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Giovedì 16 Luglio 2026 11:07

Telefono azzurro verso i 40 anni



Presentato il Bilancio sociale 2025. Il presidente Caffo: «Chiamati a confrontarci con il cambiamento. La tutela dei minori passa dalla capacità di comprendere il nuovo mondo digitale»

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Quasi 40 anni accanto a bambini, adolescenti e famiglie nei momenti di maggiore difficoltà, promuovendo una cultura dei diritti dell’infanzia fondata sull’ascolto, sulla prevenzione e sulla protezione. È il cammino di Telefono azzurro raccontato nel Bilancio sociale 2025: la fotografia di un cambiamento, dall’ascolto come valore fondante a un impegno sempre più forte nella ricerca, nella prevenzione e nell’advocacy, per rispondere alle trasformazioni digitali, della salute mentale e dell’intelligenza artificiale.

Nata nel 1987 per dare ascolto ai bambini vittime di violenza e abuso, Telefono Azzurro ha accompagnato generazioni di bambini, adolescenti e famiglie, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione. Ai servizi di emergenza ha affiancato attività di prevenzione, ricerca, formazione, advocacy istituzionale e cooperazione internazionale, adattando strumenti e competenze ai profondi cambiamenti della società. Oggi rinnova questo impegno, confermando l’ascolto come principio fondante della propria azione e rafforzando il proprio ruolo nella tutela dei diritti dei minori attraverso risposte sempre più innovative alle sfide in atto.

Lo conferma il presidente Ernesto Caffo. «Mentre ci avviciniamo al quarantesimo anniversario di Telefono Azzurro, siamo chiamati a confrontarci con un cambiamento profondo: oggi – osserva – proteggere un bambino significa comprendere il mondo in cui cresce. L’intelligenza artificiale, le piattaforme digitali, i social network e gli algoritmi stanno modificando il modo in cui i più giovani costruiscono relazioni, apprendono e sviluppano la propria identità. La nostra responsabilità è garantire che i diritti dei bambini siano tutelati anche in questi nuovi ambienti. Per questo continuiamo a investire nell’ascolto, nella ricerca, nella prevenzione e nell’innovazione, lavorando insieme alle istituzioni, alla scuola, alle famiglie e alle imprese affinché la tecnologia sia realmente al servizio della crescita e della protezione dei minori».

A raccontare l’impatto di questo impegno nel 2025, i numeri del Bilancio sociale. Attraverso la linea di ascolto 19696 sono stati gestiti 2.186 casi, mentre il Servizio 114 Emergenza infanzia è intervenuto in 3.446 situazioni di rischio per bambini e adolescenti. Nel corso dell’anno Telefono azzurro ha continuato a garantire un presidio di ascolto attivo 24 ore su 24, consolidando il proprio ruolo nella tutela dei minori come primo Trusted Flagger italiano ai sensi del Digital Services Act. La hotline “Clicca e Segnala”, gestita nell’ambito del Safer Internet Centre, ha ricevuto 3.022 segnalazioni di contenuti illegali online, oltre il 76% delle quali relative a materiale di abuso sessuale su minori. Attraverso il numero europeo 116000 Bambini Scomparsi, la fondazione ha inoltre proseguito l’attività di supporto alle famiglie e di collaborazione con le istituzioni, portando a 1.945 i casi seguiti dal servizio dalla sua attivazione nel 2009. Sul fronte della prevenzione, i programmi di educazione hanno coinvolto 4.472 studenti e oltre 445 tra insegnanti e genitori in percorsi dedicati alla sicurezza digitale e al benessere psicologico. Parallelamente, Telefono azzurro ha continuato a investire nella ricerca, attraverso studi come “Il bambino al centro”, realizzato con Doxa, e la partecipazione al Safer Internet Centre “Generazioni Connesse”, contribuendo ad approfondire l’impatto delle trasformazioni tecnologiche sullo sviluppo e sulla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. A rendere possibile tutto questo, anche il contributo di 171 volontari e a una rete di collaborazione con istituzioni, scuole, servizi territoriali e partner nazionali e internazionali. Tutto all’insegna della sostenibilità economica.

Guardando al futuro, tra le principali sfide all’orizzonte c’è quella dell’intelligenza artificiale. «Accanto alle opportunità offerte dall’innovazione, emergono nuovi fenomeni che richiedono competenze, strumenti e responsabilità condivise: dalla manipolazione algoritmica ai deepfake, dai companion artificiali ai chatbot conversazionali – rilevano dalla fondazione -. Telefono Azzurro promuove un approccio che mette al centro l’interesse primario del minore, sostenendo lo sviluppo di tecnologie etiche, trasparenti e progettate secondo i principi della safety by design». E ne sperimenta l’impiego «anche per rafforzare la capacità di risposta dei propri servizi e migliorare i processi di presa in carico delle richieste di aiuto».

Strettamente correlata ai cambiamenti sociali e “digitali” anche la salute mentale, tra le priorità di intervento della fondazione. «Ansia, isolamento, autolesionismo, disturbi alimentari e difficoltà relazionali rappresentano segnali di un disagio che richiede interventi sempre più tempestivi e multidisciplinari- affermano -. In questo contesto l’ascolto continua a rappresentare il primo strumento di prevenzione, capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità e accompagnare bambini e adolescenti verso percorsi di tutela».

Il rafforzamento della dimensione internazionale costituisce un altro asse strategico dell’evoluzione di Telefono azzurro, sempre più presente nei principali tavoli europei e internazionali dedicati alla protezione dell’infanzia, «contribuendo allo sviluppo di politiche e strumenti condivisi per affrontare fenomeni che superano i confini nazionali, dalla sicurezza online allo sfruttamento dei minori, fino alla tutela dei bambini scomparsi». Ancora, la fondazione intende consolidare una presenza sempre più vicina alle comunità attraverso un modello diffuso sul territorio, rafforzando la collaborazione con istituzioni, scuole, università, mondo della ricerca e realtà del Terzo settore per costruire reti sempre più efficaci di prevenzione e protezione».

Si inserisce in questo contesto la particolare attenzione con cui Telefono azzurro segue anche il dibattito relativo al Regolamento per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale su minori – il cosiddetto “Chat Control” -, nella consapevolezza che la tutela dei bambini e degli adolescenti debba rappresentare un interesse primario. «Rafforzare gli strumenti di prevenzione, individuazione e segnalazione della diffusione online di materiale di abuso sessuale sui minori è una condizione imprescindibile per garantire una protezione efficace – rimarcano -. Al tempo stesso, è necessario perseguire questo obiettivo assicurando un equilibrato bilanciamento con la tutela della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini. La protezione dei minori deve quindi costituire una responsabilità condivisa, da perseguire attraverso soluzioni tecnologiche e normative capaci di coniugare sicurezza, responsabilità e rispetto delle libertà individuali».

16 luglio 2026

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