la scena finale della “Salomè” di Richard Strauss, opera basata sul dramma di Oscar Wilde.

L’appuntamento è compreso nelle attività promosse dall’Aquila capitale della cultura 2026: un’occasione per conoscere i fatti caratterizzati dall’ipocrisia e da un presunto senso di giustizia e per riflettere sul ruolo sociale della letteratura e dell’intellettuale. Al Maxxi L’Aquila si svolge parallelamente la mostra “Aftershock” dell’artista cinese Ai Weiwei, diventato simbolo della libertà di espressione. L’accostamento al libro di Roberto Ippolito sembra dunque significativo.

“Wilde come se” racconta, nella sede distaccata dell’istituzione nazionale presieduta da Emanuela Bruni, la parabola di un talento unico e il dramma di un soldato, portando alla luce episodi e comportamenti in seguito ad anni di ricerche. Infatti ogni parola del testo, si legge nel risvolto della copertina, “deriva dalla documentazione raccolta”. Pertanto: “Nessuna fantasia. Purtroppo”. Il precedente titolo di Ippolito è “Delitto Neruda” (Chiarelettere) che ha rivelato la morte non naturale del poeta cileno Premio Nobel per la letteratura

Il primo protagonista del romanzo, presentato con Valentina Notarberardino, ad apparire in scena è il giovane Charles Thomas Wooldridge: realizza il sogno di entrare nei Blues, le guardie reali di Buckingham Palace e Windsor, e poi di sposarsi benché non autorizzato dai superiori. Intanto, con le sue commedie e il fascino personale, Oscar Wilde compie una cavalcata vincente nella scena culturale. Ma è un bersaglio dei conservatori e dei benpensanti.

I due destini, al centro della conversazione al Maxxi L’Aquila sono lontani. E lo saranno le loro tragedie. Charles è ossessionato dallo spettro della gelosia: uccide ferocemente la moglie ed è condannato a morte. Oscar è perseguitato da un marchese timoroso per l’avvio del figlio all’omosessualità. Processato, è accusato di immoralità addirittura per la condotta del suo personaggio di fantasia, Dorian Gray. Subisce due anni di devastanti lavori forzati per “grave indecenza”.

Il potere schiaccia il poeta, in una storia nella quale figurano anche George Bernard Shaw, William Butler Yeats, Arthur Conan Doyle, Émile Zola, André Gide e Henri de Toulouse-Lautrec. I due protagonisti finiscono a Reading Gaol, la prigione che porta alla pazzia per l’isolamento dei detenuti. Sulla quarta di copertina di “Wilde come se” c’è questa citazione: “Quel tale deve oscillare”. Oscar Wilde è sconvolto dalla rivelazione che il suo compagno di detenzione a Reading Gaol sarà impiccato.

Due uomini reietti, spinti fuori dal cuore del mondo, che si incrociano come due navi ormai spacciate mentre attraversano una tempesta: Oscar vede così sé stesso e il soldato in blu. Incamera il dolore dell’altro. Annientato dall’umiliazione pubblica, ha però la forza di comporre “La ballata del carcere di Reading”, versi struggenti e disperati sulla crudeltà della giustizia che uccide e sui soprusi fra le sbarre.

Oltre alla “Salomè” di Strauss, la parte musicale con il soprano Seungyeon Ko e il pianista Massimiliano Caporale prevede opere scelte di Gabriel Faurè, Claude Debussy, Erik Satie, Reynaldo Hahn e Edward Elgar

Roberto Ippolito è scrittore, giornalista e organizzatore culturale. In precedenza ha firmato libri d’inchiesta sulla legalità e la cultura, come “Ignoranti” e “Abusivi” (Chiarelettere) o “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani). È ideatore di eventi che portano la cultura tra la gente nei luoghi più vari. Ha lavorato per “La Stampa” e, con incarichi direttivi, per il Festival dell’economia di Trento, la Confindustria e la Luiss dove ha anche insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

 

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