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Venerdì 24 Luglio 2026 09:07

Linea C: sono partiti i lavori delle stazioni Auditorium e Farnesina

Sono partiti i lavori della tratta T1 della Linea C, con la consegna formale da parte di Roma Metropolitane, al Consorzio Metro C, delle aree necessarie per avviare la cantierizzazione delle stazioni Farnesina e Auditorium. In realtà alcune attività erano già in corso da diverse settimane, con l’allestimento di un nuovo campo base in zona flaminio. È bene chiarire subito che non vedremo ancora le talpe meccaniche scavare sotto il Tevere. In questa prima fase saranno predisposte le aree operative e svolte le attività propedeutiche alla costruzione delle stazioni. È comunque il passaggio che trasforma la T1 da progetto finanziato e approvato in un’opera effettivamente cantierizzata. Il prolungamento misura circa 2,9 chilometri e comprende due nuove stazioni, Farnesina e Auditorium, due pozzi intermedi, per circa 3 chilometri complessivi tra tratta e tronchino di fine linea. Il finanziamento assegnato all’intervento è di 890 milioni di euro, mentre il valore effettivo delle opere è di 776 milioni. Ricordiamo infatti che la costruzione del quadro economico della Metro C è peculiare, per certi versi simile a quella degli appalti “ANAS”, includendo gli oneri di funzionamento della stazione appaltante e diverse altre attività, normalmente finanziate separatamente. Due stazioni per un quadrante finora escluso dalla metropolitana La stazione Farnesina sorgerà nell’area del piazzale omonimo, nei pressi del Ministero degli Esteri e del complesso sportivo del Foro Italico. Sarà il nuovo capolinea nord-occidentale della Linea C e disporrà di tre accessi, distribuiti su una struttura profonda fino a 43 metri e articolata su sette livelli interrati. Il cantiere interesserà parte dell’attuale parcheggio degli autobus e l’area del deposito Ama, mentre due ulteriori spazi logistici saranno realizzati sul lungotevere Maresciallo Diaz. La stazione servirà direttamente lo Stadio Olimpico, il Foro Italico e un settore della città che oggi dipende quasi esclusivamente dagli autobus e dal trasporto privato, fatto salvo il tram 2 al di là del fiume. Auditorium sarà invece costruita in corrispondenza di piazza Apollodoro, accanto al PalaTiziano. Avrà tre accessi, sei livelli interrati e raggiungerà una profondità massima di circa 45 metri. La sua area di influenza comprenderà il Parco della Musica, il MAXXI, il Villaggio Olimpico, confermandosi la stazione “culturale” della linea C. Non si tratta quindi soltanto di due fermate aggiunte alla fine della linea. La T1 completa il senso urbanistico della linea C, il cui obbiettivo è proprio connettere le grandi aree urbanizzate di Roma Est al centro ed ai servizi culturali e sportivi, concentrati proprio lungo la stessa T1. Il cantiere da cui partiranno le talpe La caratteristica più importante dell’intervento riguarda il ruolo assegnato alla stazione Farnesina. Dal 2029 il suo cantiere dovrebbe diventare il pozzo di introduzione e il centro logistico delle due Tunnel Boring Machine che scaveranno le gallerie verso il centro, alleggerendo la stazione Clodio/Mazzini da questo ruolo. Le talpe partiranno dunque da Farnesina e procederanno verso Auditorium, Mazzini, Ottaviano, Castel Sant’Angelo, Chiesa Nuova e infine piazza Venezia. La costruzione delle tratte T1 e T2 sarà così condotta come un unico cantiere operativo, nonostante la suddivisione formale in lotti differenti. Il percorso comporterà due sottoattraversamenti del Tevere nella sola tratta settentrionale: il primo tra Farnesina e Auditorium, nella zona compresa tra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta; il secondo tra Auditorium e Mazzini, in direzione di via Timavo e piazza Bainsizza. Per realizzare le stazioni saranno impiegati diaframmi in calcestruzzo armato spinti fino a circa 80 metri, in modo da raggiungere gli strati più stabili delle argille plioceniche. Farnesina, inoltre, è progettata per accogliere le future talpe che arriveranno da Grottarossa. L’opera infatti comprende già i manufatti di bivio necessari per prolungare in futuro la Linea C verso la cassia e per realizzare un possibile ramo diretto a Tor di Quinto. Chi ben comincia L’apertura dei cantieri della T1 è una grande notizia, che merita di essere festeggiata. Roma è tornata finalmente a costruire metropolitane su una scala significativa, con sette stazioni e circa otto chilometri di linea contemporaneamente in lavorazione, il dato più alto degli ultimi quindici anni. Resta però ancora lontana la capacità dimostrata tra il 2007 e il 2012, quando la città riuscì a portare avanti simultaneamente 24 chilometri di nuove linee e 26 stazioni, tra Linea C e B1, oltre al complesso rinnovamento del nodo di Termini. Nei dieci anni che separano l’avvio della T1 dalla prevista apertura al pubblico, fissata al 2037 insieme alla tratta T2 fino a Venezia, Roma dovrà necessariamente avviare anche una nuova generazione di opere. Il prolungamento della Linea A oltre Battistini, i rami della Linea C verso Ponte Mammolo, Togliatti e Tor Vergata, e la trasformazione delle ferrovie ex concesse in linee E ed F, rappresentano obiettivi concreti e raggiungibili nel breve termine, mentre si progetta la Linea D. Solo facendo partire questi cantieri all’interno del prossimo decennio e garantendo continuità agli investimenti sarà possibile trasformare l’attuale ripresa in quella rivoluzione della mobilità che Roma attende da troppo tempo.  

