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Domenica 26 Luglio 2026 10:07

Favola della domenica – Al mare

#favola
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C’erano una volta dei bambini che giocavano al mare con la sabbia. Giulia domandò al suo amico: “Che fai?”

“Sto facendo un castello” rispose Giovanni, occupatissimo a bagnare la rena in un secchiello per comporre la merlatura delle torri.

“Noi vogliamo trovare l’acqua” aggiunse Sabina, iniziando a scavare un pozzo insieme a Giulia.

Lì accanto, una coppia giocava a racchettoni sul bagnasciuga. Una palla andò a cadere proprio sul castello in costruzione.

“Oh, mi dispiace” disse il ragazzo. “Non piangere, ti aiuterò a ricostruirlo. Sai, anni fa, ho vinto un premio per il fortino più grande della spiaggia”. Giovanni frenò le lacrime e accettò l’aiuto di quel ragazzo generoso ed esperto.

Nacque una costruzione bellissima e dispiacque a entrambi che calasse la notte perché avrebbero dovuto lasciare incustodito il loro capolavoro. C’era pericolo che altre persone o le onde del mare potessero distruggerlo.

Invece, la mattina successiva, il castello era ancora al suo posto. Giovanni ne fu felice e molti bagnanti si fermarono a guardarlo.

“Sapete?” disse Sabina, “questo castello ha anche un pozzo. Ieri abbiamo trovato l’acqua”.

“Non ci resta che giocare ai castellani allora…” propose gioiosa Giulia, accompagnata da Antonio, un altro della comitiva.

Antonio annunciò: “Vorrei creare un vulcano. Mi aiutate?”

Si dedicarono a innalzare un vulcano cioè un’altura con una cavità all’interno da cui fecero uscire del fumo bruciando fogli di giornale alla base.

Ma le sorprese non erano finite. Passò di corsa un ragazzo che trascinava un aquilone. Sopra di loro, alto nel cielo, si alzò un enorme drago rosso e giallo.

Tutti lo rincorsero per parecchie centinaia di metri.

Giovanni disse agli altri: “Starebbe benissimo sugli spalti del nostro maniero. Che ne dite? Potremo far finta di essere aggrediti da un drago e tentare di difenderci”.

Gli amici raggiunsero il ragazzo e gli proposero di mettere il suo aquilone a disposizione degli abitanti del nobile villaggio.

Il ragazzo, Mauro, accettò e ognuno di loro inventò storie per far finta di vivere una vita da castellani.

I loro giochi furono talmente veritieri che Giovanni, quella notte, sognò un drago.

Era imponente, minaccioso, emanava lingue di fuoco dalla bocca. Il ragazzino ne ebbe paura, ma, quando parlò, la creatura mitologica non lo aggredì. Gli disse: “Sono contento di vederti felice ma, crescendo, dovrai affrontare molte sfide, incontrerai molti draghi, veri o immaginari che siano, però, ti predico che dalle tue battaglie riuscirai sempre vincitore. Quindi, non ti scoraggiare. Nonostante io sia considerato un nemico pericoloso, ti sarò di aiuto e, alla fine, diverremo amici”.

Giovanni si svegliò di soprassalto. Andò presto in spiaggia. Contemplò lo sfacelo del castello ad opera del mare e si sedette sul bagnasciuga sconsolato. Poi però avvistò tra le onde della riva un giocattolo. Era un piccolo drago, rosso e giallo. Lo prese. Seppe allora che il suo sogno non era stato un sogno ma una predizione, un benevolo incoraggiamento, un’amichevole profezia da parte di un mostro dal cuore gentile.

Maria Rosaria Fortini

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