Giovedì 23 Luglio 2026 09:07
Social vietati agli under 15 in Francia, Telefono Azzurro: «Anche l’Italia deve accelerare»


Il presidente Ernesto Caffo parla di «punto di svolta nel dibattito europeo sulla tutela dei minori online» e chiede al legislatore italiano di tradurre il momento in «regole efficaci e finalmente operative»
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Anche il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo interviene dopo il via libera definitivo del Parlamento francese alla legge che introduce il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. E parla di una decisione che «segna un punto di svolta nel dibattito europeo sulla tutela dei minori online. Ora – aggiunge – anche l’Italia deve accelerare: le proposte di legge ci sono ed è il momento di trasformarle in regole chiare, efficaci e realmente applicabili».
Da anni, ricorda il presidente, «Telefono Azzurro chiede che anche il nostro Paese affronti questo tema con decisione. Non basta fissare un’età minima: servono sistemi affidabili per la verifica dell’età, piattaforme maggiormente responsabilizzate rispetto ai rischi che i loro servizi possono generare e un investimento strutturale nell’educazione digitale di bambini, adolescenti e famiglie», prosegue, ribadendo che «la protezione dei minori nell’ambiente digitale non può più essere rinviata».
Proprio per questo, assicura ancora Caffo, «come Telefono Azzurro continueremo a offrire il nostro contributo di esperienza e ascolto, affinché il legislatore italiano sappia cogliere questo momento di forte accelerazione internazionale e tradurlo rapidamente in regole efficaci e finalmente operative». La strada è quella delineata dalle richieste presentate dall’organizzazione: anzitutto, «accelerare l’iter parlamentare delle proposte attualmente all’esame di Camera e Senato», quindi «garantire sistemi di verifica dell’età realmente efficaci, non aggirabili, che tutelino al contempo la privacy dei minori; responsabilizzare le piattaforme digitali, anche sulla progettazione dei servizi, non solo sull’accesso; investire nell’educazione digitale, a scuola e in famiglia, come misura complementare a ogni intervento normativo». Da ultimo, «rafforzare il coordinamento europeo, in linea con il lavoro della Commissione europea».
23 luglio 2026
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