Martedì 21 Luglio 2026 21:07
Salute: “Lazio senza glutine”, 303 strutture, 700 studenti formati e guida estiva per celiaci
Il progetto 'Lazio senza glutine' coinvolge istituti alberghieri e ristorazione per sensibilizzare sulla celiachia.
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Sei istituti alberghieri coinvolti, circa 700 studenti formati, oltre 80 attività di ristorazione interessate e una guida estiva multilingue con 303 strutture aderenti al programma Alimentazione fuori casa (Afc). Questi sono i principali risultati del progetto “Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione”, che è stato presentato oggi presso la sede del Consiglio regionale del Lazio. Realizzato tra gennaio e luglio 2026 e promosso dalla Regione Lazio insieme all’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura (Arsial), il progetto è stato attuato in collaborazione con l’Associazione italiana celiachia (Aic) Lazio Aps. Esso ha permesso di realizzare alcuni degli obiettivi previsti dalla legge regionale numero 7 del 2025: formare i futuri professionisti della ristorazione, aggiornare gli operatori del settore, diffondere le corrette procedure per prevenire le contaminazioni e accrescere la consapevolezza di cittadini e famiglie riguardo alla celiachia.
All’evento hanno partecipato diverse figure di rilievo, tra cui l’assessore regionale al Bilancio, Agricoltura e Sovranità alimentare Giancarlo Righini, il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale Marco Bertucci di Fd’I, il presidente di Arsial Massimiliano Raffa, il presidente di Aic Lazio Angelo Mocci, il presidente del Comitato scientifico regionale di Aic Lazio Italo De Vitis e la responsabile del programma alimentazione Fuori casa di Aic Lazio Sabrina Agostini. Erano presenti anche medici e ricercatori attivamente impegnati nella gestione della celiachia. Nell’ambito dell’iniziativa, è stata presentata la guida “Lazio senza glutine” per l’estate, una pubblicazione di 56 pagine, disponibile gratuitamente sul sito di Aic Lazio e tramite QR code, pensata per le persone con celiachia, le loro famiglie e i turisti che scelgono il Lazio per le vacanze. Questo volume raccoglie gli eventi dedicati e censisce 303 strutture di ristorazione e pubblici esercizi aderenti al programma Afc dell’Associazione italiana celiachia, distribuite nelle cinque province della regione.
Sei istituti alberghieri, oltre 700 studenti coinvolti e 80 attività di ristorazione sono stati fondamentali per certificare il Lazio come regione gluten free. “Un progetto molto importante che denuncia e racconta i problemi della celiachia – ha affermato l’assessore Righini -. Oltre l’1 per cento della popolazione è affetta da questa patologia che può portare a conseguenze anche gravi. Pertanto, questa attività di sensibilizzazione e la norma approvata dal Consiglio regionale vanno esattamente in questa direzione: rendere tutti consapevoli dell’importanza di questo tema e mettere in campo una serie di iniziative che possano rafforzare la conoscenza e quindi la prevenzione della diffusione della celiachia”, ha concluso Righini. Oltre alla formazione rivolta agli istituti alberghieri e agli operatori della ristorazione, il progetto ha portato all’organizzazione di due convegni medico-scientifici con circa 200 partecipanti e alla realizzazione di una rete di iniziative territoriali dedicate all’informazione, alla consulenza e alla sicurezza alimentare. Nel Lazio, le persone con diagnosi di celiachia sono oltre 28 mila, mentre a livello nazionale si stima che la patologia interessi circa l’1 per cento della popolazione. Per sostenere le politiche di inclusione delle persone celiache, il bilancio regionale autorizza 500 mila euro per il 2026 e prevede ulteriori 240 mila euro per il 2027.