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Sono partiti i lavori della tratta T1 della Linea C, con la consegna formale da parte di Roma Metropolitane, al Consorzio Metro C, delle aree necessarie per avviare la cantierizzazione delle stazioni Farnesina e Auditorium. In realtà alcune attività erano già in corso da diverse settimane, con l’allestimento di un nuovo campo base in zona flaminio.

È bene chiarire subito che non vedremo ancora le talpe meccaniche scavare sotto il Tevere. In questa prima fase saranno predisposte le aree operative e svolte le attività propedeutiche alla costruzione delle stazioni. È comunque il passaggio che trasforma la T1 da progetto finanziato e approvato in un’opera effettivamente cantierizzata.

Il prolungamento misura circa 2,9 chilometri e comprende due nuove stazioni, Farnesina e Auditorium, due pozzi intermedi, per circa 3 chilometri complessivi tra tratta e tronchino di fine linea. Il finanziamento assegnato all’intervento è di 890 milioni di euro, mentre il valore effettivo delle opere è di 776 milioni. Ricordiamo infatti che la costruzione del quadro economico della Metro C è peculiare, per certi versi simile a quella degli appalti “ANAS”, includendo gli oneri di funzionamento della stazione appaltante e diverse altre attività, normalmente finanziate separatamente.

La stazione Farnesina sorgerà nell’area del piazzale omonimo, nei pressi del Ministero degli Esteri e del complesso sportivo del Foro Italico. Sarà il nuovo capolinea nord-occidentale della Linea C e disporrà di tre accessi, distribuiti su una struttura profonda fino a 43 metri e articolata su sette livelli interrati.

Il cantiere interesserà parte dell’attuale parcheggio degli autobus e l’area del deposito Ama, mentre due ulteriori spazi logistici saranno realizzati sul lungotevere Maresciallo Diaz. La stazione servirà direttamente lo Stadio Olimpico, il Foro Italico e un settore della città che oggi dipende quasi esclusivamente dagli autobus e dal trasporto privato, fatto salvo il tram 2 al di là del fiume.

Auditorium sarà invece costruita in corrispondenza di piazza Apollodoro, accanto al PalaTiziano. Avrà tre accessi, sei livelli interrati e raggiungerà una profondità massima di circa 45 metri. La sua area di influenza comprenderà il Parco della Musica, il MAXXI, il Villaggio Olimpico, confermandosi la stazione “culturale” della linea C.

Non si tratta quindi soltanto di due fermate aggiunte alla fine della linea. La T1 completa il senso urbanistico della linea C, il cui obbiettivo è proprio connettere le grandi aree urbanizzate di Roma Est al centro ed ai servizi culturali e sportivi, concentrati proprio lungo la stessa T1.

La caratteristica più importante dell’intervento riguarda il ruolo assegnato alla stazione Farnesina. Dal 2029 il suo cantiere dovrebbe diventare il pozzo di introduzione e il centro logistico delle due Tunnel Boring Machine che scaveranno le gallerie verso il centro, alleggerendo la stazione Clodio/Mazzini da questo ruolo.

Le talpe partiranno dunque da Farnesina e procederanno verso Auditorium, Mazzini, Ottaviano, Castel Sant’Angelo, Chiesa Nuova e infine piazza Venezia. La costruzione delle tratte T1 e T2 sarà così condotta come un unico cantiere operativo, nonostante la suddivisione formale in lotti differenti.

Il percorso comporterà due sottoattraversamenti del Tevere nella sola tratta settentrionale: il primo tra Farnesina e Auditorium, nella zona compresa tra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta; il secondo tra Auditorium e Mazzini, in direzione di via Timavo e piazza Bainsizza. Per realizzare le stazioni saranno impiegati diaframmi in calcestruzzo armato spinti fino a circa 80 metri, in modo da raggiungere gli strati più stabili delle argille plioceniche.

Farnesina, inoltre, è progettata per accogliere le future talpe che arriveranno da Grottarossa. L’opera infatti comprende già i manufatti di bivio necessari per prolungare in futuro la Linea C verso la cassia e per realizzare un possibile ramo diretto a Tor di Quinto.

L’apertura dei cantieri della T1 è una grande notizia, che merita di essere festeggiata. Roma è tornata finalmente a costruire metropolitane su una scala significativa, con sette stazioni e circa otto chilometri di linea contemporaneamente in lavorazione, il dato più alto degli ultimi quindici anni.

Resta però ancora lontana la capacità dimostrata tra il 2007 e il 2012, quando la città riuscì a portare avanti simultaneamente 24 chilometri di nuove linee e 26 stazioni, tra Linea C e B1, oltre al complesso rinnovamento del nodo di Termini.

Nei dieci anni che separano l’avvio della T1 dalla prevista apertura al pubblico, fissata al 2037 insieme alla tratta T2 fino a Venezia, Roma dovrà necessariamente avviare anche una nuova generazione di opere. Il prolungamento della Linea A oltre Battistini, i rami della Linea C verso Ponte Mammolo, Togliatti e Tor Vergata, e la trasformazione delle ferrovie ex concesse in linee E ed F, rappresentano obiettivi concreti e raggiungibili nel breve termine, mentre si progetta la Linea D.

Solo facendo partire questi cantieri all’interno del prossimo decennio e garantendo continuità agli investimenti sarà possibile trasformare l’attuale ripresa in quella rivoluzione della mobilità che Roma attende da troppo tempo.

 

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