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Venerdì 17 Luglio 2026 19:07

Se non vinci le elezioni, cambia gli elettori

Per il Partito Democratico quella elettorale non è una riforma, ma un’operazione studiata per piegare la rappresentanza alla convenienza politica -

#italiani nel mondo
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La Camera ha approvato l’emendamento che rivoluziona la Circoscrizione Estero. Al Senato nascerà un collegio unico mondiale, mentre alla Camera le quattro ripartizioni saranno ridotte a due: Europa e Resto del Mondo.

Rappresentanti della maggioranza di Governo spiegano si tratti di una razionalizzazione del sistema. Per i Partiti dell’opposizione e, in particolare per il Partito Democratico, invece, è l’esatto contrario: un autentico stravolgimento della rappresentanza degli italiani nel mondo.

Dalle dichiarazioni dei parlamentari Dem eletti all’estero emerge un giudizio unanime e durissimo. La riforma viene descritta come un’operazione che non punta a migliorare il voto o a renderlo più sicuro, ma a ridisegnare Collegi e Circoscrizioni per ottenere quel consenso che, secondo l’opposizione, non si riesce a conquistare nelle urne. L’accusa è semplice quanto pesante: dove mancano i voti, si cambiano le regole.

Secondo i deputati del Pd, accorpare comunità lontanissime tra loro significa cancellare il rapporto diretto tra eletti ed elettori, mettendo nello stesso contenitore realtà che hanno storie, problemi e priorità completamente diverse. Seguendo questa logica, viene da chiedersi perché fermarsi agli italiani nel mondo. Tanto varrebbe creare un unico collegio nazionale mettendo insieme Lombardia, Molise, Valle d’Aosta, Basilicata e Umbria. Un capolavoro geografico, forse. Di certo non della rappresentanza.
Per l’opposizione, milioni di italiani residenti all’estero rischiano così di trasformarsi da cittadini con un territorio di riferimento, a semplici numeri da redistribuire sulla carta, sacrificando oltre vent’anni di rappresentanza costruita con la Circoscrizione Estero.

La conclusione più dura arriva dal deputato Nicola Carè, che lancia un messaggio politico destinato a far discutere: «Gli italiani all’estero non dimenticheranno e ve la faranno pagare democraticamente. Hanno la penna per farvi pagare la vostra arroganza.»

La risposta, dunque, non arriverà in Aula, ma nelle urne. Sempre che, ironizzano i più critici, nel frattempo non cambi ancora la geografia del voto. (Pier Francesco Corso)

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