Venerdì 24 Luglio 2026 09:07
Da Acs nuovi aiuti per la Chiesa venezuelana


L'arcivescovo di Caracas Biord: «Ora la priorità è aiutare sacerdoti, religiose, diaconi, ministri della Comunione, che hanno perso casa e familiari. Prenderci cura di chi si prende cura degli altri»
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A un mese dal duplice terremoto che il 24 giugno ha devastato il Venezuela, la Chiesa resta saldamente accanto alla popolazione colpita. Lo ha affermato in una conferenza stampa organizzata dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) l’arcivescovo di Caracas Raúl Biord. «Come cristiani e come Chiesa – ha detto – siamo presenti nelle strade fin dal primo giorno. A La Guaira e Caracas abbiamo più di 35 chiese e strutture ecclesiali danneggiate, ma la Chiesa è ben più dei suoi edifici: siamo presenti nelle strade, visitiamo la popolazione, portiamo conforto negli ospedali e cibo nelle tendopoli, e celebriamo i sacramenti in strada, insieme alla gente».
Anche i seminaristi di Caracas e delle diocesi suffraganee sono impegnati ogni giorno nelle strade, «accanto alla gente, a quanti hanno il cuore spezzato e hanno sofferto così tanto». In concreto, la Chiesa continua a distribuire aiuti materiali, medicinali e alimentari, soprattutto attraverso Caritas. Ma la popolazione, ha avvertito ancora il presule, non ha bisogno soltanto di aiuti materiali: «È importante portare anche conforto e sostegno spirituale».
Stando alle stime ufficiali, il numero dei morti oscilla tra 4 e 5mila. Le dimensioni della tragedia però sono ancora maggiori. «Tra 20 e 30mila persone risultano ancora disperse e un numero ancora più alto ha perso la casa. In luoghi come La Guaira, dove la maggior parte della popolazione lavora nel turismo o al porto, anche chi ha ancora una casa ha perso il lavoro. Molte persone vivono in tende di fortuna e qui è inverno, il che significa piogge intense». Sono ancora le parole del presule, che ha dato voce anche alla consapevolezza che in questo momento è essenziale continuare a prendersi cura anche di chi opera in prima linea: sacerdoti, diaconi, religiosi e volontari laici. «Percepiamo la cattolicità della Chiesa, perché siamo una famiglia. Siamo una famiglia per chi ha perso la propria – ha ribadito -. E avvertiamo anche la solidarietà di chi ci offre un aiuto concreto, come Acs. Ora la nostra priorità è aiutare i sacerdoti, le religiose, i diaconi, i ministri della Comunione, tutti coloro che sono direttamente al servizio della Chiesa, soprattutto a La Guaira, e che hanno perso la casa e i familiari. Dobbiamo prenderci cura di chi si prende cura degli altri. Devono essere forti per sostenere le persone che visitano. Il nostro primo compito è sostenerli con la nostra presenza».
Subito dopo il duplice terremoto Acs ha stanziato 100mila euro per un sostegno immediato. Ora, ha annunciato in conferenza stampa la presidente esecutiva della fondazione Regina Lynch, sono in arrivo ulteriori aiuti. «Una delegazione del nostro dipartimento Progetti si recherà presto in Venezuela per incontrare e ascoltare la Chiesa locale – ha anticipato -. A quel punto sarà stato definito un elenco delle priorità e potremo annunciare con maggiore precisione il prossimo pacchetto di aiuti, che sarà certamente molto superiore ai 100mila euro iniziali. Sarà destinato alla ricostruzione, ma anche alla cura dei traumi».
24 luglio 2026
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