Giovedì 16 Luglio 2026 13:07
Regione Lazio, 536 beni confiscati alle mafie verso il riuso sociale: vertice in Prefettura a Roma
Sono case, terreni, appartamenti e capannoni. Per anni sono stati il simbolo del potere e della ricchezza accumulata con la violenza e l’illegalità. Oggi possono diventare scuole, centri antiviolenza, alloggi sociali, presidi per le Forze dell’ordine e spazi per le associazioni. È questo l’obiettivo della Conferenza dei Servizi che si è svolta il 14 luglio […]
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Sono case, terreni, appartamenti e capannoni. Per anni sono stati il simbolo del potere e della ricchezza accumulata con la violenza e l’illegalità. Oggi possono diventare scuole, centri antiviolenza, alloggi sociali, presidi per le Forze dell’ordine e spazi per le associazioni. È questo l’obiettivo della Conferenza dei Servizi che si è svolta il 14 luglio nella Prefettura di Roma, un vertice decisivo per il futuro dei beni confiscati alla criminalità organizzata nel Lazio.
Promosso dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati, l’ANBSC, l’incontro ha messo attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti chiamati a trasformare il patrimonio mafioso in patrimonio collettivo. A presiedere i lavori il sottosegretario all’Interno con delega ai beni confiscati, Wanda Ferro, affiancata dal direttore dell’Agenzia, il prefetto Maria Rosaria Laganà. Presenti i prefetti, i sindaci dei 18 comuni coinvolti, i vertici delle Forze dell’ordine, rappresentanti della magistratura, della Regione Lazio e dell’Agenzia del Demanio.
Numeri importanti quelli finiti sul tavolo: 536 beni esaminati tra immobili e terreni. La parte del leone la fa la provincia di Roma, con 502 beni censiti. Ed è proprio dalla Capitale che arriva il segnale più forte, con 494 manifestazioni di interesse già presentate da Roma Capitale e dall’Agenzia del Demanio per conto di diverse amministrazioni centrali dello Stato. Un’adesione massiccia che testimonia la volontà concreta di non lasciare più nulla di intentato. Ora la palla passa al Consiglio Direttivo dell’Agenzia, che dovrà vagliare le proposte e decretare le destinazioni finali.
“Ogni bene confiscato che torna alla collettività rappresenta una vittoria concreta dello Stato sulla criminalità organizzata”, ha affermato il prefetto Laganà. Le Conferenze dei Servizi, ha spiegato, sono lo strumento che permette di superare lentezze burocratiche e di accelerare il confronto diretto tra istituzioni, per restituire più in fretta ai cittadini ciò che è stato loro sottratto. Concetto ribadito con forza dal sottosegretario Ferro: “La migliore risposta alle mafie è dimostrare che ciò che è stato accumulato con la violenza e l’illegalità può trasformarsi in un patrimonio al servizio della collettività”.
Per Ferro la grande partecipazione registrata in Prefettura e il numero elevato di manifestazioni di interesse sono la prova che i territori vogliono esserci. Utilizzare questi beni significa rafforzare i servizi, promuovere l’inclusione sociale e rendere più visibile e solida la presenza dello Stato dove più serve. Da qui l’impegno confermato dal Governo: rafforzare il ruolo dell’Agenzia e rendere sempre più stretta la collaborazione tra istituzioni nazionali, enti locali e amministrazioni centrali. Perché un immobile confiscato e riutilizzato non è solo un edificio che cambia proprietario, è un simbolo di riscatto e un motore di sviluppo per l’intera comunità. (immagine di copertina dal sito del ministero dell’Interno).
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