La guida estiva evidenzia la presenza di 205 strutture nella Città metropolitana di Roma Capitale, comprese attività all’interno dell’aeroporto di Fiumicino e nelle aree di servizio autostradali; 36 nella provincia di Viterbo, concentrate soprattutto nel capoluogo, a Bolsena e Tarquinia; 28 nella provincia di Frosinone; 22 nella provincia di Latina, tra il capoluogo, Gaeta e Fondi; e 12 nella provincia di Rieti, comprese alcune aree di servizio lungo l’A1. Per il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, Marco Bertucci, “i risultati di ‘Lazio senza glutine, inclusione, formazione e informazione’, confermano come la legge regionale 7 del 26 giugno 2025, che mi ha visto promotore, stia portando i risultati attesi: i tanti studenti formati e le oltre 80 attività legate alla ristorazione raggiunte dal progetto dimostrano nella pratica il valore della legge – ha dichiarato -. Da un lato, una maggiore consapevolezza e formazione per permettere a ogni persona celiaca la possibilità di vivere in sicurezza la propria quotidianità; dall’altro, il crescente numero di attività legate alla ristorazione porta a un miglioramento della qualità della vita sociale delle persone celiache, che avranno sempre maggiori occasioni di condivisione del tempo libero senza rischi, all’insegna della tranquillità loro e dei familiari. Il tutto per un Lazio sempre più accogliente, consapevole e inclusivo nei confronti delle persone celiache. Ringrazio Aic Lazio del presidente Angelo Mocci per l’impegno profuso e Arsial per il supporto e la collaborazione al progetto Lazio Senza Glutine”, ha concluso Bertucci. “Una politica pubblica è davvero efficace quando riesce a trasformare un bisogno in un diritto concreto e un investimento in nuove opportunità – ha sottolineato il presidente di Arsial, Massimiliano Raffa -. Con ‘Lazio senza glutine’ stiamo costruendo un sistema che mette insieme salute, formazione, ristorazione, turismo e imprese. In questa direzione si inserisce anche l’avviso, attualmente aperto, per la partecipazione delle aziende laziali produttrici di alimenti e bevande senza glutine alla collettiva di Regione Lazio e Arsial al Roma Bar Show 2026, in programma il 14 e 15 settembre al Roma convention center La Nuvola. Un’occasione concreta per dare visibilità alle nostre eccellenze e rafforzare una filiera regionale sicura, innovativa e competitiva. Nessuno dovrebbe sentirsi escluso o essere costretto a rinunciare a un viaggio, a una cena o a un momento di socialità. L’inclusione non si proclama: si organizza”, ha concluso Raffa.
Aic Lazio ha richiamato quattro priorità operative: l’attivazione del Tavolo tecnico permanente previsto dalla legge regionale; l’applicazione verificabile e omogenea del percorso diagnostico e assistenziale approvato con Dca U00034 del 12 febbraio 2020; la pubblicazione di una programmazione dettagliata sull’impiego delle risorse 2026-2027; l’avvio delle misure destinate alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei cereali senza glutine. Per il presidente di Aic Lazio Aps, il progetto “dimostra che superamento dello stigma, sicurezza alimentare e investimento sulla qualità della vita delle persone e sul loro diritto a vedere tutelata la propria salute si costruiscono formando le persone e collegando scuola, ristorazione, sanità, agricoltura e associazionismo. Chiediamo che questa esperienza rappresenti l’inizio di una politica continuativa. Le risorse devono diventare servizi, competenze e opportunità misurabili. Una persona con celiachia deve poter frequentare una scuola, lavorare, mangiare fuori casa e andare in vacanza senza essere trattata come un problema da gestire”. Sul versante sanitario, Italo De Vitis, presidente del Comitato scientifico regionale di Aic Lazio, ha sottolineato che “la celiachia richiede una risposta sanitaria strutturata, uniforme e fondata sulle evidenze scientifiche. Nel Lazio è necessario garantire percorsi diagnostici tempestivi, omogenei su tutto il territorio e capaci di accompagnare la persona dalla diagnosi alla presa in carico nel tempo – ha aggiunto De Vitis -. L’attuazione concreta del percorso diagnostico-terapeutico già definito e l’attivazione di un tavolo tecnico regionale rappresentano passaggi essenziali per superare disomogeneità, ritardi e difficoltà di accesso”.
La qualità della vita delle persone “con celiachia dipende anche dalla capacità delle istituzioni, dei professionisti sanitari e delle associazioni di lavorare insieme, trasformando le norme e le risorse disponibili in servizi realmente accessibili ed efficaci – ha spiegato Italo De Vitis, presidente del Comitato scientifico regionale di Aic Lazio -. Un tema rilevante delle attività, soprattutto alla luce delle abitudini di vita, di lavoro e di consumo della società contemporanea, è quello del consumo di prodotti alimentari lontano dalle mura domestiche”. Sabrina Agostini, responsabile del programma Alimentazione Fuori Casa di Aic Lazio, ha infine ribadito che “formazione e consapevolezza sono i due ingredienti che non possono mancare in ogni iniziativa che abbia l’obiettivo di garantire sicurezza, salute e superamento dello stigma. Formazione per studenti degli istituti alberghieri, ristoratori e personale del mondo del food e tutor professionisti o volontari sono fondamentali per accompagnare il percorso di messa in sicurezza e di inclusione sociale delle persone con celiachia. Un processo di consapevolezza che passa anche attraverso il vocabolario da utilizzare nei menu e nelle interazioni con la clientela”, ha concluso.
