Mercoledì 22 Luglio 2026 10:07
Più buona, sostenibile e giusta: la ristorazione scolastica secondo il Campidoglio


Presentato il nuovo bando: un appalto quadriennale dal valore di 766 milioni di euro che garantirà ogni anno quasi 24 milioni di pasti in 816 scuole e servizi educativi della città, Il sindaco Gualtieri: «Cibo fresco e menù più sani»
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“Più buona, più sostenibile, più giusta”. È la mensa scolastica ridisegnata dall’amministrazione Gualtieri, secondo il nuovo bando presentato ieri, 21 luglio, in Campidoglio. Un appalto quadriennale dal valore complessivo di 766 milioni di euro che garantirà ogni anno quasi 24 milioni di pasti in 816 scuole e servizi educativi della città, nella grande maggioranza dei casi dotati di cucina interna. Gli obiettivi li ha illustrati con chiarezza il sindaco Roberto Gualtieri. «La nuova gara per la refezione scolastica punta a garantire un servizio di qualità sempre più elevata, promuovere un’alimentazione sana e tutelare le lavoratrici e i lavoratori del settore – ha spiegato -. Abbiamo scelto che il costo del pasto non possa essere oggetto di ribasso, premiando invece la qualità delle offerte». Ancora, «vogliamo valorizzare le cucine delle scuole, favorire prodotti freschi e menu più sani e sostenibili, mettendo al centro il benessere delle bambine e dei bambini».
Si tratta insomma di garantire buon cibo ma anche di «diffondere nei nostri ragazzi uno stile di vita alimentare sano e consapevole», sono ancora le parole del primo cittadino. Abolito quindi il cibo processato, così come i piatti di plastica. «Anche questo aiuta a portare più qualità», ha osservato il sindaco, aggiungendo che «ci sarà una premialità per le aziende che riutilizzeranno il cibo in più per progetti sociali, quindi contro lo spreco».
Il bando, pubblicato il 16 luglio, terminerà il 15 settembre. La gara fissa un costo medio a pasto di 6,53 euro, a carico del Comune, che non potrà essere soggetto di proposte a ribasso. Vengono esclusi i prodotti ultraprocessati e favoriti quelli biologici, Dop, Igp, stagionali e il pesce fresco. Verrà servita più frutta e più verdura e ci sarà un’applicazione estensiva dei Criteri ambientali minimi (Cam). Previste anche attività formative destinate alla comunità educante e in particolare al personale delle cucine, al fine di migliorare la preparazione di piatti a base di verdure, legumi e pesce, rendendoli più graditi a bambine e bambini. Premialità infine per le imprese che utilizzano prodotti provenienti dall’agricoltura sociale, dai beni confiscati alle mafie e dalla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, per il contrasto al caporalato.
Sul piano delle tutele per il personale, previsto il divieto di subappalto del servizio principale, così come la continuità lavorativa del personale attualmente impiegato, l’obbligo di applicazione del contratto collettivo nazionale di settore e l’introduzione di un voucher annuale di 500 euro destinato agli addetti della ristorazione scolastica – quasi 4mila persone -, come misura di sostegno legata alla specificità del lavoro part-time ciclico.
La sfida, ha ribadito l’assessore Claudia Pratelli (Scuola, formazione e lavoro), è «costruire una mensa più buona, più sostenibile e più giusta». Il cibo infatti «non è solo ciò che mettiamo nel piatto: è una politica pubblica che tiene insieme salute, educazione, lavoro, sostenibilità e giustizia sociale. Il pasto a scuola è infatti parte del percorso educativo, rende possibile il tempo pieno e, per molti bambini e bambine, è anche l’unico pasto proteico della giornata – ha aggiunto -. Con circa 150mila pasti serviti ogni giorno, Roma ha scelto di esercitare con responsabilità il proprio ruolo di stazione appaltante, sostenere produzioni di qualità, ridurre l’impatto ambientale e tutelare il lavoro lungo tutta la filiera».
Il bando, le ha fatto eco l’assessore Sabrina Alfonsi (Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti), «incide in maniera importante sull’economia e sulle abitudini delle persone» e interviene «sulle disuguaglianze alimentari, perché molti bambini consumano proprio a scuola l’unico pasto completo della giornata». La Capitale, ha ricordato, «può già vantare un eccellente standard di qualità del cibo offerto nei nidi e nelle scuole, con un sistema delle mense che occupa il 12° posto nella classifica nazionale dell’osservatorio Foodinsider». Ora la scelta di investire sulle mense scolastiche pubbliche rafforzando la promozione di prodotti di qualità, biologici, locali e stagionali, valorizzando le filiere corte, «significa migliorare la salute dei bambini e ragazzi ma significa anche portare il diritto al cibo sano e la cultura alimentare e della sostenibilità ambientale».
22 luglio 2026
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