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Sabato 18 Luglio 2026 09:07

“Enti locali lasciati soli e senza i soldi del Fondo di Solidarietà”: la denuncia di Pierluigi Sanna

Si tratta di un appello accorato allo Stato quello fatta da Pierluigi Sanna in questi giorni. Il vicesindaco della Città […]

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Si tratta di un appello accorato allo Stato quello fatta da Pierluigi Sanna in questi giorni. Il vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale denuncia il ritardo dei trasferimenti del Fondo di Solidarietà che spinge gli enti locali, già sotto pressione e in cronica carenza economica, ad un ulteriore peggioramento delle casse comunali.

La denuncia di Sanna è netta: “Il telefono squilla a vuoto. Nessuno risponde più ai comuni che pongono da mesi la stessa domanda: quando verrà erogato il Fondo di Solidarietà?”

Di seguito il testo completo dell’intervento di Pierluigi Sanna: “Il telefono squilla a vuoto.
Nessuno risponde più ai comuni che pongono da mesi la stessa domanda: quando verrà erogato il Fondo di Solidarietà? Facciamo chiarezza: cosa è l’Fsn? Si tratta del Fondo di Solidarietà Comunale, quello con cui lo Stato redistribuisce risorse ai comuni per garantire i servizi fondamentali, a prescindere da quanto ogni Comune riesce a incassare con le proprie tasse.
E’ nato col D.Lgs. 23/2011 e dal 2013 ha sostituito i trasferimenti statali. Serve a finanziare scuole, strade, polizia locale, servizi sociali ed a dare una mano agli enti con bassa capacità fiscale.
Tra l’altro il Fondo è alimentato sì dal bilancio dello Stato ma pure da una parte del gettito IMU di tutti i comuni. Ergo sono anche soldi degli enti locali, della fiscalità del territorio che vanno allo Stato centrale e poi tornano.

Per anni, tutti gli anni, i comuni hanno visto accreditarsi questi fondi nel primo semestre dell’anno mentre nel 2026 ancora non si vede neanche l’ombra di questi fantomatici 4 miliardi, i quali sembra si siano smarriti tra ministeri e Corte dei Conti. Eppure è difficile smarrire 4 miliardi quando la gente normale nel nostro Paese non perde neanche un centesimo.

Tra il silenzio generale, diciamocelo, i sindaci vanno solitariamente telefonando a tutti, ogni giorno, ma nessuno risponde più. Ogni telefono squilla a vuoto e non c’è qualcuno che possa dire con precisione quando arriveranno questi fondi, i nostri fondi, nel 2026.

Nel frattempo?
Nel frattempo i comuni anticipano, si indebitano con le banche, ritardano nei pagamenti dei fornitori… traccheggiano come si usa dire in gergo. Ma quanto potranno resistere così le già malandate casse degli enti locali?

Mettete che un comune sia come un lavoratore che da gennaio, pur lavorando, non riceve il suo salario ed a non versarglielo sia l’azienda di cui è socio e nella quale ha investito forzosamente i suoi risparmi, quanto potrebbe resistere? Non finirebbe sul lastrico?
Così stanno i comuni, come color che son sospesi. Come potranno continuare ad anticipare il gasolio per le spazzatrici, per gli scuolabus? Come potranno continuare ad anticipare la corrente per le scuole? Quanto costerà alle comunità di interessi bancari tutta questa richiesta di anticipazione di liquidità? Con i soldi che serviranno per pagare gli interessi quante cose si sarebbero potute finanziare?

Nonostante questi ragionamenti, spero considerabili di buon senso, tutto tace.
Qualcuno batta un colpo o semplicemente risponda a telefono, anche per dire una verità scomoda. Si narra che neanche a luglio arriverà un centesimo e ripeto, i fondi dell’Imu sono proprio fondi nostri che lo Stato deve restituire agli enti locali.

La legge elettorale è importante e ci mancherebbe ma sarebbe utile che in Parlamento si discutesse anche di questo perché i sindaci erano eroi durante la pandemia e poi sono tornati come prima, carne da cannone.”

Foto e testo dal post Facebook pubblicato da Pierluigi Sanna

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